Thursday, 12 March 2026
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Pubblicato il 12 March 2026 alle 07:00
Padru. Padru è un piccolo comune della Gallura, poco più di 1.800 abitanti, dove la biblioteca comunale non è semplicemente un servizio accessorio del territorio ma un centro culturale vivo, riconoscibile, frequentato. Merito, in larga parte, di Salvatore Gusino, il bibliotecario che la gestisce e che nelle scorse settimane ha conseguito la sua quarta laurea (Lettere Moderne nel 2007, la specialistica in Filologia Moderna, poi Beni Culturali nel 2023 e infine la magistrale in Industria Culturale, Arti e Comunicazione). Non è un errore di stampa: quattro percorsi accademici portati a termine, l'ultimo con lode, in un arco di tempo che racconta la traiettoria di un professionista che ha scelto la formazione continua come metodo di lavoro e come stile di vita. In un paese dove fermarsi al primo titolo è ancora la norma, Gusino rappresenta un'eccezione che vale la pena raccontare — non per celebrare il dato numerico in sé, ma per capire cosa c'è dietro: una visione precisa del ruolo della cultura nel territorio, e una passione per la lettura che nel tempo si è trasformata in missione professionale.
Il dato in sé è significativo. In un paese dove la media dei titoli accademici conseguiti per persona rimane bassa, e dove la formazione continua fatica a essere riconosciuta come investimento produttivo, quattro percorsi universitari portati a termine raccontano una determinazione fuori dall'ordinario. Ma ciò che rende la storia di Gusino particolarmente interessante non è il numero in sé, quanto la coerenza che lo sottende. Ogni laurea ha risposto a una domanda precisa, ha colmato un gap di conoscenza specifico, ha reso il suo lavoro quotidiano più consapevole e più efficace. Non studio per il gusto dello studio, ma formazione come strumento diretto di servizio professionale e sociale.
È in questo contesto che la formazione accademica di Gusino acquista il suo senso più preciso. Ogni laurea ha aggiunto uno strato di competenza a un profilo professionale che richiede, per essere svolto davvero bene, una visione ampia e interdisciplinare.
La passione per la lettura, in questo quadro, non è un elemento ornamentale della biografia di Gusino. È il motore che ha tenuto in moto tutto il resto. Nata nell'infanzia, in una famiglia dove ogni mese arrivava un libro nuovo per lui e i suoi fratelli, letto e riletto fino al successivo acquisto, si è progressivamente trasformata da piacere personale a orientamento professionale, fino a diventare qualcosa che assomiglia a una missione. Non nel senso retorico del termine, ma in quello più concreto e quotidiano: la convinzione che mettere le persone in contatto con i libri giusti, nel momento giusto, possa effettivamente cambiare qualcosa nella loro vita.
È questa convinzione che ha spinto Gusino, durante il periodo della pandemia, a inventarsi lettore pubblico online per i bambini impossibilitati a frequentare la biblioteca. Un'iniziativa nata per necessità e cresciuta per creatività: dalle storie della tradizione ai racconti scritti personalmente, ambientati in Sardegna, con scenografie e personaggi costruiti artigianalmente. Ogni giorno alle 18, un appuntamento fisso che per molte famiglie ha rappresentato un punto fermo nella disorientante quotidianità del lockdown.
Potrebbe sembrare una storia fuori dal comune la sua visto che dopo la prima laurea non si è più fermato , eppure per lui è semplicemente la naturale conseguenza di una passione che non si è mai spenta. Parliamo di un impiegato della biblioteca di Padru che, nel tempo, ha collezionato qualcosa di più unico dei libri che cataloga ogni giorno: quattro lauree. Lo abbiamo incontrato per capire cosa si nasconde dietro questa straordinaria voglia di sapere. Abbiamo incontrato Gusino che con il suo inconfondibile entusiasmo, ci ha raccontato qualche curiosità, sulla sua sete di sapere ancticipando anche quale sarà la sua quinta laurea.
La prima laurea risale al 2007. Come è nata la vocazione per la formazione continua?
"Ho iniziato con Lettere Moderne, poi la specialistica in Filologia Moderna. L'ambito letterario è sempre stato il mio territorio naturale. Poi, negli anni, ho sentito il bisogno di allargare lo sguardo: Beni Culturali nel 2023, e infine la magistrale in Industria Culturale, Arti e Comunicazione. Ogni scelta è stata consequenziale, dettata dal lavoro e dalla curiosità. Non ho inseguito titoli — ho seguito domande."
Bibliotecario, ma anche amministratore, organizzatore culturale, figura di riferimento per un'intera comunità. Come si trova il tempo per studiare?
"Il mio lavoro abbraccia pubblica istruzione, spettacolo, sport, turismo — dalla mensa scolastica agli spettacoli estivi, dagli aperitivi d'autore alla burocrazia quotidiana. Non è poco. Ma studiare, per me, non è un sacrificio aggiuntivo: è il contrario. È il momento in cui mi fermo, respiro, penso. Come leggere un buon libro. Il segreto, se vogliamo chiamarlo così, è pratico: mi sveglio alle quattro di mattina. Il silenzio e la mente fresca fanno il resto."
Quarta laurea conseguita con lode, quinta già in programma. C'è un limite a questo percorso?
"Ho due opzioni per settembre: Psicologia, che mi affascina, oppure — se aprisse a Sassari come si vocifera — la magistrale in Scienze Storiche e Archeologiche. Era una meta che inseguivo da anni, impossibile finora perché non esisteva in Sardegna. Se si aprisse quella porta, sarebbe difficile non varcarla."
Un messaggio a chi ha abbandonato o rimandato il proprio percorso formativo?
"Direi che oggi il sistema ha cambiato volto. Quando mi sono iscritto io, le opzioni erano poche e rigide. Oggi i percorsi si moltiplicano, le lezioni sono spesso online, i ritmi si adattano alla vita reale. Non esistono più scuse valide — esistono solo scelte. E lo studio, credetemi, non finisce mai di sorprendere."
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