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Olbia, il mare di Sardegna tra economia, sostenibilità e rispetto della biodiversità

L’università di Olbia ospita un convegno sul tema

Olbia, il mare di Sardegna tra economia, sostenibilità e rispetto della biodiversità
Olbia, il mare di Sardegna tra economia, sostenibilità e rispetto della biodiversità
Barbara Curreli

Pubblicato il 29 November 2025 alle 12:00

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Olbia. L'Aula Magna dell'Università di Olbia in via Porto Romano 8, ospita lunedì 1 dicembre un convegno dal titolo "Mare di Sardegna, la pianificazione per la biodiversità". Il convegno è organizzato dalla Fondazione Imc, l'evento prenderà il via alle 10. 

"L’economia blu rappresenta un importante obiettivo di sviluppo anche per la regione in Sardegna. Tutti i settori dell’economia blu, tra cui la pesca, l’acquacoltura, il turismo costiero e la navigazione marittima, necessitano di uno sviluppo sostenibile e di un uso sostenibile delle risorse marine", partendo da questi presupposti ecco come il tema del mare, delle sue risorse ma anche il tema della sostenibilità e della biodiversità diventano argomenti di cui parlare e per cui si rende necessario un confronto su tutti i fronti.

La Direttiva Europea per la Pianificazione dello Spazio Marittimo (UE, 2014) istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo (PSM) e prevede che gli Stati Membri elaborino e attuino la pianificazione dello spazio marittimo tenendo in considerazione gli aspetti economici, sociali e ambientali al fine di sostenere uno sviluppo e una crescita sostenibili nel settore marittimo, applicando un approccio ecosistemico, e di promuovere la coesistenza delle attività e degli usi, contribuendo a conseguire sia obiettivi di sviluppo sostenibile così come la conservazione, la tutela e il miglioramento dell’ambiente, compresa la resilienza agli impatti causati del cambiamento climatico. L’Italia ha avviato il processo di pianificazione dello spazio marittimo con il Decreto Legislativo 201/2016 “Attuazione della Direttiva 2014/89/UE” (Repubblica Italiana, 2016).

Contesto e obiettivi

"La Pianificazione dello Spazio Marittimo (PSM) è una modalità pratica di stabilire una più razionale organizzazione dell’uso dello spazio marittimo e delle interazioni fra i suoi usi, per bilanciare la domanda di sviluppo con la necessità di proteggere gli ecosistemi marini, e di raggiungere obiettivi sociali ed economici in maniera trasparente e pianificata. Come tale, la Pianificazione dello Spazio Marittimo è un fattore abilitante fondamentale per uno sviluppo sostenibile e duraturo dell’economia del mare e per salvaguardare contestualmente la biodiversità e gli ecosistemi marini (COM(2021)240 final)".

"Il processo di pianificazione deve per sua natura proiettarsi in avanti nel tempo e considerare scenari futuri attesi o desiderati degli usi del mare e della costa, scenari climatici e scenari derivanti dalla progressiva attuazione delle diverse politiche ambientali e settoriali, di cui deve favorire l’armonizzazione. La Pianificazione dello Spazio Marittimo è quindi un processo dinamico, da implementare, monitorare e adattare in funzione del raggiungimento degli obiettivi attesi e del mutare delle condizioni al contorno".

Questo complesso processo richiede una ampia gamma di elementi di "Conoscenza verticale" sulle numerose discipline coinvolte, ma, la PSM richiede una “Conoscenza orizzontale”, attraverso approcci socio-ecologici e transdisciplinari e richiede il lavoro di ricercatori, in grado di lavorare attraverso le discipline e attraverso i sistemi di conoscenza, di facilitare il dialogo tra scienza e politica e di supportare politiche e pratiche basate sull'evidenza.

In questo contesto opera la Fondazione IMC che è Ente di riferimento per l’amministrazione Regionale della Sardegna per

la Pianificazione dello Spazio Marittimo in capo all’Assessorato Enti locali, che con DELIBERAZIONE N. 11/66 DEL 24.03.2021 Pianificazione dello Spazio Marittimo prevista dalla Direttiva 89/2014/UE e dal D. Lgs. 17 ottobre 2016 n. 201. Documento di posizionamento della Regione Autonoma della Sardegna nell’ambito del processo di pianificazione nazionale riconosce a- Fondazione IMC Centro Marino Internazionale il ruolo di assistenza scientifico-tecnica al Tavolo Interassessoriale
la Pianificazione regionale per le zone allocate per l'acquacoltura (AZA) a mare e nelle acque interne, infatti l'Assessorato dell'Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale con DELIBERAZIONE N. 3/26 DEL 22.01.2020 Indirizzi per l’attuazione della misura 2.51 del FEAMP “Aumento del potenziale dei siti di acquacoltura” e per la predisposizione del Piano regionale per le zone allocate per l'acquacoltura (AZA) a mare e per l’acquacoltura nelle acque interneaffida all'Agenzia regionale Sardegna Ricerche, con l'ausilio della sua struttura partecipata - Fondazione IMC Centro Marino Internazionale facente parte del “Sistema regionaledella ricerca e innovazione” così come definito dall'art. 7 della L.R. n. 20/2015 e operante nel settore della ricerca scientifica applicata in ambito marino, lagunare e costiero, con particolare riguardo alla gestione ambientale, la realizzazione di uno studio per il miglioramento delle conoscenze sugli ecosistemi acquatici volto all'identificazione puntuale e alla mappatura delle zone idonee per attività di acquacoltura (ZONA 1), delle zone idonee per attività di acquacoltura soggette a regolamentazione/limitazione (ZONA 2) e delle zone non idonee per attività di acquacoltura (ZONA 3) e la predisposizione del Piano regionale per le zone allocate per l'acquacoltura (AZA) a mare e per l'acquacoltura nelle acque interne (Piano);

