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Cronaca

BOZZA PER OGGITempio, Protezione civile via da Rinaggiu: a rischio base strategica per emergenze, formazione e giovani

Il Comune indica un locale nella zona industriale, ma l’associazione non la ritiene adatta

 BOZZA PER OGGITempio, Protezione civile via da Rinaggiu: a rischio base strategica per emergenze, formazione e giovani
 BOZZA PER OGGITempio, Protezione civile via da Rinaggiu: a rischio base strategica per emergenze, formazione e giovani
Patrizia Anziani

Pubblicato il 25 September 2026 alle 07:00

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Tempio Pausania. La questione non riguarda soltanto quattro mura, un deposito per i mezzi o una base dalla quale partire in caso di emergenza. Dietro la richiesta alla Protezione Civile Alta Gallura di lasciare entro il prossimo 30 settembre i due locali comunali utilizzati nel compendio di Rinaggiu c’è anche un altro aspetto che merita attenzione: quale funzione abbia assunto negli anni questa sede e quante attività, non necessariamente visibili alla cittadinanza, ruotino attorno a quegli spazi. Il Comune ha indicato come soluzione alternativa un locale nella zona industriale, ma l’associazione ritiene che la struttura non risponda alle proprie necessità operative.

La questione è arrivata in Consiglio comunale nella seduta del 24 settembre. Nell’avviso pubblicato dal Comune il 22 settembre, il punto all’ordine del giorno riguardava la revoca della disponibilità delle strutture del Parco di Rinaggiu assegnate all’associazione.

Secondo quanto riportato da L’Unione Sarda, il presidente della Protezione Civile Alta Gallura, Roberto Cossu, ha spiegato che la sede indicata dall’amministrazione non sarebbe adatta alle attività dei volontari. I consiglieri di minoranza hanno contestato la proposta, descrivendo il locale della zona industriale come un magazzino finora utilizzato dalla Polizia locale e ritenuto non adeguato a ospitare mezzi e materiali. L’associazione svolge numerose attività: antincendio boschivo, ricerca dispersi, operatività speciale, emergenza 118, squadra SAPR, trasporti sanitari non urgenti e servizi sociali. Per il settore di Protezione civile e antincendio boschivo dispone inoltre di fuoristrada attrezzati e sul proprio sito indica una postazione h24 per l'emergenza-urgenza 118.

A raccontare concretamente quale sia la funzione degli spazi di Rinaggiu c'è anche quanto accaduto lo scorso mese di luglio 2026. Proprio a Tempio Pausania è stato inaugurato il campo base della Protezione Civile Alta Gallura nell'ambito del progetto “Gemellaggi AIB”, iniziativa promossa dal Dipartimento della Protezione Civile per favorire la collaborazione tra organizzazioni di volontariato provenienti da diverse regioni italiane e rafforzare la capacità di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi. La base ha ospitato i volontari dei Gruppi comunali di Protezione Civile della Regione Lombardia, arrivati in Sardegna per affiancare il sistema regionale durante la campagna antincendio boschivo 2026. Ad accoglierli erano presenti rappresentanti delle istituzioni locali, delle strutture operative del sistema regionale di Protezione civile e della Direzione generale della Protezione civile regionale. Un'occasione che aveva messo al centro proprio la collaborazione e lo scambio di esperienze tra volontari e territori diversi. Un'attività che assume oggi un significato particolare: la stessa base che durante una delle fasi più delicate della stagione antincendio ha consentito di accogliere volontari arrivati da un'altra regione è quella interessata dal trasferimento previsto entro il 30 settembre.

Ma c'è un'altra funzione della sede che rischia di rimanere in secondo piano nel dibattito. Rinaggiu è anche un luogo nel quale si costruisce cultura della Protezione civile. Qui si svolgono riunioni, momenti di addestramento e iniziative attraverso le quali volontari e operatori trasmettono soprattutto ai più giovani conoscenze legate alla sicurezza, alla prevenzione, al rispetto del territorio e all'aiuto verso gli altri.

Un esempio è il campo scuola “Anch’io sono la Protezione Civile”, esperienza che ha permesso a ragazze e ragazzi di conoscere da vicino il sistema della Protezione civile e le diverse realtà impegnate quotidianamente nella sicurezza della comunità. Non semplicemente giornate ricreative. I giovani hanno incontrato volontari, istruttori, Forze dell'ordine, Carabinieri Forestali, Corpo Forestale, Vigili del Fuoco, Polizia, operatori del 118 e rappresentanti del Sistema nazionale di Protezione civile. Ed è forse proprio questa una delle attività meno conosciute ma più significative: insegnare la Protezione civile prima che ce ne sia bisogno. Far comprendere a un ragazzo cosa significa prevenire un incendio, rispettare un bosco, affrontare correttamente una situazione di emergenza, collaborare con gli altri e mettersi a disposizione della propria comunità significa investire sulla formazione dei cittadini di domani. Lo stesso messaggio conclusivo rivolto ai partecipanti del campo scuola sintetizzava lo spirito dell'iniziativa: lasciare ai ragazzi non soltanto bei ricordi, ma anche la consapevolezza che "aiutare gli altri, prendersi cura del territorio e lavorare insieme fa la differenza".

È anche sotto questa luce che il confronto sulla futura sede assume una dimensione diversa. Il problema non è soltanto trovare un posto nel quale sistemare quattro fuoristrada e le attrezzature. Occorre capire se la soluzione alternativa sia in grado di garantire anche gli spazi necessari per addestramento, riunioni, formazione dei giovani, accoglienza di volontari provenienti da altri territori e tutte quelle attività che fanno parte del sistema di Protezione civile anche quando non ci sono incendi, persone disperse o emergenze sanitarie.

Al momento non è stata annunciata una sospensione dei servizi convenzionati con il 118 o delle attività di emergenza. Il confronto riguarda però proprio gli spazi necessari a garantire la presenza dei mezzi, delle dotazioni e lo svolgimento delle diverse attività dopo la scadenza fissata dal Comune.

Durante il Consiglio comunale è intervenuto anche il consigliere di minoranza Andrea Biancareddu: "Sono in imbarazzo, perché queste persone sono qui davanti a noi a umiliarsi per chiedere di non essere mandate via". A pochi giorni dal 30 settembre, dunque, la domanda non riguarda soltanto dove trasferire la Protezione Civile Alta Gallura, ma quale sede possa consentirle di continuare a svolgere tutte le sue funzioni. Perché una base di Protezione civile non vive soltanto quando suona un telefono per un'emergenza: vive anche quando un volontario si addestra, quando territori diversi mettono in comune esperienze e competenze e quando un ragazzo impara, forse per la prima volta, che proteggere il proprio territorio significa anche prendersi cura della propria comunità.