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Olbia, il grido d'aiuto delle guide turistiche: "noi senza ristori, la Regione risponda"

L'appello corale della categoria, ferma da un anno

Olbia, il grido d'aiuto delle guide turistiche:
Olbia, il grido d'aiuto delle guide turistiche:
Camilla Pisani

Pubblicato il 16 aprile 2021 alle 06:00

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Olbia. Il settore culturale, com’e noto, è uno di quelli maggiormente colpiti dalla crisi indotta dalla pandemia: è infatti più di un anno che musei, teatri, siti archeologici, cinema sono chiusi, ad oggi senza alcuna prospettiva certa sulla riapertura. Ma i luoghi della cultura non sono disabitati: dentro e intorno ad essi gravitano infatti una serie di figure professionali, altamente specializzate, tra cui le guide turistiche, una categoria già bistrattata in tempi “di pace”, finita letteralmente nel dimenticatoio in emergenza sanitaria. È di qualche giorno fa la diffusione di una lettera, accorata quanto disperata, di una delle tantissime guide rimaste senza lavoro e senza ristori, abbandonata nel limbo dei ristori promessi, da accaparrarsi all’ultimo click. “Pubblichiamo la lettera della nostra collega Rebecca che esprime con genuina semplicità, pudore e dignità la situazione, lo stato d'animo e il triste bisogno di tanti di noi, professionisti abituati a darsi da fare, per la prima volta obbligati a ricorrere agli aiuti regionali e statali per sopravvivere. Dopo tanti annunci e rinvii, dopo l'umiliante clickday, quanto dobbiamo aspettare ancora?", annuncia l'associazione regionale delle guide turistiche Argts. Poi, la lettera che riportiamo integralmente. "Buongiorno Signor Presidente Solinas, mi chiamo Rebecca Denni e sono una guida turistica iscritta regolarmente nell'albo regionale n. 307, con partita IVA, tecnicamente ferma da fine ottobre 2019, e che cerca faticosamente di rimanere a galla anche chiedendo soldi in prestito agli amici. Non ho né famiglia né compagno di vita su cui poter appoggiarmi in attesa di riprendere a vivere professionalmente. Nel 2020 ho dovuto prendere a malincuore in considerazione di dovere lasciare la mia tanto amata Sardegna, dove tanti anni fa ho scelto di vivere con tanti sacrifici e difficoltà, per cercare lavoro in continente perché, oltre al lockdown, mi sono vista cancellare i miei pochi gruppi rimasti confermati per i mesi di settembre/ottobre dopo la cattiva pubblicità estiva, senza successo. Per la prima volta nella mia vita, mi sono vista costretta a far ricorso ad aiuti e bonus, una novità per me perché finora mi sono sempre data da fare per essere autosufficiente. Mi sono dovuta prestare all'umiliante “jackpot dei poveri”, il click-day per l'Una tantum, ma senza vincita perché troppo lenta nel cliccare, sono arrivata al posto 1042. Per fare la domanda ho dovuto pagare una marca da bollo di 16euro, io che da un anno sono costretta a girare 7 volte ogni euro prima di poterlo spendere. Caro presidente Solinas a questo punto mi permetto di chiedere a lei direttamente, che ne ha il potere, di cercare di accelerare la distribuzione del fondo Resisto per cui risulto beneficiaria e di cui ho urgentemente bisogno per potere prima di tutto resistere (per chi sa quanto tempo ancora) e per potere rialzarmi e reinventarmi in vista della stagione già compromessa”: questa la drammatica testimonianza. L’eterogenea situazione delle guide turistiche si sostanzia di molte realtà diverse: innanzitutto va fatta distinzione tra quelle in partita iva e quelle senza, per poi valutare le differenze tra chi esercita la professione come unica fonte di guadagno (la stragrande maggioranza) e chi invece ne fa un secondo lavoro. “La mia esperienza è un po’ sui generis, perché al momento io non rientro più nel codice Ateco da guida turistica, avendo avviato da qualche anno un’attività da tour operator. Eppure, forte proprio di questa mia doppia visione, posso confermare le profonde ineguaglianze subite dalla categoria delle guide. Queste persone, che nel 90% dei casi fanno di questo il loro unico lavoro, mettono a disposizione del settore turistico un bagaglio di competenze vastissimo e soprattutto utile, benché grandemente sottostimato; da parte del governo esiste una sostanziale ignoranza delle nostre eterogeneità, che porta a non avere gli strumenti adatti a gestirle ed a rispondere ai bisogni. Si consideri che nonostante l’enorme patrimonio culturale e turistico su cui si fonda l’Italia, la nostra categoria non è mai stata considerata a dovere, ma sempre tenuta come ultima ruota del carro, e questo in pandemia ha portato a risultati come quelli illustrati dalla lettera” spiega Anna Tilocca, guida turistica e imprenditrice. Fiammetta Laconi, invece, sottolinea la necessità di pianificare una strategia di aiuto per le guide turistiche, in considerazione del fatto che sono state tra le prime figure a fermarsi e saranno tra le ultime a riprendere l’attività. Detlev Mueller, una guida turistica di madrelingua tedesca, solleva una riflessione interessante rispetto alla vaccinazione, che dovrebbe essere garantita in via prioritaria anche alla categoria, che nel momento in cui riprenderà il lavoro sarà tra le più a rischio, e ribadisce l’insufficienza delle misure di ristoro offerte, che non bastano a chi non ha alle spalle una famiglia a cui appoggiarsi economicamente. “Vorrei aggiungere, al contributo dei colleghi, che abbiamo vera necessità di ricevere certezze rispetto ai due ristori regionali, quello una tantum e Resisto, promessi dall’assessora Zedda. È fondamentale capire quanto ancora c’è da aspettare, perché molti di noi si trovano in una situazione di emergenza economica” conclude Tiziano Salvagnin. Certezza -anche cronologica- delle misure di ristoro ed una più attenta considerazione della categoria: queste le necessità delle guide turistiche sarde, ferme da un anno, veri e propri pilastri dell’immagine e della valorizzazione del patrimonio culturale isolano; urgono risposte da Regione e governo, che non siano ancora quelle ingiustamente frustranti del click-day, dal quale sono state tagliate fuori più di cinquemila professionisti con la sola motivazione di essere stati meno lesti degli altri a cliccare su un trackpad.