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Olbia, reparto di Cardiologia: macchinari all'avanguardia inutilizzati, pazienti dirottati altrove

La denuncia del consigliere regionale M5S Li Gioi

Olbia, reparto di Cardiologia: macchinari all'avanguardia inutilizzati, pazienti dirottati altrove
Olbia, reparto di Cardiologia: macchinari all'avanguardia inutilizzati, pazienti dirottati altrove
Olbia.it

Pubblicato il 16 aprile 2021 alle 10:49

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Olbia. Il consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi ha denunciato la situazione nella quale si trovano i pazienti che devono affrontare una visita cardiologica ad Olbia, ma sono costretti a recarsi altrove. “Nel reparto di Cardiologia dell'ospedale San Giovanni di Dio di Olbia dallo scorso ottobre non è più possibile fare un esame ecocardio e dallo scorso novembre non è possibile effettuare nemmeno un holter. Questo a causa di nuove disposizioni cervellotiche dettate dai vertici della struttura che impediscono ad un reparto che dispone di macchinari all'avanguardia di operare. Una sospensione dei servizi inaccettabile che sta causando notevoli disagi, in particolar modo ai numerosissimi pazienti del bacino olbiese”, spiega Li Gioi.

“Alla gravità della situazione si aggiunge il paradosso, che, dallo scorso febbraio, i medici di Cardiologia del nosocomio olbiese si stanno recando all'ospedale Paolo Dettori di Tempio per effettuare gli stessi esami ai pazienti olbiesi e dei comuni limitrofi in regime di prestazione aggiuntiva, ovvero con costi notevolmente superiori per le casse del sistema sanitario regionale. Che sta costringendo i pazienti a spostamenti evitabili, dal momento che il servizio di Cardiologia del San Giovanni di Dio, prima di questo inspiegabile blocco, offriva prestazioni d'eccellenza sotto il profilo tecnico e organizzativo, tali da aver comportato il completo azzeramento delle lunghissime liste d'attesa legate alla pandemia”.

La denuncia di Li Gioi va anche oltre: “Adottando tali provvedimenti, il facente funzioni del Direttore del Distretto, nominato lo scorso 12 ottobre, è andato oltre le sue prerogative, in quanto il compito affidatogli prevede esclusivamente atti di ordinaria amministrazione e non misure o provvedimenti di natura evidentemente straordinaria”.