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Olbia, accoglienza migranti: un convegno per abbattere i pregiudizi

Olbia, accoglienza migranti: un convegno per abbattere i pregiudizi
Olbia, accoglienza migranti: un convegno per abbattere i pregiudizi
Angela Galiberti

Pubblicato il 21 novembre 2016 alle 18:29

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Olbia, 21 Novembre 2016 - L'accoglienza dei migranti può essere fatta in modo diverso? Può essere governata? E i Comuni possono avere un ruolo da protagonisti? A queste domande, la cui risposta è certamente positiva, risponderà il convegno "Non solo Pane - Diritto di Asilo, Facili paure, Concrete speranze" organizzato dal Laboratorio Interculturale (Labint) in collaborazione con l'Associazione Libere Energie e la Comunità Cristiana Per Le Strade del Mondo.

Il convegno si svolgerà il prossimo 25 Novembre 2016 nella sala conferenze del Museo Archeologico di Olbia e si divide in due momenti: la mattina (11-13) sarà dedicata alle scuole, il pomeriggio (16:30-18:30) invece è dedicato a tutta la cittadinanza e ai numerosi ospiti invitati per l'occasione.

L'argomento, in seguito ai recenti fatti di cronaca avvenuti a Buddusò - dove ignoti hanno fatto esplodere un agriturismo indicato idoneo per l'accoglienza, è più che mai caldo e attuale. L'obiettivo del convegno è quello di dimostrare che l'accoglienza dei migranti può essere fatta in modo diverso con il coinvolgimento diretto dei comuni e delle comunità ospitanti.

"Bisogna informare correttamente le persone - precisaFrancesca Ena-. I 35 euro sono una leggenda. Ai migranti viene dato un pocket money di 2,50 € che nella stragrande maggioranza dei casi viene spedito alla famiglia di origine.Il resto del denaro va al sistema dell'accoglienza e qui bisogna fare dei distinguo. Una parte dei migranti viene inserito nell'accoglienza virtuosa, quella dei Sapr, gestita dal Ministero in collaborazione diretta con i Comuni. Il resto finisce nella gestione delle Prefetture, quella calata dall'alto e i cui bandi vedono protagonisti i privati".

Dunque, da una parte ci suono le buone pratiche dei Sprar (Sistema di protezione richiedenti asilo), dall'altra parte c'è una sistema "emergenziale" che fa acqua da tutte le parti e che, complici una serie di fattori, esaspera i conflitti sociali e i pregiudizi.

"È un fenomeno al quale non eravamo preparati e che stiamo subendo - continua Francesca Ena-, ma ci sono delle buone pratiche si possono seguire e degli esempi dai quali prendere spunto. In Gallura ci sono tre centri di accoglienza. Ad Aglientu hanno fatto letteralmente fuoco e fiamme contro l'arrivo dei migranti. Adesso, alcune famiglie del posto stanno prendendo in affido i minorenni ospitati".

Il sistema Sprar permette una vera e propria accoglienza per i migranti che sbarcano sulle nostre coste: le cooperative che partecipano ai bandi devono avere dei requisiti molto precisi nonché esperienza pregressa nel campo; inoltre sono i Comuni a gestire i piccoli gruppi di migranti che verranno indirizzati nel territorio. I migranti vengono seguiti da educatori, psicologi, insegnanti e mediatori culturali: figure, queste, che nella modalità prefettizia dell'accoglienza mancano spesso e volentieri, generando situazioni esplosive. Infine, vi è un percorso di inserimento concreto nel tessuto sociale. Senza questi strumenti, i migranti diventano preda della criminalità e di tanti sfruttatori pronti a ottenere mano d'opera a bassissimo costo e disposta a turni massacranti per lavorare. Per questo motivo, l'accoglienza virtuosa deve diventare la regola e non l'eccezione.

Il convegno, moderato dalla giornalista Caterina De Roberto e dalla docente universitaria Maria Antonietta Cocco, interverranno:

  • Lucia Iuzzolini, avvocato del Servizio Centrale Sprar;
  • Stella Deiana, pedagogista e coordinatrice del progetto Sprar Emilio Lussu, Associazione Cooperazione e Confronto Onlus di Cagliari;
  • Marie Terese Mukamitsindo, migrante ruandese che ha creato la cooperativa Karibu a Latina;
  • Stefano Mannironi, avvocato e presidente Arci - Solidarietà e sviluppo di Nuoro.

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