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Oschiri: il sindaco Carta ci anticipa la magia di "Vermentino sotto le stelle"

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Oschiri: il sindaco Carta ci anticipa la magia di
Oschiri: il sindaco Carta ci anticipa la magia di
Laura Scarpellini

Pubblicato il 19 August 2026 alle 07:00

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Oschiri. Nel cuore del Logudoro, Oschiri rappresenta un presidio prezioso di memoria e tradizioni, dove il paesaggio collinare custodisce secoli di storia e saperi antichi. È in questo contesto autentico che prende vita uno degli appuntamenti più suggestivi dell'estate: la nuova edizione di "Vermentino sotto le stelle", in programma per venerdì 21 agosto 2026. La cornice è quella del Santuario di Nostra Signora di Castro, gioiello dell'architettura romanica e luogo simbolo dell'identità locale, pronto a trasformarsi in un teatro a cielo aperto dove vino, cultura e spettacolo si fondono sotto il cielo d'agosto.

L'evento, firmato con orgoglio dall'amministrazione guidata dal sindaco Roberto Carta, propone un percorso di degustazione dedicato alle eccellenze vitivinicole del territorio, mettendo al centro il Vermentino, principe e ambasciatore dell'enologia del nord Sardegna. A completare l'esperienza, con i saluti istituzionali, fissati per le ore 19:30, sarà una proposta musicale di spessore internazionale: alle 20:30 salirà sul palco il Gavino Murgia Trio con Gavino Murgia al sax, Jarrod Cagwin alla batteria e percussioni e Fabio Giachino al pianoforte. Alle 22:00 seguirà  il concerto di Moses & Band, con l'armonica e il beatbox di Moses Concas affiancati dalle launeddas di Matteo Muscas e dal basso di Lucio Manca. Dalle ventiquattro la serata proseguirà con il DJ set presso lo stand bar.

In merito all'iniziativa, il sindaco Roberto Carta ha sottolineato l'importanza della manifestazione per la valorizzazione del borgo: "I dettagli dell'evento e la visione dell'amministrazione comunale arricchiscono il racconto di una serata pensata per promuovere il nostro patrimonio culturale e produttivo." Lo abbiamo incontrato per scoprire qualche cosa in più dell'appuntamento oschirese.

A testimonianza della vivacità culturale del territorio, Oschiri ha ospitato lo scorso 13 agosto una data del celebre festival Time in Jazz, che ha visto il concerto pomeridiano del Time Jazz introdotto come sempre da Paolo Fresu e aseguire il sax di Raffaele Casarano e la chitarra di Ferenc Snétberger . Ovviamente un sold-out annunciato. Un successo questo che conferma la vocazione del borgo per la musica di qualità e la sua capacità di attrarre artisti di rilievo internazionale.

Sindaco Carta, 'Vermentino sotto le stelle' unisce l'eccellenza enologica a un luogo dal fortissimo valore identitario come la Chiesa di Nostra Signora di Castro: quanto conta per Oschiri valorizzare il proprio patrimonio storico attraverso eventi di questo profilo?

"Per noi è una scelta strategica. Abbiamo la fortuna di avere un patrimonio storico, archeologico, religioso e paesaggistico molto importante e credo che il compito di un’Amministrazione sia certamente quello di conservarlo e tutelarlo, ma anche di renderlo vivo. Castro, in questo senso, non è semplicemente lo scenario di un evento: ne è parte essenziale. Il luogo contribuisce a costruire l’esperienza tanto quanto il vino, la musica e l’enogastronomia. Portare eventi di qualità nei nostri luoghi identitari significa farli conoscere, creare nuove occasioni per viverli e rafforzare il legame tra la comunità e il proprio patrimonio. È anche un modo per dimostrare che i piccoli centri possono proporre esperienze culturali di grande livello proprio partendo da ciò che li rende unici".

Il programma musicale di quest'anno vanta nomi di rilievo internazionale e una forte contaminazione tra tradizione e innovazione. Qual è il messaggio che Oschiri vuole mandare ai visitatori e ai turisti che parteciperanno alla serata del 21 agosto?

"Il messaggio è che non occorre rinunciare alla propria identità per parlare al mondo. Gavino Murgia e Moses Concas, pur con percorsi e linguaggi differenti, ne sono due esempi molto belli: musicisti profondamente sardi che hanno saputo confrontarsi con culture, sonorità e pubblici internazionali. È la stessa idea che vorremmo trasmettere attraverso Castro e, più in generale, attraverso Oschiri: partire dalle proprie radici e metterle in relazione con linguaggi contemporanei e universali. Vogliamo che chi arriva il 21 agosto non assista semplicemente a un concerto o a una degustazione, ma viva un’esperienza nella quale musica, paesaggio, storia e sapori raccontino insieme una Sardegna autentica, ma tutt’altro che chiusa in sé stessa".

Il Vermentino è uno dei simboli produttivi del nord Sardegna. In che modo iniziative come questa si inseriscono all'interno della strategia di promozione turistica ed enogastronomica a lungo termine del vostro Comune?

"Da anni lavoriamo sull’idea che l’enogastronomia non debba essere considerata soltanto come produzione, ma anche come racconto del territorio e strumento di attrattività. Sulla “Panada di Oschiri” abbiamo già lavorato in tal senso e ottenuto risultati concreti. Anche il Vermentino rappresenta perfettamente questa visione: dentro un vino ci sono il paesaggio, il lavoro delle imprese, le competenze, la cultura e l’identità di un territorio. Per questo vogliamo metterlo in relazione con le altre eccellenze locali, a partire dalle nostre produzioni agroalimentari, e con il patrimonio culturale e naturalistico. “Vermentino sotto le Stelle”, quindi, si inserisce in una strategia più ampia: costruire occasioni capaci di portare persone a Oschiri e, nello stesso tempo, lasciare loro la curiosità di tornare per conoscere Castro, il lago Coghinas, il nostro patrimonio storico e archeologico e le nostre produzioni. L’obiettivo di lungo periodo è trasformare le nostre specificità in un sistema territoriale riconoscibile, capace di generare turismo, economia e nuove opportunità senza perdere autenticità".

Da poco, sempre a Castro, ha avuto luogo un altro importante evento: Time in Jazz.

"La tappa di Time in Jazz del 13 agosto a Castro, introdotta da Paolo Fresu con Raffaele Casarano e Ferenc Snétberger, è stata per noi molto significativa, anche per l’importante partecipazione di pubblico. Credo che abbia confermato una convinzione sulla quale stiamo lavorando da tempo: i grandi eventi culturali non appartengono soltanto alle città o ai grandi centri e i luoghi più piccoli e dell’interno non sono luoghi minori. Al contrario, un luogo come Castro può dare a una proposta artistica di livello internazionale un significato e un’atmosfera difficilmente replicabili altrove".