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Olbia, Imu e Zone F: pioggia di accertamenti salatissimi

Non hanno cubatura, ma l'Imu è cara come l'oro

Olbia, Imu e Zone F: pioggia di accertamenti salatissimi
Olbia, Imu e Zone F: pioggia di accertamenti salatissimi
Angela Galiberti

Pubblicato il 25 gennaio 2021 alle 18:45

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Olbia. Una pioggia di avvisi di accertamento sta arrivando sui possessori di terreni in zona F: zone turistiche dove, al momento, non è possibile fare alcun investimento, ma la cui IMU è carissima, vale a dire 105 euro al metro quadro. Per un terreno di 4000 metri quadri si arriva a pagare quasi 4.500 euro: un salasso del quale si sta occupando il consigliere del gruppo misto Marco Piro che ha preparato un'interpellanza sul tema.

"Dallo scorso mese di Dicembre 2020, sono stati inviati dal Comune di Olbia, numerosi avvisi di accertamento inerenti mancati o parziali versamenti dell’imposta IMU, relativa agli anni 2014 e 2015. Nello specifico, l’interpellanza riguarda esclusivamente alcune tipologie di terreni fabbricabili, che però materialmente sono a tutti gli effetti, terreni senza volumetria
assegnata, e di fatto quindi non edificabili. Per quanto riguarda i terreni in zona F (turistica-alberghiera) sono distribuiti prevalentemente nelle zone costiere di Porto Rotondo ed in parte nella zona di Murta Maria. Si tratta di terreni che allo stato attuale, non hanno nessuna possibilità edificatoria, addirittura terreni che nel recente Piano Urbanistico Comunale approvato ed in fase di adozione, sono stati declassati a zone H o zone Agricole, proprio per la loro inedificabilità accertata", spiega il consigliere Piro in una nota stampa.

"Caso simile riguarda i terreni ricadenti in zone D (terziaria e commerciale) presenti in più
aree del Comune di Olbia, che però non sono stati convenzionati. Questi sono terreni dove non è sostanzialmente possibile edificare, e molti di questi, oggi sono in parte occupati da attività agricole. Le aliquote dell’IMU sono applicate sui valori teorici di tali terreni edificabili. L’interpellanza volge a stimolare l’amministrazione, ad adottare dei valori di stima delle suddette aree (zone F e zone D non convenzionate) che tengano conto delle reali possibilità edificatorie, degli attuali valori commerciali di suddette aree, della crisi economica, e del deprezzamento subito a seguito dei vincoli idrogeologici successivi alla alluvione del 2013. Oggi tali valori dei terreni edificabili, sono calcolati dal Comune su stime fatte dal settore urbanistica negli anni 2003, 2004, 2005, periodo sicuramente molto diverso dal punto di vista immobiliare".

C'è un particolare che, però, fa riflettere: la commissione tributaria ha ridotto i valori di queste aree nel 2014. Perché, dunque, il Comune chiede l'Imu calcolata con il valore "pieno"?

"Una sentenza della Commissione Tributaria Provinciale del 2014 (come da delibera di
giunta n.54 del 2018) riduce i valori unitari dei terreni in zona F da € 105,00/mq a €
5,00/mq. Nella interpellanza si esorta l’amministrazione ad applicare tale valore sin dagli
accertamenti dell’anno 2014 e per gli anni successivi. Il rischio è che numerosi cittadini, siano costretti a ricorrere avverso tali accertamenti, generando numerosi contenzioni, che allo stato attuale si possono ancora evitare. Riporto un esempio concreto: un terreno in zona F di circa 4.000 mq, senza nessuna possibilità edificatoria, magari ereditato a seguito di successione, solo per l’anno 2015, va a pagare (avviso recapitato), quasi €4.500,00 tra imposta, interessi e sanzioni. Si intuisce la preoccupazione dei cittadini, che si vedranno recapitare per i prossimi 5 anni, avvisi di accertamento con importi così consistenti. Il pericolo concreto è che tali beni, possano essere persi dai legittimi proprietari, non in grado di onorare le imposte comunali, od essi siano costrettì a vendere al ribasso i propri terreni, proprio per evitare pignoramenti e quanto altro", continua il consigliere Piro.