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Olbia, sold out per “E se ora, lontano”: il film di Massimo Selis conquista la sua città

"E se ora, lontano – Un’altra voce esiste" è distribuito da Phausania Film

Olbia, sold out per “E se ora, lontano”: il film di Massimo Selis conquista la sua città
Olbia, sold out per “E se ora, lontano”: il film di Massimo Selis conquista la sua città
Patrizia Anziani

Pubblicato il 23 September 2026 alle 19:30

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Olbia. Una sala gremita, un pubblico eterogeneo e, al termine della proiezione, un lungo confronto che ha riportato il cinema alla sua dimensione più autentica: quella dell'incontro. Venerdì 18 settembre la Sala Blu del Cinema Teatro Olbia ha registrato il tutto esaurito per il ritorno in città di E se ora, lontano – Un'altra voce esiste, il film di Massimo Selis prodotto e distribuito dalla Phausania Film. Per il regista e per Belinda Bruni, coautrice e con Selis alla guida della casa di produzione indipendente olbiese, era una prova tutt'altro che scontata.

“Spesso nessuno è profeta in patria”, ammette Bruni. Olbia era considerata fin dall'inizio una delle tappe più difficili, e invece la risposta è arrivata da una sala piena e partecipe, trasversale per età, professioni ed esperienze. Tra gli altri erano presenti il vicepresidente della Regione Sardegna Giuseppe Meloni, l'ex parlamentare Giampiero Scanu, il medico Fausto Bellabona e il fotografo olbiese Mauro Mendula.

Il film ha la fotografia di Dario Di Viesto e Massimo Selis, la colonna sonora originale di Fabio Di Viesto, il suono di Daniele Marinelli e il montaggio di Massimo Gasole. Dopo la proiezione gli autori hanno incontrato il pubblico in un dialogo moderato dall'attore Giovanni Scanu. Una giovane che ha studiato cinema si è poi avvicinata a Bruni con parole che l'autrice considera tra i complimenti più importanti ricevuti: “Grazie, perché è raro oggi vedere un film che voglia davvero trasmettere qualcosa e non sia solo autocelebrativo”.

“È quello che noi vorremmo riuscire a fare arrivare”, spiega Bruni. “Dietro il film ci sono quasi due anni di lavoro: i primi incontri con i giovani alla fine del 2023, la scelta degli undici protagonisti nell'autunno del 2024, sei mesi di preparazione, le riprese nell'aprile 2025 e poi otto mesi di post-produzione. Il primo montaggio arrivava a circa tre ore e ridurlo ha richiesto un lungo lavoro di selezione, cercando un equilibrio tra le esigenze cinematografiche e la necessità di restituire nel modo più genuino possibile la voce dei protagonisti. Abbiamo cercato di mettere le nostre capacità artistiche al servizio di questa voce”.

Il viaggio nelle sale ha offerto agli autori una prospettiva nuova sul loro stesso lavoro. “Noi adulti tendiamo spesso ad avere una rappresentazione stereotipata della gioventù, immaginando ragazzi assorbiti dalla dimensione digitale e poco interessati alla ricerca spirituale o alle domande più profonde dell'esistenza. Il film restituisce invece una realtà diversa: emergono giovani che cercano un senso nelle cose e che, anche rispetto alla digitalizzazione, mostrano una consapevolezza molto maggiore di quanto siamo portati a credere”, osserva Selis.

Proiezione dopo proiezione, è arrivata anche la risposta a uno degli interrogativi iniziali: come avrebbero reagito i giovani vedendo sullo schermo dei coetanei? “Nei dibattiti molti hanno dichiarato di riconoscersi nei protagonisti, non necessariamente perché ne condividessero ogni posizione, ma perché ritrovavano quella stessa ricerca di senso delle cose e della vita”, dichiara Selis. “C'è in questi ragazzi la consapevolezza di affacciarsi alla società adulta senza doverne necessariamente assumere in modo passivo modelli e visioni. Sentono di poter entrare nel mondo portando con sé il proprio sguardo, le proprie domande e una diversa consapevolezza. Allo stesso tempo, abbiamo compreso quanto per loro non sia sempre facile trovare negli adulti interlocutori con i quali confrontarsi a questo livello di profondità”. Proprio le reazioni degli adulti sono state le più diverse. “Abbiamo incontrato adulti che al termine del film si sono commossi e che si sono complimentati non soltanto con noi, ma soprattutto con gli attori protagonisti. In quelle voci hanno riconosciuto una possibilità, una speranza. Altri, invece, hanno reagito prendendo le distanze e qualcuno ci ha detto di essersi sentito, seppure indirettamente, chiamato in causa”.

Qui Selis individua uno dei nodi più profondi emersi dal film. “I ragazzi raccontano la loro percezione di una realtà che, per molti aspetti, sentono inadeguata a rispondere alle loro aspirazioni e al loro bisogno di senso. In questo c'è inevitabilmente anche una richiesta di cambiamento. Accogliere quella domanda significa, per noi adulti, essere disponibili a lasciarci interrogare e, quando necessario, a mettere in discussione anche ciò che la nostra generazione ha costruito. Se manca questa disponibilità, il loro sguardo può essere percepito come un'accusa anziché come un'occasione di confronto”. E aggiunge: “Il percorso nelle sale ci ha restituito una chiarezza che probabilmente non avevamo prima: il film non apre soltanto una riflessione sui giovani, ma mette in relazione generazioni diverse e mostra quanto sia ancora necessario costruire spazi nei quali possano realmente ascoltarsi e dialogare tra loro ”.

Dopo il sold out olbiese qualcuno ha scritto sui social: “Un'altra Olbia esiste”. Una frase che Selis accoglie come un auspicio: “Vorrei che la serata di venerdì rappresentasse il segno di qualcosa che può continuare, e non rimanesse un episodio isolato. Vedere una sala così partecipata, composta anche da persone che conoscevano poco il film e che hanno scelto comunque di esserci, dimostra che esiste a Olbia un pubblico curioso, disposto a cercare proposte culturali anche al di fuori dei circuiti più consueti”.

Phausania Film sta ora valutando una seconda proiezione a Olbia, con particolare attenzione alle scuole, per le quali è già stato predisposto materiale didattico. “Crediamo che il film possa diventare uno strumento di dialogo tra ragazzi e adulti. In fondo, una delle sfide che abbiamo davanti è proprio questa: ricostruire un patto generazionale”. Intanto il film proseguirà il suo viaggio con nuove tappe a San Marino e Treviglio, mentre è in preparazione la versione internazionale in inglese per aprirsi al mercato estero. E per Selis e Bruni c'è già una nuova idea, ancora “in nuce”, da sviluppare.