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Olbia, il Labint digiuna per lo ius soli

Olbia, il Labint digiuna per lo ius soli
Olbia, il Labint digiuna per lo ius soli
Dénise Meloni

Pubblicato il 20 ottobre 2017 alle 17:50

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Olbia, 22 Ottobre 2017 -Il digiuno per il diritto alloius soli, che in questi giorni sta sollevando un mare magnum di polemiche ma anche di consensi, mette radici anche nella città di Olbia, che non poteva rimanere insensibile ad un tema così importante, essendo in tutto e per tutto una città multietnica. Come racconta la Nuova Sardegna, padre dell'iniziativa sarà il Labint: il laboratorio interculturale per l'integrazione.

Sarà Francesca Ena, membro storico del Labint e pediatra, a coglierel'occasione per sensibilizzare i cittadini sull'argomento. Punto focale della protesta pacifica è la tutela dei diritti dei bambini nati in suolo italico. Per ottenere i requisiti per la cittadinanza è necessario che il genitore ne faccia richiesta per il figlio nato in Italia a patto che si rispettino determinate condizioni: il genitore deve essere titolare di permesso di soggiorno permanente o essere in possesso di soggiorno Ue di lungo periodo, deve soggiornare in Italia da almeno 5 anni, deve aver superato un test di lingua e deve avere un reddito minimo pari a quello dell'assegno sociale Inps.

Fondamentale che i bambini si sentano inclusi nella società e protetti da un diritto fondamentale: quello di essere riconosciuti come cittadini italiani, quello di sentirsi uguali agli altri bambini. Sentirsi invece "diversi" minerebbe la loro autostima. A pari doveri corrispondono pari diritti. Questi bambini sono figli di genitori che pagano le tasse, che arricchiscono il PIL nazionale e che creano valore nel luogo in cui si trovano. Riconoscere lo ius soli ai bambini è una questione di diritti ma anche di civiltà.

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