Friday, 25 September 2026
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Pubblicato il 25 September 2026 alle 14:25
Olbia. Arriva la replica della difesa dopo l’operazione della Guardia di Finanza che ha portato al sequestro, in un’abitazione del centro di Olbia, di oltre mille orologi di lusso contraffatti e alla denuncia di un 45enne olbiese. L’uomo, indagato per le ipotesi di reato di ricettazione, introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, ha nominato come difensore di fiducia l’avvocato Antonello Desini, che con una nota stampa rende nota la posizione del proprio assistito.
Il 45enne respinge ogni accusa. Secondo quanto sostenuto dal suo legale, infatti, il magazzino nel quale sono stati rinvenuti gli orologi, pur essendo di proprietà di un congiunto dell’indagato, sarebbe stato nella disponibilità di un’altra persona. "Il mio assistito respinge ogni accusa in quanto il magazzino in cui è avvenuto il rinvenimento, di proprietà di un suo congiunto, era nella disponibilità e quindi utilizzato da un cittadino extracomunitario proprietario dei barattoli e scatole nelle quali erano occultati gli orologi", precisa l’avvocato Desini.
Una ricostruzione difensiva che introduce dunque un elemento nuovo nella vicenda, sulla quale saranno ora chiamati a svolgere gli opportuni accertamenti gli inquirenti. La difesa intende inoltre chiedere che il 45enne possa fornire direttamente la propria versione dei fatti davanti alla Procura. "Per tale ragione – prosegue l'avvocato penalista olbiese – nelle prossime ore verrà avanzata richiesta di interrogatorio al procuratore facente funzioni della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, dottor Alessandro Bosco, al fine di riportare la dovuta chiarezza sulla vicenda".
L’indagine era scattata nell’ambito dei controlli della Guardia di Finanza contro la contraffazione. I militari del Gruppo di Olbia avevano individuato all’interno di un’abitazione privata un deposito nel quale erano custoditi numerosi orologi che riproducevano modelli di Patek Philippe, Rolex, Bulgari, Omega, Hublot, Audemars Piguet, Panerai e Cartier, parte dei quali occultati all’interno di barattoli e scatole.
La vicenda entra quindi in una nuova fase: da una parte gli elementi raccolti nel corso dell’attività investigativa, dall’altra la versione dell’indagato che, attraverso il proprio difensore legale, nega di avere responsabilità sulla merce sequestrata e chiede di essere sentito dalla Procura per chiarire la propria posizione. Le responsabilità penali dovranno naturalmente essere accertate nel prosieguo del procedimento e l’indagato deve considerarsi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva.
In foto l'avvocato Antonello Desini e una parte degli orologi sequestrati dalla Guardia di Finanza.
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