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Olbia, chiude la storica pizzeria Il Nibbio: ecco la storia dell'attività

Il locale é da decenni un punto di riferimento per gli olbiesi di zona Bandinu

Olbia, chiude la storica pizzeria Il Nibbio: ecco la storia dell'attività
Olbia, chiude la storica pizzeria Il Nibbio: ecco la storia dell'attività
Camilla Pisani

Pubblicato il 10 maggio 2021 alle 06:00

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Olbia. Sono gli ultimi giorni di attività per una delle pietre miliari della ristorazione olbiese: chiude la pizzeria Il Nibbio, dopo più di trent’anni di lavoro, prima nella sede in via Roma e poi in quella -storica- di zona Bandinu, dove Claudio Zaramella, con la moglie Nella Delizzos ed il figlio Irish sono stati “di casa” per decenni.

Non è certo la prima realtà a chiudere i battenti, ed il momento storico condiviso da tutti ha sicuramente contribuito ad una decisione che lascia un po’ l’amaro in bocca: “da tempo, per vari motivi legati a qualche problema di salute ed al fatto che i figli, giustamente, desiderano esplorare altri percorsi professionali, avevamo maturato la decisione di chiudere Il Nibbio; poi la pandemia, le chiusure che hanno penalizzato fortemente noi ristoratori e la consapevolezza che il locale stava andando sprecato, malgrado il tentativo di continuare a lavorare con l’asporto. Chiudere dopo trent’anni di attività, malgrado fosse necessario, emotivamente è una scelta sofferta, che lascia molta malinconia, perché significa chiudere un pezzo di vita, che va ben oltre il mero aspetto professionale; la storia della nostra attività si lega infatti profondamente con quella di altre realtà storiche di Olbia, e soprattutto è ricca del rapporto stabilito con la gente, con i clienti, che generazione dopo generazione hanno scelto il nostro locale. Noi siamo in zona Bandinu dal 1995, quando il quartiere aveva un aspetto completamente diverso da quello attuale, c’erano poche attività ed è stata quindi una scommessa quella di aprire; sono anni che ricordo con molta nostalgia. Facevamo moltissime serate di karaoke con varie band, prevalentemente rock e metal, avvicinando moltissimi giovani che poi sono diventati fedeli frequentatori; nel tempo hanno aperto molte attività accanto a noi e la clientela si è evoluta, dimostrando di apprezzare il nostro modo di lavorare e la nostra cucina” racconta Nella Delizzos.

Qualità distintiva de Il Nibbio è stata certamente la varietà delle pizze, più di cinquanta in menù: se adesso questo può rappresentare lo standard, nei primi anni novanta invece le pizzerie offrivano una decina di opzioni al massimo, tutte molto classiche.

“Al posto de Il Nibbio non sorgerà un’altra pizzeria, e questo, emotivamente -forse in modo un po’ egoistico- mi fa piacere, perché rende la nostra esperienza ancora più unica ed irripetibile. Il Nibbio è stata la nostra creatura, curata ed amata quotidianamente, che ci ha permesso di creare rapporti con i clienti che sono diventati rapporti d’amicizia. Purtroppo ci sono momenti che devono finire, anche i più belli; emotivamente è difficile venire a patti con questa chiusura, benché fosse la cosa più giusta da fare. Mi commuove ripensare ai bei momenti vissuti, e mi regala gioia la vicinanza della gente del quartiere che, anche in questi ultimi giorni, ci ferma per salutarci, per scambiare qualche parola, ricordare con piacere ed affetto le serate trascorse al locale. E chissà, mai dire mai, in futuro Il Nibbio potrebbe risorgere sotto altre vesti” conclude Delizzos.

Una serranda che si chiude porta sempre con sé una vaga malinconia, la sensazione di un tempo passato che non può tornare, il ricordo di momenti spensierati: quando poi a chiudere è un locale come Il Nibbio, punto di riferimento storico per un intero quartiere, la malinconia è raddoppiata; ai suoi titolari l’augurio di un futuro sereno, che possa far da ricompensa ad anni di duro lavoro e disinteressata cortesia per i clienti.