Thursday, 24 September 2026
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Pubblicato il 24 September 2026 alle 07:00
Telti. Un'opera densa di pathos e radici identitarie si appresta a conquistare la scena artistica milanese. Il dipinto “Il primo dono”, acrilico su tela di 120x80 centimetri realizzato dalla sensibile artista di Telti Aurelia Nudda, è tra i protagonisti della prestigiosa esposizione internazionale “GLOBAL ART CONNECTIONS”, curata e promossa da Prince Group S.r.l. presso il rinomato Museo d'Arte e Scienza di Milano e visitabile sino a domani 25 settembre. La mostra, organizzata in sinergia con la Casa d’Aste ART CODE e IconArt Magazine, trova spazio in una sede simbolo del dialogo profondo tra ricerca scientifica, autenticità e linguaggio figurativo. L'artista teltese, da sempre attenta nell'esplorare l'anima figurativa della Sardegna e la forza dei legami umani, trae spunto da un'immagine reale e potente: una madre in costume tradizionale che allatta la sua bambina durante la Sfilata del Redentore a Nuoro. Un gesto ancestrale, intimo e universale, che Aurelia Nudda ha saputo trasformare in una narrazione pittorica carica di luce e memoria emotiva.
Foto opera "Il primo dono" di Aurelia Nudda
Come nasce "Il primo dono" e qual è stata la scintilla visiva ed emotiva che ha dato vita a quest'opera? «L’opera è nata nel 2024, quando vidi una foto pubblicata sul profilo de La Nuova Sardegna subito dopo la sfilata del Redentore a Nuoro. Me ne innamorai immediatamente. Vedere l'immagine di una mamma vestita con il costume tradizionale insieme alla sua bambina, colta in un atto così ricco di amore primordiale come l'allattamento, mi ha suscitato emozioni fortissime. Quel momento di intimità senza tempo mi ha ispirato subito, spingendomi a mettermi al cavalletto per realizzare il dipinto, a cui ho dato appunto il titolo "Il primo dono"».
C'è anche un vissuto personale molto profondo che ti lega a questo tema... «Sì, assolutamente. È un soggetto che tocca corde intime della mia vita: io ho allattato entrambi i miei figli per tre anni, quindi conosco bene la potenza viscerale, la dolcezza e la dedizione assoluta che si celano dietro quel gesto. Dipingere quel momento è stato un po' come rievocare quella stessa connessione profonda che ho vissuto da madre».
Cosa significa per te portare un pezzo della nostra terra all'interno della cornice internazionale del Museo d'Arte e Scienza di Milano? «È un'emozione enorme e un grande orgoglio. Il Museo d'Arte e Scienza è un luogo unico, in cui la ricerca sposa il valore dell'arte in modo rigoroso. Esporre a Milano all'interno del progetto GLOBAL ART CONNECTIONS è un'occasione preziosa per far conoscere a un pubblico ampio e internazionale la bellezza dei nostri abiti tradizionali e la forza dei valori universali che la Sardegna custodisce».
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