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Olbia: 5 nuovi ecobox per "combattere" le discariche abusive

La novità decisa dall'amministrazione Nizzi

Olbia: 5 nuovi ecobox per
Olbia: 5 nuovi ecobox per
Angela Galiberti

Pubblicato il 16 giugno 2021 alle 06:00

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Olbia. Esattamente come per i bagni del parco Fausto Noce – chiusi da tempo immemore e ora in imminente “riapertura” –, ecco la “soluzione” utile per contrastare l'abbandono incontrollato dei rifiuti trovata a pochi mesi dalle elezioni. Si tratta di una rimodulazione degli investimenti compresi nell'appalto per la gestione della raccolta degli RSU (Rifiuti solidi urbani) approvata recentemente dall'amministrazione Nizzi.

La prima rimodulazione al contratto è avvenuta tra il 2014 e il 2016, con l'arrivo della differenziata a pieno regime (nella quale, al netto dei pochi incivili, gli olbiesi eccellono). La seconda è stata avviata nel 2019, nel mese di aprile. Dopo di che è arrivata la pandemia, che ha bloccato tutto, compresa la sperimentazione delle nuove linee guida: il Comune però ha deciso ugualmente di fare qualcosa sul fronte rifiuti e in particolare di rimodulare gli investimenti previsti dal contratto RSU e di realizzare altri cinque ecobox.

Ad anni di distanza dalla prima installazione, l'Amministrazione Nizzi ha deciso di “replicare” l'esperimento in altre parti della città: merito dei dati che la piccola struttura del Molo Brin può vantare. In due anni, l'ecobox che si trova nelle vicinanze del Museo Archeologico, ha collezionato la bellezza di 147.000 conferimenti (dati 2019 e 2020). La piccola struttura permette a residenti e non residenti di conferire al di fuori dei canonici giorni di raccolta: i numeri dimostrano che quando le strutture utili ci sono vengono utilizzate in maniera corretta. Quando ci sono degli “accumuli” all'esterno dell'ecobox non è perché viene vissuto come una “discarica”: questi “accumuli” sono dovuti o a un blocco del funzionamento oppure al fatto che il box è strapieno e dunque non si riesce a conferire correttamente. Qualche cittadino è stato persino multato per questo.

I prossimi ecobox verranno installati in altre zone nevralgiche: piazzale Girardengo, a Sa Marinedda (dove veniva attivato un ecocentro mobile dalla DeVizia); Piazzale Fra Nicolò da San Vero Milis; Viale Basa parcheggio opposto al centro commerciale Terranova; Corso Vittorio Veneto, nel piazzale-parcheggio che si trova davanti alla scuola primaria.

Il Comune ha così deciso di “provvedere a dare ulteriore sviluppo all’iter amministrativo funzionale alla concretizzazione dell’iniziativa proposta mediante la presa d’atto rimodulazione degli investimenti ricompresi nell’appalto, così come dalla proposta presentata dal Gestore e sopra descritti, in alternativa dell’esecuzione di un ecocentro il località Sa Marinedda e di uno a Porto Rotondo”.

Insomma, che dire? Meglio tardi che mai (per gli ecobox), anche se nei documenti non è esplicitata la tempistica di realizzazione.