IMC è inoltre Partner del National Biodiversity Future Center – NBFC, che in particolare nello nell’Attività 4 - Biodiversitymainstreaming in Maritime Spatial Planning dello Spoke 2 ha fra gli obiettivi:

-​Affrontare e sviluppare il tema della PSM delle acque italiane inserite nel contesto mediterraneo, con particolare riferimento agli aspetti di salvaguardia della biodiversità degli ecosistemi marini

-​Fornire risposte operative e dimostrazioni rispetto a specifiche domande di conoscenza di scala locale, regionale o settoriale, attraverso casi di studio selezionati

Con il caso di studio Sardegna Approccio socio-ecologico per identificare le priorità di conservazione e attuare in un quadro PSM la Strategia per la Biodiversità 2030: le acque territoriali della Sardegna come caso di studio.

La gestione degli ecosistemi marini, che richiede una profonda comprensione di come funzionano questi ecosistemi e una migliore comprensione di come gli esseri umani utilizzano e percepiscono il valore di questi ambienti.

Le aree protette sono tra le forme più note di pianificazione territoriale, basate sul controllo delle attività umane, con obiettivi conservazionistici precisi. La Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 indica che il 30% della superficie del mare dovrebbe essere protetto, di cui almeno il 10% dovrebbe essere protetto in maniera rigorosa. Inoltre, nello stesso documento, affinché la pianificazione delle aree protette sia resiliente, si raccomanda la creazione di corridoi ecologici che preservino la connessione tra i vari ecosistemi preservandone e rafforzandone l’integrità.

Il caso studio acque territoriali della Sardegna rappresenta un'opportunità di grande rilevanza, grazie alla sua ricca biodiversità marina, la presenza di aree marine protette (AMP), all’estesa rete Natura 2000 e all'importanza delle attività costiere per l'economia locale.

L’obiettivo generale del progetto è quello di:

•​Rafforzare le misure di conservazione della biodiversità marina nelle aree protette esistenti;

•​Ampliare la superficie delle aree marine protette nelle acque territoriali sarde;

•​Favorire la formazione di corridoi ecologici per la biodiversità.

Obiettivo specifico dell’evento Mare di Sardegna: la Pianificazione per la Biodiversità è coinvolgimento di diversecategorie di portatori di interesse, tra cui Regione Sardegna, Enti locali, Aree Marine Protette, Parchi, Associazioni di categoria, rappresentanti del settore della pesca e dell’acquacoltura, la cittadinanza, al fine di:

•​Costruire scenari condivisi di prioritizzazione e validazione di aree individuate come meritevoli di protezione;

•​Realizzare un processo di mappatura partecipativa e dialogo multi-attoriale;

•​Fornire strumenti utili per supportare le Autorità competenti nella pianificazione di nuove aree protette anche in previsione degli obbiettivi UE del 30x30;

•​Promuovere un approccio ecosistemico che consideri tutte le componenti ambientali, sociali ed economiche, in linea con gli obiettivi della Strategie UE sulla Biodiversità 2030 e l’obiettivo del 30% di protezione dello spazio marittimo della Regione Sardegna.

Saranno presenti Settimo Nizzi (Sindaco Comune di Olbia), Giuseppe Meloni (Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio- RAS), Rosanna Laconi (Assessore regionale della difesa dell'ambiente), Carmen Atzori (Direttore Generale Sardegna Ricerche), Augusto Navone (Presidente Fondazione IMC), Fabrizio Madeddu (Referente Pianificazione Spaziale Marittima Regionale– RAS).

Interverranno Silvia Serra del Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali, Stefano Carboni e Maura Baroli della Fondazione IMC Giovanni De Falco CNR-IAS.

Sarà presentato Pianificazione per la Biodiversità marina: il caso studio Sardegna con Erika M.D. Porporato, e Cinzia Podda della Fondazione IMC che presenterà anche i risultati dei lavori.