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Olbia, Isticadeddu tra la paura dell'acqua e pochi servizi: "non basta sollevare i ponti"

Ecco le richieste del comitato di quartiere

Olbia, Isticadeddu tra la paura dell'acqua e pochi servizi:
Olbia, Isticadeddu tra la paura dell'acqua e pochi servizi:
Camilla Pisani

Pubblicato il 27 gennaio 2021 alle 07:00

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Olbia. Infrastrutture, decoro urbano e opere che mitighino il rischio idrico: queste, sostanzialmente, le richieste che il quartiere Isticadeddu mette in agenda per la prossima amministrazione.

“Isticadeddu è un quartiere periferico, ma a due chilometri dal centro, quindi non così distante dal fulcro della città – spiega Piergiovanni Porcu, presidente dei comitati di quartiere – ma a differenza di altri quartieri, è stato un po’ penalizzato dal punto di vista delle infrastrutture. Malgrado più del 50% del quartiere si trovi in zona B, quindi urbanizzata, e nonostante i suoi abitanti abbiano regolarmente pagato tutti gli oneri, si ritrovano a non avere i servizi. Parlo di marciapiedi, di raccolta delle acque bianche, di illuminazione pubblica, di vegetazione pubblica; le piante non hanno irrigazione, salvo quella di cui si occupano i privati cittadini. Le piante andrebbero potate, perché invadono le corsie stradali, ostacolando spesso la corretta andatura dei bus”.

Gli interventi che mancano ad Isticadeddu sono quelli che accomunano l’intero territorio cittadino, come commenta Porcu: “i quartieri sono lo specchio della città, queste infrastrutture servono certamente a chi ci abita ma a tutti quelli che ci passano. Non dimentichiamo, inoltre, la vocazione turistica di Olbia; ad una maggiore accoglienza corrisponderebbe una maggiore appetibilità per i turisti, quindi ne godremmo tutti un tornaconto economico ma anche di vivibilità”.

Ed ancora, il cruccio mai sopito della paura dell’alluvione: “non dimentichiamo ciò che abbiamo subito, e ad ogni pioggia un po’ più forte ritorna il patema d’animo, il terrore che possa succedere ancora. Il Rio Seligheddu, benché sia stato reso un po’ più sicuro sollevando il ponte di corso Vittorio Veneto, costruito dentro l’alveo, non costituisce un intervento sufficiente".

"Quest’anno abbiamo visto cosa è successo a Bitti; lì sono piovuti circa 300 millimetri d’acqua, se li compariamo ai 150 piovuti durante il ciclone Cleopatra è facile immaginare cosa sarebbe potuto succedere. L’intervento non può consistere solo nel sollevare i ponti, perché il reticolo cittadino va adeguato, ma bisogna fare qualcosa a monte. Non è possibile continuare a spendere soldi pubblici in progetti che non vengono mai realizzati, mentre passano gli anni. La burocrazia dovrebbe essere lo strumento tramite il quale regolare gli interventi secondo le norme, non un limite insormontabile. Non è possibile continuare a modificare i progetti ad ogni amministrazione. Inoltre, lungo il Rio Seligheddu, ci sono dei lavori iniziati e mai conclusi, con la scusa che non si sa che piano attuare. La strada è dissestata, senza sponde di sicurezza, con gli argini a livello stradale; tutto questo costituisce un pericolo, perché quando il fiume straripa non si capisce più qual è il livello della sponda e si rischia di finirci dentro. Rispetto a queste problematiche, dell’intervento previsto dall’attuale amministrazione ancora non si è vista traccia”, racconta il presidente dei comitati di quartiere.

Importante sarebbe anche la realizzazione dei marciapiedi in varie aree del quartiere, in particolare in via Marco Polo, flusso nevralgico che porta anche alle scuole: “tra auto parcheggiate in mezzo alla strada, le persone sono costrette a passare sulla carreggiata, con tutti i rischi connessi. Bisogna dare la possibilità di camminare in sicurezza, raggiungere le scuole, spostarsi con passeggini o sedie a rotelle. Abbiamo chiesto anche di regolare la viabilità, creando dei sensi unici al fine di organizzare anche i parcheggi in maniera sensata e sicura. Il clou è l’uscita di corso Vittorio Veneto, dove stanno facendo lavori di adeguamento rispetto ai lavori sul ponte; bisogna mettere le rotatorie prima e dopo il ponte. C’è un progetto di quattro rotatorie, per facilitare la viabilità e renderla più sicura, considerando che c’è una rampa”, aggiunge Porcu.

Focus anche sul quartiere Pasana, in cui si stanno realizzando sia marciapiedi che illuminazione pubblica, oltre ad una pista ciclabile, auspicabilmente progettata nell’ambito di un progetto più organico, al fine di creare una rete ciclabile efficace.

Sul tavolo delle necessità di quartiere, anche la risistemazione del campo accanto alle scuole medie, sede delle manifestazioni e degli eventi: l’area al momento è mantenuta in decoro dall’iniziativa del quartiere stesso, supportato da piccole aziende e privati che si propongono di aiutare la zona.

“Ci impegniamo collaborando, ma è certamente necessario il dialogo con l’amministrazione pubblica. A chi entrerà non faremo sconti, perché essendo rimasti fermi a lungo, bisognerà tornare a camminare velocemente, dialogando e compiendo ognuno la propria parte, nell’interesse della città”, conclude Porcu.

Giustamente battagliera, l’attitudine degli abitanti di Isticadeddu: la prossima amministrazione non potrà che tenere in conto le richieste di quest’area così importante della città, fortemente segnata dal ricordo delle alluvioni, ma tenacemente determinata a crescere e a ricostruirsi.