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Sardegna: al via i saldi estivi

I saldi estivi dureranno per sessanta giorni

Sardegna: al via i saldi estivi
Sardegna: al via i saldi estivi
Olbia.it

Pubblicato il 20 June 2024 alle 12:02

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Cagliari. Inizia ufficialmente la stagione dei saldi estivi per gli esercizi commerciali della Sardegna. Ieri, l’assessore del turismo, artigianato e commercio, Franco Cuccureddu, ha firmato il decreto che dispone, l’avvio dei ribassi di stagione da sabato 6 luglio che durerà per sessanta giorni. Alla sottoscrizione del provvedimento si è giunti dopo una lunga fase di concertazione in sede di Conferenza delle Regioni, al fine di trovare una data unica ed evitare quindi i trasferimenti in altri territori per gli acquisti.

Una analoga fase di organizzazione è avvenuta anche a livello regionale con una specifica riunione tenutasi lo scorso 18 giugno, alla quale hanno preso parte, oltre all’assessore Cuccureddu, i rappresentanti delle associazioni del commercio, di quelle dei consumatori e, in rappresentanza dei Comuni sardi, è intervenuta la presidente del Consiglio delle autonomie locali, Paola Secci. Durante l’incontro, oltre a concordare su data e tempi dei saldi estivi, si è discusso sullo slittamento dei ribassi invernali, quantomeno a dopo la festività dell’Epifania.

Sarà importante – è stato evidenziato - vigilare sul rispetto delle regole per salvaguardare i diritti dei consumatori sul fenomeno dei saldi anticipati e sulla qualità della merce. Il rappresentante del Consorzio regionale dei CCN (Centri Commerciali Naturali) ha chiesto che i comuni, in concomitanza con l’avvio della stagione dei saldi, possano prevedere iniziative di animazione nei centri storici. Nel corso della riunione si è discusso, inoltre, sulla crisi congiunturale del settore commerciale, amplificata dalla concorrenza della grande distribuzione e dei colossi dell’e-commerce, auspicando un intervento legislativo importante in tema di rigenerazione urbana per arginare il fenomeno dello spopolamento - che non coinvolge più solo i piccoli comuni delle zone interne - e di desertificazione degli esercizi di vicinato nei centri storici a vantaggio dei pubblici esercizi.