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Cronaca

Monti: paese del Vermentino e del miele tra storia e natura

Monti: paese del Vermentino  e del miele tra storia e natura
Monti: paese del Vermentino  e del miele tra storia e natura
Laura Scarpellini

Pubblicato il 06 settembre 2020 alle 00:03

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Monti, 30 agosto 2020 - Continua il nostro viaggio alla scoperta dei comuni della Gallura. Questa volta ci avviciniamo al massiccio del Limbara tra sugherete, vigneti, campagne, massi suggestivi e blocchi granitici. Eppure basta allontanarsi pochi chilometri dalla meravigliosa costa, per far sì che il paesaggio pur cambiando completamente, non cessi per un solo istante di stregarci il cuore. In questo scenario dai tratti tipicamente sardi troviamo il comune di Monti che conta circa 2.500 abitanti. La collocazione precisa fa riferimento al territorio storico del Monte Acuto noto per i suoi pregiati vitigni di vermentino. Qui troviamo l'unico vino in Sardegna che dal 1996 detiene la denominazione d’origine controllata e garantita, quale il più prestigioso riconoscimento tra le produzioni vitivinicole autoctone.
Il delizioso comune della Gallura offre ai suoi visitatori interessanti attrazioni archeologiche, naturalistiche e architettoniche. Nel centro storico sono ancora presenti le caratteristiche costruzioni in conci di granito. Ricco di fascino troviamo il campanile della seicentesca parrocchiale di San Gavino. Appena fuori dal cuore di Monti si estende la foresta di Monte Olia, in cui trovano la propria collocazione ottimale corbezzoli, erica, lecci querce. Qui la natura ha creato le condizioni ottimali per lo sviluppo di un’oasi di ripopolamento faunistico: cervi, falchi, poiane, caprioli, mufloni e rari rapaci, si riproducono indisturbati. La chiesa di San Paolo eremita è un'altra sosta obbligata con le sue caratteristiche pietre a vista, è un luogo di culto risalente al XVII secolo. Il belvedere sa Turrida ci offre un panorama senza eguali con vista sull’intera vallata di Olbia, dall’isola di Tavolara al lago Coghinas. Le prime testimonianze umane che sono state rinvenute a Monti, risalgono al periodo del Neolitico. Si presume che possano essere stati luoghi di sepoltura i tafoni di monte Fulcaduesu Canale, come di sicuro lo era l’allèe couvertediTerra. Due tombe di Giganti e una decina di nuraghi stanno a testimoniare l’età del Bronzo. In epoca romana invece l’area era interessata dalla viabilità della Karalis-Olbia. A seguire nel corso dei secoli ecco che la chiesa bizantina presenziò fortemente a Monti, tanto da essere ancora oggi presenti resti importanti. Ma anche la tipica gastronomia di Monti vale da sé, una gita di sicuro. Gli amanti del buon mangiare potranno deliziarsi con sa suppa: trattasi di una spianata essiccata e condita con dell'ottimo formaggio vaccino, e pecorino grattugiato. Il tutto guarnito con il tipico brodo di pecora. Immancabili poi sulla tavola di Monti i maccarrones de manu nostra, gnocchetti fatti a mano, il tattalliu, interiora cotte allo spiedo, e i dolci ‘baci d’angelo’ e sa niuledda. Ogni anno ad agosto si rinnova l'appuntamento con la sagra tutta dedicata al pregiato vermentino noto per i suoi profumi, e gli ottimi abbinamenti con i piatti di mare. Una nota da non dimenticare assolutamente che riguarda la deliziosa Monti è quella di essere un territorio incluso nel circuito Le città del miele, insieme a Arbus, Guspini,e san Sperate. Come recita la pagina social dell'ente " Siamo la rete di territori che danno origine e identità ai mieli italiani. Il miele come interprete ideale di mete turistiche dove la storia, i miti, le tradizioni, l’arte e la cultura, i profumi e i sapori compongono un itinerario nazionale tutto da scoprire". Lo scorso anno si è tenuta la “15° Fiera del Miele Amaro” in agosto. In questa giornata hanno partecipano apicoltori che si dedicano alla produzione di diverse specialità di miele.Degustazioni guidate grazie ad esperti hanno aiutato i visitatori a scoprire i sapori del miele di Monti, in abbinamento con formaggio e vini locali. Una festa imperdibile!
Le numerose attrazioni architettoniche, naturalistiche e archeologiche a Monti non mancano di certo. Il centro storico conserva costruzioni in conci di granito. Notevole è il campanile della seicentesca parrocchiale di san Gavino. A sud del paese si estende laforesta di monteOlia, parco coperto di lecci, querce, corbezzoli ed erica, che ospita un’oasi di ripopolamento faunistico: troverai caprioli, cervi, mufloni e rari rapaci, come falchi e poiane. Dal paese si raggiunge brevementel’altopiano dis’Ambiddalzu, che offre un paesaggio stupendo e solitario al tempo stesso dove i protagonisti sono i massi granitici erosi dal vento. Ci si imbatte facilmente nella chiesa di san Paolo eremita, consacrata nel 1348. Il santo viene celebrato a metà agosto con un pellegrinaggio che si svolge lungo la strada dal paese al santuario. Immancabile è una visita al belvedere sa Turrida: con vista sull’intera vallata diOlbia, dall’isola diTavolaraallago Coghinas. Forte fu poi l'influenza della chiesa bizantina, tanto che ad oggi anche con la chiesa di san Michele Arcangelo, ritroviamo importanti reperti dell'epoca. Nel secondo XIII secolo i Doria edificarono a Monti il castellode Castra come testimoniano i resti ancora presenti. Insomma storia, archeologia, natura, gastronomia e arte si fondono in questa cittadina della Gallura che attende una visita per svelare il suo meraviglioso passato e presente.

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