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I Sardi di Roma si riuniscono nelle loro associazioni per non dimenticare l’Isola

Associazioni di Sardi a Roma

I Sardi di Roma si riuniscono nelle loro associazioni per non dimenticare l’Isola
I Sardi di Roma si riuniscono nelle loro associazioni per non dimenticare l’Isola
Federico Bardanzellu

Pubblicato il 13 marzo 2022 alle 16:00

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Roma. La presenza dei Sardi a Roma è ultrasecolare. Al tempo dello Stato Pontificio il Papa aveva concesso loro di riunirsi e di pregare in una Chiesa Nazionale, insieme ai Corsi. Questo perché, nel 1297, Papa Bonifacio VIII aveva istituito un unico Regno di Sardegna e Corsica. La Chiesa in questione era la Basilica di San Crisogono, nel rione Trastevere, a pochi passi dal porto fluviale. Va detto che, con il tempo, i Corsi di Roma hanno preso a sgomitare, relegando noi Sardi in posizione marginale nella gestione delle funzioni e delle festività della basilica. Ma questa è un’altra storia.

La città di Roma, però, ha la vocazione “ecumenica” di accogliere tutti e di assimilarli poco alla volta. Soprattutto a partire dalla sua annessione al Regno d’Italia (1870). All’epoca la nuova Capitale d’Italia contava solo 220.000 abitanti. Ora ne sono quindici volte tanto e, anche se non sembra, sono (siamo) per la stragrande maggioranza discendenti di immigrati. Per non dimenticare del tutto la cultura e le loro tradizioni, perciò, si sono formate a Roma un buon numero di associazioni regionali. Anche i Sardi di Roma hanno fondato le loro e, nel panorama delle tante comunità regionali romane, svolgono un ruolo significativo.

“Il Gremio”. È la più antica e forse più importante associazione tra i Sardi di Roma. Fu fondata il 29 marzo 1948 dallo scrittore futurista Pasquale Marica, di Sanluri, e altri 88 soci fondatori. Tra essi l’ex ministro delle finanze Stefano Siglienti di Sassari (Partito d’Azione). Socio onorario fu nominato il senatore Emilio Lussu. Quella del 1948, tuttavia, fu in realtà una “rifondazione”, come risulta dallo statuto. “Il Gremio”, infatti ritiene espressamente di discendere dall’”Associazione dei Sardi residenti in Roma” costituita nel 1911 ed operativa fino al 1915, di cui Pasquale Marica aveva fatto parte. Segretario con ampie funzioni di quell’associazione era il nonno di chi scrive, l’olbiese Battista Bardanzellu.

Il nome “Gremio”, pur derivando etimologicamente dallo spagnolo, indica le associazioni di arti e mestieri del Medio Evo sardo. Scopo sociale dell’associazione: la tutela, il potenziamento e la propagazione dei valori morali, spirituali e artistici della Sardegna. E, negli anni, bisogna dire che “Il Gremio” abbia egregiamente svolto la sua missione. Nel 1949 Pasquale Marica sostenne la produzione del primo film sardo del dopoguerra, girato in Gallura e su tema sardo: “Altura”, per la regia del cagliaritano Mario Sequi con la colonna sonora del musicista sardo Ennio Porrino.

Iniziative culturali. Nell’aprile del 1950 “Il Gremio” ha promosso una mostra d’arte sulla Sardegna, tenutasi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, con le opere di numerosi pittori e scultori sardi, tra i quali anche il grande Aligi Sassu. In contemporanea fu allestita una mostra dei bronzi nuragici e della civiltà paleosarda, alla presenza del sovrintendente Massimo Pallottino e dell’archeologo Giovanni Lilliu (il “padre” dell’archeologia sarda).

Dal 2014 l’associazione promuove la rassegna di cortometraggi “Visioni Sarde” alla Casa del Cinema di Villa Borghese, con l’intento di promuovere e valorizzare nel mondo il cinema sardo. Negli anni la manifestazione si è consolidata a livello internazionale e come una vetrina prestigiosa per i giovani talenti sardi a cui è offerta l’occasione di raggiungere il più vasto pubblico. Inoltre attualmente “Il Gremio” mette a disposizione dei soci una fornita biblioteca.

Tra i successori di Marica alla presidenza del Gremio, possiamo citare l’onorevole Mariotto Segni e suo padre, il Presidente della repubblica Antonio Segni (Presidente onorario). Oggi il presidente è Antonio Maria Masia di Ittiri. “Il Gremio” è iscritta alla FASI (Federazione delle Associazioni sarde in Italia) che raccoglie ben 350.000 corregionali. Svolge un’attività decisiva nell’ambito dell’UNAR (Unione delle associazioni regionali di Roma e del Lazio) che riunisce ben 31 associazioni. Il Presidente Masia, infatti, è anche Presidente dell’UNAR e la sede del “Gremio” è ubicata nella “Casa delle Associazioni regionali” UNAR, in Via Ulisse Aldrovandi (quartiere Parioli).

