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Ambulanti in stato di agitazione: "Caro carburante comporta incassi in picchiata, Governo intervenga"

Gli ambulanti italiani proclamano lo stato di agitazione

Ambulanti in stato di agitazione:
Ambulanti in stato di agitazione:
Olbia.it

Pubblicato il 24 September 2026 alle 14:42

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Olbia. Gli ambulanti italiani proclamano lo stato di agitazione e chiedono al Governo interventi urgenti per fronteggiare una crisi che, secondo la categoria, sta mettendo a rischio la sopravvivenza di migliaia di piccole attività. La decisione è stata assunta dai dirigenti nazionali dell’A.N.A. – Associazione Nazionale Ambulanti UGL durante la riunione del 21 settembre e formalizzata con una comunicazione inviata il 23 settembre alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ai vicepresidenti Antonio Tajani e Matteo Salvini, al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e alla sottosegretaria Mara Bizzotto.

Al centro della protesta c’è soprattutto il costo del carburante, particolarmente rilevante per una categoria che ogni giorno deve percorrere anche lunghe distanze per raggiungere mercati e fiere e poi rientrare a casa. L'associazione chiede quindi misure specifiche per ridurre questa voce di spesa per un comparto che, secondo i dati indicati nella nota, conta circa 130 mila piccole attività, già messe alla prova dalla pandemia, dalla crescita delle vendite online e dal calo dei consumi delle famiglie. A pesare sarebbe stata anche un'estate particolarmente difficile. Secondo A.N.A.-UGL, le alte temperature avrebbero contribuito a svuotare i mercati, con incassi diminuiti di oltre il 50%, mentre l'aumento del costo del carburante avrebbe inciso per il 30-40%. Una situazione che, sostiene l'associazione, avrebbe spinto alcuni operatori a rinunciare alle giornate di mercato perché le prospettive di guadagno non erano sufficienti a coprire i costi dello spostamento.

Il problema, però, non riguarderebbe soltanto l'emergenza carburanti. L'associazione parla di una crisi strutturale del commercio ambulante e indica in 61.444 le attività cessate negli ultimi nove anni. Sul tavolo torna inoltre la questione delle concessioni e dell'applicazione dell'articolo 12 della direttiva Bolkestein. A.N.A.-UGL chiede un censimento nazionale dei posteggi, sostenendo che le numerose cessazioni abbiano lasciato disponibili oltre 100 mila spazi tra mercati, fiere e posteggi isolati. Nella comunicazione viene richiamata anche l'ordinanza della Corte di Giustizia europea C-574/25 del 10 luglio 2026. Va precisato che il provvedimento riguarda la causa Balneari Rimini contro Comune di Rimini, relativa alle concessioni demaniali marittime turistico-ricreative e, tra gli altri aspetti, alla valutazione della scarsità delle risorse naturali; A.N.A.-UGL auspica che i principi affrontati dalla Corte possano incidere anche sul dibattito relativo alla verifica della scarsità dei posteggi.

Tra le richieste figura inoltre una modifica, nella prossima Legge di Bilancio, della disciplina del Canone unico dei mercati, che secondo l'associazione avrebbe prodotto numerosi contenziosi a causa di interpretazioni ritenute non corrette. La richiesta finale rivolta all'esecutivo è quella di aprire presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy un tavolo di crisi sul settore e di fornire risposte immediate sul caro carburante. «Certi che il nostro grido d'allarme non cada nel vuoto», concludono il presidente Ivano Zonetti e il segretario Marrigo Rosato, chiedendo un riscontro urgente da parte del Governo.