Thursday, 24 September 2026

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Olbia, paura in Nepal per l’alpinista Ernesto Macera Mascitelli

Dopo l'incidente sul Dhaulagiri e l'operazione a Kathmandu, il suo spirito non cede

Olbia, paura in Nepal per l’alpinista Ernesto Macera Mascitelli
Olbia, paura in Nepal per l’alpinista Ernesto Macera Mascitelli
Laura Scarpellini

Pubblicato il 24 September 2026 alle 08:00

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Olbia. Quando la montagna chiama, gli spiriti indomiti rispondono con il cuore e con i polmoni. Ma l'Himalaya sa essere un gigante severo e imprevedibile. Lo sa bene Ernesto Macera Mascitelli, l'alpinista ormai adottato dall'affetto di Olbia, che in questi giorni ha dovuto arrendersi a uno stop forzato a 5.500 metri di quota, durante la difficile spedizione verso la vetta del Dhaulagiri.

Un'avventura nata sotto una cattiva stella, segnata già nei giorni scorsi dalle terribili alluvioni che hanno devastato il Nepal e che avevano messo a durissima prova la logistica, i ritmi e la tenuta fisica dello scalatore marsicano. Condizioni non perfette ma sostenute da quel carattere indomabile che da sempre firma le sue spedizioni. Poi sulle pareti di roccia Eiger che conducono al Campo 1, il dramma. Una violenta tirata con uno zaino da venti chili sulle spalle ha provocato la lussazione completa della spalla sinistra. Le urla di dolore congelate nel silenzio della quota, la certezza che la finestra di bel tempo prevista per oggi, 24 settembre, si stesse sgretolando, e l'inizio di una vera e propria odissea. Immobilizzato per ore a 5.500 metri, Ernesto ha affrontato una discesa infernale fino al campo base: circa un giorno e mezzo di cammino su roccia e ghiaccio, con una ventina di calate in corda doppia, prima di poter essere recuperato. Uno sforzo immane in cui l'alpinista ha dovuto continuare a utilizzare entrambe le mani per gestire nodi, corde e discensori, provocando purtroppo uno sfibramento dei tessuti nervosi della mano che richiederà diversi mesi di recupero.

Il maltempo ha ritardato il decollo dell'elicottero, ma una volta raggiunta Kathmandu la macchina dei soccorsi ha funzionato alla perfezione. Trasferito d'urgenza al Norvic International Hospital grazie al supporto dei suoi fedeli amici locali e del compagno di cordata Lhakpa, Macera Mascitelli è stato operato con successo e le sue condizioni sono ora stabili. Tra il dolore e le lacrime, emerge la tempra dell'uomo. C'è spazio persino per una pizza capricciosa con Coca-Cola gustata la sera in ospedale per scacciare i brutti pensieri, e per la commozione di un video giunto dalla scuola del Solokhumbu, dove i bambini gli hanno dedicato una danza propiziatoria per la sua guarigione. Ecco il suo messaggio lanciato attraverso i social: "Quando ti arriva questo video, a me dedicato, di una danza come rito propiziatorio per una pronta guarigione, tutta la tristezza e malinconia, viene sostituita da gioia e lacrime di commozione. Questo video me lo hanno inviato dalla scuola Solokhumbu Shree Budda Accademy che ho visitato e ho consegnato loro materiale didattico prima di partire per il Dhaulagiri insieme a Lhakpa. Saputo del mio incidente mi hanno dedicato un giorno di festa per invocare una mia pronta guarigione. Tornerò sicuramente in Nepal per affrontare le più alte vette della Terra ma anche per continuare il cammino di aiuto, solidarietà e vicinanza a questo popolo al quale sono particolarmente legato ed affezionato.Qui mi sento come a casa, ho tanti amici pronti e disponibili per qualsiasi aiuto, conferma ne ho avuto in questi giorni dove non mi hanno lasciato mai solo; ed io non posso fare altro che ringraziare tutti in questo modo portando felicità e aiuti concreti dove ne hanno più bisogno....GRAZIE NEPAL".

"Nella mia sana pazzia di alpinista avrei potuto persino pensare di risalire in quota e ritentare la vetta", ammette Ernesto. Oggi prevale la consapevolezza di essere vivo, la gratitudine per il popolo nepalese e la forza di un mantra che non si spegne: "Domani sarà più in alto".