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Cronaca

Olbia, tutti a lezione di pronto soccorso dal 118

Olbia, tutti a lezione di pronto soccorso dal 118
Olbia, tutti a lezione di pronto soccorso dal 118
Angela Galiberti

Pubblicato il 19 ottobre 2013 alle 17:17

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OlbiaUna persona è a terra, priva di sensi. Che fare? Certo, la prima mossa è chiamare il 118: ma gli operatori possono metterci più tempo del previsto. In questi casi, conoscere le basi del primo soccorso è fondamentale per salvare la vita di una persona. Perché bastano poche semplici mosse a far la differenza tra la vita e la morte. Questa mattina, in Piazza Regina Margherita, il 118 di Olbia ha fatto lezione all'aperto. Armati di manichini, cuscini, tappetini e tanta pazienza, gli operatori del 118 hanno coinvolto gli olbiesi in una grande lezione all'aperto riguardante il massaggio cardiaco, la respirazione bocca-a-bocca e la liberazione delle vie aeree dalle ostruzioni. Un corso velocissimo e semplicissimo durante il quale gli angeli del 118 hanno impartito le nozioni base del primo pronto soccorso. L'iniziativa, che ha avuto una risposta eccezionale da parte della popolazione, si è inserita a pieno titolo nella “Settimana europea dedicata alla riabilitazione cardiopolmonare”, organizzata dalla Italian Resuscitation Council e pienamente accolta dalla Asl numero 2 di Olbia. Il primo blocco di operatori ha insegnato ai cittadini a fare il massaggio cardiaco. “La prima cosa da fare quando si vedere una persona che sembra in stato di incoscienza – hanno spiegato gli operatori – è cercare di capire come sta. Squotetela leggermente, chiamatela, cercate di capire se respira. Se non respira, significa che è in arresto. Quindi chiamate il 118, vi faranno delle domande. Rispondente e poi iniziate il massaggio”. Il massaggio cardiaco serve per pompare sangue e dunque ossigeno al cervello: la manovra è fondamentale per salvare la vita e per evitare danni cerebrali. Ogni sequenza ha una durata di 30 “affondi”. “Si potrebbe fare anche la respirazione bocca-a-bocca, ma è fondamentale il massaggio cardiaco – hanno detto gli operatori – perchè è questo che porta l'ossigeno al cervello”. Il secondo blocco, invece, ha insegnato come comportarsi in caso di vie respiratorie ostruite. “Piegate la persona leggermente in avanti – hanno detto gli istruttori – e poi colpite in questo modo la schiena per cinque volte. Ogni colpo deve essere risolutivo. Se questa manovra non va e le vie respiratorie sono ancora bloccate, fate quest'altra manovra”. La scena è quella classica di un qualsiasi film: un ristorante, una persona che si strozza, il cittadino che interviene per salvare la vita. Ma non è così semplice come potrebbe sembrare, ecco perchè è importante avere delle nozioni di pronto soccorso. Una manovra eseguita male potrebbe arrecare danni e non benefici. Terzo blocco, Mini Anne: un gruppo di volontari ha provato l'auto-apprendimento con il manichino gonfiabile Mini Anne. Un aggeggio simpatico, utile e facile da usare con il quale si insegnano le tecniche base per intervenire in caso di arresto cardiaco. Questi manichini si possono comprare su internet e possono diventare anche una idea-regalo particolare. L'apprendimento di queste tecniche è divertente perchè ci si confronta con la vita, con le persone e ci si sente utili e capaci di intervenire in situazioni di difficoltà. Più queste conoscenze sono diffuse, più tante vite si possono salvare.