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Tavolara archeologica: nuove prospettive per il nostro territorio

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Il 25 maggio 2013 si è svolto al museo archeologico di Olbia il convegno di studi “La Sardegna nell’Età del Rame” al quale hanno partecipato come relatori 60 studiosi con 30 relazioni (alcune a più autori) e svariati altri archeologi e uditori.

Il giorno successivo è stata effettuata una visita guidata sul sito di Spalmatore di Terra dell’Isola di Tavolara volta a illustrare sul posto l’insediamento dell’ Età del Rame da poco individuato e il cui primo scavo esplorativo – effettuato grazie alla collaborazione tra l’Area Marina Protetta  di Tavolara Punta Coda Cavallo e la Soprintendenza per i Beni Archeologici – ha fornito lo spunto, vista la notevole rilevanza sotto vari aspetti, per l’organizzazione del Convegno.

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La giornata a cui hanno partecipato circa 80 persone, tra archeologi, guide turistiche, insegnanti, studenti e appassionati di archeologia si è conclusa con un pranzo a base di prodotti locali offerto dal comune e dai cittadini di Loiri Porto San Paolo, animato dall’esibizione del gruppo folk di Sa Castanza.

  «Credo di poter dire che il bilancio del Convegno, sia più che positivo  – afferma Rubens D’Oriano  –  principalmente per due motivi: la gran parte degli interventi erano incentrati su novità (sia nuovi ritrovamenti che nuove interpretazioni di dati già noti) e il dibattito è stato molto vivo e partecipato, spaziando anche su problematiche globali dell’Età del Rame in Sardegna (cronologie, aspetti sociali e ideologici, approcci teorici , ecc.). Mi pare utile poi segnalare che il successo dell’iniziativa si deve anche alla felice sinergia tra i due Enti organizzatori, l’Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, e la Soprintendenza per i Beni Archeologici, e alla nutrita presenza di studiosi delle due Università e delle due Soprintendenze sarde, e di archeologi che con esse collaborano a vario titolo. Ciliegina sulla torta è stata l’escursione del giorno successivo».

«Dal nostro punto di vista – continua Augusto Navone direttore dell’Area Marina Protetta  di Tavolara Punta Coda Cavallo – il convegno ha confermato ancora una volta la forza progettuale che può nascere tra gli Enti pubblici. Siamo sempre più convinti che il rispetto per l’ambiente debba necessariamente passare da un arricchimento culturale e da una ritrovata consapevolezza identitaria. Questa è la strada da percorrere per tracciare nuove prospettive per il futuro ambientale e socio – economico del nostro territorio».

 

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