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L'arte di Luka Mura contro le scorie nucleari

Anche l'arte del mosaico prende posizione a difesa della Sardegna

L'arte di Luka Mura contro le scorie nucleari
L'arte di Luka Mura contro le scorie nucleari
Laura Scarpellini

Pubblicato il 25 gennaio 2021 alle 06:00

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San Teodoro. Luka Mura è stato sempre affascinato dal recupero di materiale che con la sua creatività ha saputo trasformare in emozionanti opere d'arte. Oggi la con sua eclettica personalità non è riuscito a rimanere insensibile, alla questione nucleare della Sardegna. 
 
 La creatività trova sempre modo di farsi spazio nella vita di chi ne segue le pulsioni e l'energia. E' questo anche il caso di Luca Mura che ha saputo trasformare in arte la passione coltivata nel proprio  tempo libero. Essendo stato sempre attratto dal recupero di materiali a cui offrire una seconda chance, dal suo esordio ha sempre riscosso un  enorme successo.
 
Luka Mura come ama essere chiamato e identificato, nasce  a Bono, un piccolo paese posto al centro Sardegna. Quest'anno soffierà su 45 candeline. Gli ultimi 22 anni li ha trascorsi nella ormai sua San Teodoro, dove è rimasto folgorato dal mondo della ristorazione. Poi ecco giungere la passione per il mosaico che l'ha travolto, quasi a voler colmare uno spazio vuoto. Una vera e propria esigenza.
 
L'artista naturalizzato santeodorino ha sempre manifestato una personalità eclettica: ristorazione e arte creativa, un connubio che nutre corpo e mente. Poi l'immancabile musica che fa da sottofondo alle sue giornate creative: "La ristorazione e' nata nel 2001 quando ho assunto  il ruolo di direttore e di gestore. Qui ho avuto la fortuna di poter abbinare la mia creatività con il mio lavoro. Infatti i miei primi  esperimenti  artistici sono stati esposti  nei locali in cui lavoravo". Così ci racconta dei suoi esordi Luka Mura, proseguendo con  il suo viaggio introspettivo: "La musica e' un elemento che è stato sempre fondamentale della mia vita. Infatti è stata a lungo protagonista sia nei miei mosaici, che per gli innumerevoli live organizzati nei miei locali".
 
L'artista prosegue a raccontarsi indicando quali siano a suo dire, gli ingredienti fondamentali per un buon vivere: essere creativi, non aver  mai paura di esporsi, e mantenere un grande rispetto nel sociale quotidiano.
 
Luka Mura ha vissuto a Londra e si è lasciato conquistare dal suo ritmo dinamico e coinvolgente. Quando ne parla traspare dal suo  tono di voce, un'emozione mai sopita: "Londra mi ha influenzato per la sua dinamicità' e la velocità del quotidiano. E' innegabile l'energia che riesce a comunicare questa metropoli, a chi possiede una sensibilità come la mia. La sua forza principale e' quella valanga di idee che giornalmente m'invadeva durante le passeggiate tra parchi, musei e club. A Londra ho lasciato un senso di appartenenza, come un biglietto aereo che lascio  aperto. Periodicamente il suo richiamo e tale quasi come un  bisogno di ricarica creativa".
 
L'anno che ci siamo appena  lasciati alle spalle, è stato contrassegnato dall'emergenza pandemica.Tra limitazioni e la possibilità di guardarsi dentro avendo forse  più tempo a disposizione, ha segnato anche Luka Mura: "L'anno 2020 l'ho accolto come un opportunità per potermi dare delle risposte a delle domande che mi ponevo da tempo. Negli anni passati ero  preso dalla frenesia  e non mi ero mai fermato. Per quanti anni ognuno di noi ha rimandato  quelle risposte".
 