Il manifesto della rassegna cinematografica “Visioni Sarde”

“Acrase Maria Lai”. Un’altra importante Associazione regionale sarda, a Roma, è L’"Acrase Maria Lai – I sardi a Roma", con sede in Via Annone, al quartiere Salario. Fondata nel 1966 da Giovanni Ortu di Milis, è attualmente presieduta da Maria Nives Cabizzosu di Illorai. Anche l’Acrase ha per statuto lo scopo sociale di promuovere e organizzare eventi culturali quali convegni, presentazione di libri, proiezioni di film e documentari, spettacoli teatrali e musicali. In tal senso ha allestito in sede un laboratorio di lettura e di musica sarda. Dal 12 marzo al 9 aprile ha in programma il ciclo di tre incontri musicali “Sa musica de sa terra nostras”, in collaborazione con l’Accademia di Musica Sarda. Si terrano purtroppo ancora on-line, per l’emergenza Covid.

Con gli anni l’Acrase si è sempre più dedicata ai servizi di formazione e di supporto ai soci. Organizza, infatti, corsi per la preparazione di paste sarde tradizionali e vende prodotti tipici on-line. Ha in funzione, inoltre, un servizio di patronato e CAF ed uno di bigliettazione marittima per la Sardegna ai prezzi più bassi di quelli reperibili sul mercato.

Colosseo e nuraghe nel simbolo dell’Acrase

La “Grazia Deledda” di Ciampino. Nel 2004, nel comune di Ciampino, sede del secondo aeroporto di Roma, il geometra comunale Antonio Corrias di Bonarcado, insieme ad altri amici sardi, decise di creare l’Associazione Culturale “Grazia Deledda”. La mission dell’associazione è quella di riunire i sardi e gli amici dei sardi, per rinsaldare i vincoli di solidarietà fra corregionali e per tenere vivi i legami affettivi con la Sardegna. Cura lo scopo sociale concorrendo alla tutela, al potenziamento e alla propagazione dei valori sociali, morali, artistici, culturali ed economici dell’isola madre, anche attraverso incontri culturali ed eventi eno-gastronomici. Inoltre il l’associazione svolge attività di acquisto collettivo di beni, con rivendita dei medesimi ai soli soci, costituendosi a tal fine come “Gruppo di acquisto solidale”, ai sensi della normativa vigente.

Aderente anch’essa alla FASI (così come l’Acrase e il circolo Quattro Mori, di cui appresso), l’associazione di Ciampino è tra i promotori del progetto “Sarda Tellus”. Lo scopo è quello di far conoscere e valorizzare i prodotti e le eccellenze agro-alimentari sarde, facendo tesoro dell’esperienza maturata dai corregionali nella promozione dei prodotti sardi fuori dell’isola. Il progetto, approvato e inserito dall’Assessorato del Lavoro della Regione Sarda nel programma dell’emigrazione 2014-2015, ha suscitato l’interesse e l’adesione dei vari consorzi di tutela e dei produttori. L’attuale presidente dell’Acrase è il fotografo cagliaritano Pierluigi Frigau.

Manifesto dell’iniziativa “Feminas de oje”, a cura del F.A.S.I.

Il “Quattro Mori” di Ostia. Forse per essere fisicamente più vicini alla nostra isola, il “Circolo culturale Quattro Mori” si è insediato invece nel quartiere marino di Ostia Lido, in Via delle Baleari, 85. È un circolo molto esclusivo, quello dei “Quattro Mori”. Almeno lo era alcuni anni fa. Quando il sottoscritto chiese l’iscrizione, infatti, un suo esponente (di Mamoiada) volle prima sapere il nome della città d’origine. Alla risposta “Sono di Olbia”, replicò disgustato: «Nuoro, Orgosolo e Mamoiada. Il resto non è Sardegna!».

Da allora le cose – fortunatamente – sono cambiate, tanto che la Presidente attuale, Rosa Policarpo, è addirittura calabrese di Crotone. Il circolo “Quattro Mori” aderisce soprattutto alle iniziative della FASI e, data la sua presidenza femminile, non può non partecipare fattivamente ogni anno alla “Giornata Internazionale della donna-Feminas de oje” indetta dalla federazione. Attualmente si fa portavoce dell’iniziative “No a sa gherra”, per la fine del conflitto russo-ucraino. Ad entrambe le iniziative aderisce anche il “Grazia Deledda” di Ciampino.

Concludiamo questo excursus citando un soggetto che associazione non è ma che svolge egregiamente la “mission” di promozione (e vendita) dei prodotti tipici sardi nella Capitale: “Tentazioni sarde”. La società, dispone di due punti vendita, uno presso la fermata del Metro A-Cipro e l’altro all’interno del Mercato Irnerio, in Via Aurelia. Cura la vendita di prodotti sardi al dettaglio e all'ingrosso per ristoranti e negozi, sia direttamente che on-line. Il successo è notevole perché, come detto in un precedente articolo: «Ai romani piace mangiar sardo!».

Manifesto della festa dei Sardi “L’Isola che c’è. Sardegna incontra Roma”, promossa dall’associazione “Il Gremio".

 

Locandina di una lezione di cucina sarda organizzata dal Circolo Culturale Quattro Mori