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Esercitazioni dei Vigili del fuoco: diverse simulazioni di incidenti

La nota dei Vigili del fuoco

Esercitazioni dei Vigili del fuoco: diverse simulazioni di incidenti
Esercitazioni dei Vigili del fuoco: diverse simulazioni di incidenti
Olbia.it

Pubblicato il 27 novembre 2021 alle 11:28

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Oristano. Nel quadro delle attività di formazione finalizzate all’accrescimento professionale e al miglioramento del livello di operatività, nelle giornate del 23, 24, 25 e 26 novembre, si sono svolte presso il Comando VVF di Oristano diverse esercitazioni finalizzate all’attivazione della mobilitazione nazionale a seguito di gravi scenari emergenziali, sull’applicazione del sistema denominato “BOTTONE
ROSSO”.

Si legge nella nota dei Vigili del fuoco: "Le attività di addestramento perseguono diversi obiettivi tra i quali quelli di verificare e mantenere le capacità tecnico professionali del personale di sala operativa territoriale la modalità di attivazione
massiva per mobilitazione immediata e testare con continuità i tempi di attivazione e comunicazione del Centro Operativo Nazionale (C.O.N.) e di risposta delle sale operative provinciali e regionali in termini di numero di moduli attivati (uomini e mezzi) e tempistiche di risposta. Le varie fasi addestrative hanno coinvolto, per 11 ore al giorno, tutto il personale del Comando Provinciale VVF, gli istruttori professionali, i funzionari e il Comandante Ing. Roberto Bonfiglio".

"Una delle esercitazioni più impegnative, da un punto di vista sia organizzativo che simulativo e che ha visto impiegate numerose unità VF S.A. (Soccorritori Acquatici) provenienti anche dai restanti Comandi della Sardegna, nonché unità della Croce Rossa, ha previsto scenari di intervento nei quali l'acqua è l’elemento che costituisce pericolo. L’obiettivo dell’esercitazione – con la presenza di 25 unità, 3 moto d’acqua e 5 gommoni - è stato quello di mantenere alti gli standard operativi e formativi del personale VF finalizzati a una tempestiva e qualificata azione di salvataggio fin dai primi minuti dell'evento (i più importanti per la
salvaguardia della vita). La simulazione ha previsto che un’imbarcazione al largo della costa, in seguito a collisione, si inabissasse e l’equipaggio in mare venisse recuperato e stabilizzato dal personale S.A. (Soccorritori Acquatici) con P.W.C. (Personal Water Craft) e gommoni in dotazione".

"La figura del Soccorritore Acquatico, inserito nelle squadre di intervento ordinarie attraverso un percorso formativo specifico, si integra nel servizio di soccorso potenziandolo e qualificandolo ulteriormente. Altra simulazione ha previsto un incidente stradale che ha coinvolto un TIR ribaltato su un’autovettura, alimentata a benzina, con una persona all’interno incastrata ma cosciente.
Il posizionamento dei mezzi di soccorso VF è stato effettuato su indicazioni del R.O.S. (Responsabile Operativo dei Soccorsi) considerando l’effettivo scenario incidentale ipotizzato. Il posizionamento dei mezzi (2 Autopompe Serbatoio e Auto Gru), ha tenuto conto delle possibili evoluzioni negative dell’incidente come ad esempio incendi/esplosioni. Pertanto, per quanto attiene il posizionamento dei mezzi, sono stati considerati i principi generali riguardo la disposizione degli
stessi secondo quanto appresso specificato: L’ubicazione dei mezzi (APS e AG) ha costituito una protezione per gli operatori presenti sullo scenario ipotizzato. Le manovre effettuate dagli operatori VF di AG hanno consentito, attraverso l’utilizzo di fasce per sollevamento carichi, di stabilizzare il TIR al fine di prevedere ulteriori possibili ribaltamenti sulle strutture portanti dell’auto (longheroni, traversi, montanti del tetto, etc);"

"Contemporaneamente veniva messa in sicurezza l’auto attraverso un’adeguata risposta alla conoscenza tempestiva, da parte degli operatori VF adeguatamente formati attraverso lo studio delle schede di soccorso (SDS - Rescue sheet) e ai periodi di addestramento, dei rischi presenti in un’autovettura come ad esempio tipologia dei rinforzi della cellula abitativa, tipo di carburante, tipo di batterie (basso o alto voltaggio) cartucce per airbag, etc. Infatti, oggi la norma internazionale introduce di fatto l’obbligo per i produttori di auto di redigere la SDS (Scheda Di Sicurezza)  per ciascun modello introdotto sul mercato con lo scopo di agevolare il lavoro dei soccorritori. Questa norma definisce il contenuto e il layout della scheda di soccorso, che deve essere utilizzata dai vigili del fuoco in caso di intervento per determinare la migliore soluzione per la messa in sicurezza dello scenario, della autovettura e per liberare le vittime dall’abitacolo".

"La stabilizzazione di entrambi i mezzi incidentati (limitazioni delle oscillazioni) è una procedura operativa che si rende necessaria prima di procedere al soccorso. Infatti, per una corretta stabilizzazione sono state utilizzate attrezzature specifiche quali: cunei di legno/plastica di vari spessori e dimensioni; elementi a gradoni; puntelli metallici dotati di cinghia con gancio e cricchetto per metterla in trazione; cinghie a cricchetto per tensionare; Successivamente si è provveduto, mediante opportune tecniche e attrezzature da taglio, alla rimozione della portiera dell’auto lato guida al fine di creare un varco di accesso al veicolo. Nel caso in questione si è creato un varco di estricazione (attività di liberazione della vittima dall’automezzo incidentato e associata con l’aspetto sanitario)".

"La scelta del tipo di tecnica viene decisa dal R.O.S. (Responsabile delle Operazioni di Soccorso) che valuta il percorso di decarcerazione (attività che prevede l’utilizzo di tecniche efficaci di divaricazione e taglio della struttura di un veicolo) e quello di estricazione più rapido ed efficace, anche dal punto di vista sanitario (ossia meno lesivo nei confronti del ferito). Sul territorio nazionale l’organo preposto al soccorso sanitario è il 118 che spesso è presente sul luogo degli incidenti anche prima dell’arrivo dei Vigili del Fuoco. A volte però, la distribuzione sul territorio
nazionale può implicare che il vigile del fuoco debba applicare sul posto le attività di primo soccorso secondo le tecniche TPSS (Tecniche di Primo Soccorso Sanitario)", conclude la nota.