Wednesday, 29 April 2026
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Pubblicato il 29 April 2026 alle 16:40
Olbia. Attimi di attenzione e senso civico questa mattina dove a Olbia, intorno alle 12, è stata avvistata una vecchia tartaruga in mezzo alla carreggiata stradale. L'avvistamento in un'ora così insolita è avvenuto in località Suiles. Alcuni passanti, notando l’animale e temendo potesse essere ferito a causa di due vistose lesioni, una sul carapace e una sul muso, si sono fermati e hanno contattato il veterinario Salvatore Amadori, incaricato per l’assistenza alla fauna selvatica, provvedendo poi al trasporto per i controlli.
Dalle verifiche cliniche è emerso che si tratta di una Testudo marginata, un esemplare maschio di dimensioni considerevoli: circa 40 centimetri di lunghezza e quasi 5 chili di peso. Le condizioni generali sono risultate buone, ma l’animale porta evidenti segni di una vita in natura particolarmente dura: sul carapace anteriore sono presenti tracce compatibili con morsi di altri animali selvatici, oltre a due lesioni importanti ormai cicatrizzate sul carapece e sul muso, quest'ultima forse causata da una rete. Una vecchia tartaruga segnata, dunque, ma resistente e combattiva, che nel tempo è riuscita a sopravvivere a numerosi predatori e ostacoli. Secondo quanto emerso durante il controllo, l’esemplare sarebbe anche particolarmente longevo, con un’età stimata intorno ai 60 anni. “È una ferita vecchia, sta bene – è stato spiegato dal veterinario Amadori–. Questi animali esistono da prima dell’uomo: sono i nostri dinosauri e vanno tutelati”. Dopo il controllo e la segnalazione alle autorità compatenti, la tartaruga è stata riportata nello stesso territorio in cui era stata trovata, ma in un punto più sicuro, lontano dal traffico, così da permetterle di proseguire il proprio percorso naturale, verosimilmente sulle tracce delle femmine della zona in questo periodo di attività. Il vetenirario nel corso della visita ha richiamato l'attenzione sulla presenza della fauna selvatica nelle aree periferiche e lungo le strade, soprattutto in primavera, quando questi animali si spostano per alimentarsi o per la riproduzione. In questo caso, la prontezza dei cittadini ha evitato conseguenze peggiori, dimostrando quanto sia importante intervenire con responsabilità, senza improvvisare ma affidandosi a personale qualificato. Il veterinario ha inoltre ricordato alcune semplici ma fondamentali norme: dopo aver maneggiato tartarughe o altri rettili è importante non portare le mani alla bocca senza averle prima lavate accuratamente. Questi animali, infatti, possono essere portatori naturali di batteri come la salmonella, trasmissibili all’uomo attraverso il contatto diretto.
Il salvataggio di questo imponente esemplare di Testudo marginata ci ricorda che la bellezza della Gallura non risiede solo nei suoi orizzonti granitici, ma anche nel battito lento di una fauna spesso invisibile agli occhi della fretta. Creature schive e silenziose che, nonostante le dimensioni ridotte e un carattere poco incline alla ribalta dell'incontro umano, rappresentano le radici biologiche del nostro paesaggio. In un'epoca di velocità estrema, la storia di questa tartaruga sessantagenaria ci invita a una sosta: proteggere questi "dinosauri moderni" significa riconoscere valore a ogni singola esistenza che popola il sottobosco, anche quando essa si manifesta ai margini dei nostri percorsi asfaltati. È in questo rispetto per la vita selvatica e discreta che si misura la vera civiltà di un territorio: nel comprendere che la fragilità di un guscio antico è un patrimonio collettivo che, se ignorato, rischia di svanire nel silenzio, portando con sé un pezzo insostituibile dell'anima selvatica della Sardegna.
L’episodio di Suiles diventa così anche un’occasione per sensibilizzare sul rispetto della fauna selvatica. Le tartarughe terrestri sono specie protette e non devono essere trattenute o spostate senza motivo: in caso di pericolo è sempre necessario rivolgersi alle autorità competenti o a operatori specializzati. Un piccolo gesto, quello dei passanti, che ha fatto la differenza e che ricorda quanto sia importante prendersi cura degli equilibri naturali del territorio. Perché, come è stato sottolineato durante l’intervento, “se non li tuteliamo noi, non lo farà nessun altro”.
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