Le opere di Luka Mura sono molto descrittive e talvolta pur avendo forme e tratti essenziali, risultano essere comunicative, e fortemente  emozionali. Chiediamo a questo punto all'artista stesso quale opera artistica potrebbe incarnare la sua personalità: "Se dovessi descrivermi in un opera d'arte l'autore sarebbe sicuramente Banksy , e l'opera il famoso ragazzo che sostituisce una molotov con un mazzo di fiori. Banksy e Basquiat sono sicuramente i miei punti di riferimento".
 
 
 
Con il fotografo olbiese Mignogna e la make up artist  Emiliana Sancamillo, Luka Mura ha trovato l'ispirazione per una nuova idea creativa: "L'ultimo progetto su cui sto lavorando e' l'idea di creare un trittico con tre espressioni diverse: un silenzio, uno sguardo mirato, e un urlo. Lo scenario è il  viso di una persona che ho incontrato nell'ultimo anno. La trasfigurazione si compie attraverso la visione del mio Mosaico. Quindi  non più icone famose, ma uno sguardo della mia quotidiana quotidianità". Non ci resta che attendere che il progetto con i due artisti olbiesi  si manifesti anche sulle piattaforme digitali, per lasciarci emozionare e coinvolgere da questa triade creativa.
 
L'anno in corso da molti viene già indicato come quello della rinascita, e del riscatto dopo i tragici eventi di quello passato. Anche Luka Mura ha le idee chiare in merito ai propositi per l'anno in corso: "Per me il 2021 sarà ricco di nuovi progetti e ambizioni, sempre Covid permettendo. Ci sarà spazio per organizzare mostre in giro per il mondo,e per  portare a termine  gli eventi già  in programma. Ho in essere un bel Progetto di Arredo Urbano a Mamoiada, intitolato "Manojada".
 
L'anno appena iniziato personalmente penso che possa essere una grossa opportunità per tutti. C'è stato e c'è  ancora in atto un disastro a livello sociale ed economico. Tutto sommato però quello che stiamo vivendo  non è  niente di diverso da altri eventi storici  e crisi economiche che l'umanità ha affrontato e superato in passato. L'unica cosa strana é che stavolta  non lo stiamo leggendo nei libri  di storia, ma siamo noi stessi  i protagonisti, oggi".
 
Ma la sensibilità dell'artista nelle ultime settimane si è lasciata coinvolgere  anche dalla problematica delle scorie nucleari che si vuol destinare al suolo sardo: "Il gruppo musicale Kenze Neke sono stati un vero gruppo combat rock tradizionale che ai tempi dei miei 20 anni seguivo con passione. Sono arrivato a conoscerli tutti personalmente, tanto che ultimamente è passato a trovarmi a studio Stefano Ferrando vocalist dei Kenze Neke. Beh, abbiamo pensato di coinvolgere Marco Cau e Homar Farina ,i vocalist degli Askra altro gruppo storico sardo, per  scendere in campo  contro le scorie nucleari in Sardegna. Quindi è stato rispolverato un loro grande successo dei  Kenze Neke risalente ai primi anni 2000: Nuclear Tango degli Askra. Oggi sentire la in versione acustica  nel mio laboratorio, mi ha dato i brividi. Siamo certi che questo progetto musicale-artistico che stiamo sviluppando possa dimostrare  ancora una volta  il dissenso  verso argomento che non dovrebbe neanche esistere, in una terra come la Sardegna. Tutti noi siamo certi che la nostra terra abbia già dato in quanto a contaminazioni. Come molti altri d'altronde".
 
A dirla alla maniera di Luka Mura siamo quindi noi tutti delle tele su cui si manifestano i colori delle nostre emozioni e delle nostre molteplici verità. Con i suoi mosaici mai scontati e di grande impatto emozionale,  abbiamo incontrato un artista eclettico a cui bastano pochi elementi per suscitare grandi emozioni. Proprio come la vita, che sa stupire con la sua semplicità.
 
Ecco il video Nuclear Tango degli Askra, per intravedere così il progetto finale   https://youtu.be/KEaJXwNxDvs
 
A breve ne sapremo di più.