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Cronaca, Bianca

Olbia: la "casa-discarica" di via Cavour è del Comune

La discarica è dentro un immobile diroccato

Olbia: la
Olbia: la
Angela Galiberti

Pubblicato il 27 gennaio 2021 alle 06:00

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Olbia. Il Centro storico olbiese, negli ultimi anni, ha visto un fiorire di piccole e grandi ristrutturazioni: non solo investimenti, ma anche una dimostrazione di affetto nei confronti di un'area della città che ha bisogno di bellezza, residenti, attività economiche e dunque vita. Non tutto però è bello, c'è ancora tanto degrado e non riguarda solo vecchie catapecchie di proprietà di 30 eredi che non si mettono d'accordo. A volte capita che, nonostante il proprietario sia solo uno (e lo sia da poco più di un anno), la povera catapecchia si trasmormi in una discarica.

Siamo in via Cavour, numero 33: un vecchio stabile, un rudere ad essere precisi, staziona in questa bella strada accanto a numerose riqualificazioni. E' una vera e propria discarica, dentro vi è di tutto ed è un luogo potenzialmente pericoloso. Una porta di legno divelta e adagiata obliquamente sulla spazzatura fa da preludio a ciò che poi si trova oltre: il tetto assente, le scale che portano in nessun luogo, i muri fatiscenti, le piante cresciute in ogni dove, strati e strati di sacchetti di spazzatura e persino uno spicchio di pizza adagiato su un cartone. Attorno un fiorire di case, bed and breackfast, immobili ristrutturati, investimenti di vario tipo che stonano con tutto questo. Il tutto con un potenziale pericolo in più: alcuni ragazzini sono stati visti entrare all'interno.

La cosa che rende ancora più assurda la situazione è la proprietà dello stabile: la casa, o per meglio dire ciò che ne rimane, è del Comune di Olbia, quindi si tratta di un edificio posto sotto la responsabilità pubblica.

Lo abbiamo scoperto tramite una visura catastale dopo aver individuato la particella grazie alle mappe messe a disposizione dall'Agenzia delle Entrate: l'immobile, si legge nel documento, è nelle mani del Comune dal 20 dicembre 2019. Si tratta di un immobile volturato al Comune dall'Autorità nazionale per l'amministrazione dei beni confiscati alla mafia.

Come mai l'amministrazione non interviene? Secondo le nostre fonti, tale problema sarebbe stato segnalato fin da novembre. Non si chiede una riqualificazione lampo – i tempi della burocrazia pubblica si sa come sono –, però una messa in sicurezza o anche solo la pulizia e la chiusura dell'immobile non sarebbero una cattiva idea.