Friday, 25 September 2026
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Pubblicato il 25 September 2026 alle 07:00
Olbia. L'estate del 2026 verrà probabilmente ricordata per due motivazioni: le numerose ondate di calore causate dal cambiamento climatico e l'attenzione dei cittadini e delle cittadine per la tutela ambientale. A tenere banco per mesi è stato il caso Cala Finanza, culminato con un'indagine della Procura di Tempio e il sequestro di Villa Joy. Poi, è stato il turno di Cala Moresca: una storia che non è stata raccontata tutta e sarà la nostra Patrizia Anziani a farlo. Ora, tocca a Olbia con Marinella.
A differenza di Cala Finanza e Cala Moresca, Marinella non è né una zona isolata, né una zona protetta: eppure, nonostante sia circondata da alberghi e residence, mantiene ancora in buona parte la sua struttura naturale nonostante l'antropizzazione. Qualche giorno fa, mentre tutti parlavano di Cala Moresca, è arrivata in redazione una segnalazione proprio su questa spiaggia olbiese.
La segnalazione indicava del movimento terra dietro l'arenile e in effetti, quando siamo andati a verificare sul posto, abbiamo trovato un'escavatrice e un terreno livellato con della terra spinta verso il margine laterale. Lo spiazzo (i lavori sarebbero iniziati intorno a metà settembre) è facilmente raggiungibile da chiunque perché, oltre a non essere recintato al momento della nostra verifica, si trova molto vicino alla spiaggia: è sufficiente percorrere a piedi poco più di 200 metri di percorso sterrato, del resto la stradina inizia proprio dietro alcune attività molto frequentate. La ruspa, tra l'altro, è visibile anche dal "deposito" dove viene posizionata la posidonia ogni anno. Questo "deposito" è sostanzialmente ubicato accanto al parcheggio.
Al momento del nostro sopralluogo non erano presenti né recinzioni né cartelli informativi che indicassero la tipologia di intervento o gli estremi delle autorizzazioni. Si tratta di semplici operazioni di pulizia stagionale o di un nuovo progetto? Restiamo a disposizione dei soggetti interessati e del Comune qualora volessero chiarire la natura delle opere.
Qualche domanda se l'è posta anche Pietro Spano, segretario cittadino del Partito democratico, che proprio qualche giorno fa ha affidato ai social una riflessione di carattere generale su ciò che si chiede ai cittadini (regole rigidissime, divieti assoluti nella fruizione dei beni ambientali e così via) e ciò che invece è permesso ai privati. Nel suo ragionamento, il segretario Spano non metteva in discussione le autorizzazioni o la legittimità delle iniziative, ma poneva l'accento su una domanda importante: quali sono le ricadute reali per la collettività? Il post era accompagnato da due foto: una di Cala Moresca e l'altra di Marinella.
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