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Augusto Navone incontra i quartieri: buona la prima in zona Bandinu

Tante le proposte dei cittadini

Augusto Navone incontra i quartieri: buona la prima in zona Bandinu
Augusto Navone incontra i quartieri: buona la prima in zona Bandinu
Angela Galiberti

Pubblicato il 09 luglio 2021 alle 09:13

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Olbia. Buona la prima per Augusto Navone e Olbia Democratica: il primo candidato a sindaco per la Grande coalizione civica, la seconda lista civica che per la prima volta organizza un incontro pubblico. In queste settimane, la campagna elettorale sta prendendo il via grazie anche alla zona bianca e alla consapevolezza che la lunga estate calda degli olbiesi non potrà essere caratterizzata solo da aperitivi, mare e inaugurazioni. Serve un cammino di riflessione e confronto che traghetti la popolazione verso le elezioni, previste a fine estate tra settembre e ottobre. Il tempo che manca alla consultazione elettorale non è tantissimo e bisogna sfruttare ogni giorno.

Se l'amministrazione uscente gioca "in casa" con giostrine, opere da inaugurare a stretto giro e cantieri che spuntano come funghi dopo 5 anni di niente (o quasi), gli sfidanti vanno direttamente a casa degli olbiesi, nei loro quartieri, per illustrare il programma e soprattutto ascoltare prendendo rigorosamente appunti. Un tour iniziato sin dagli esordi della candidatura di Navone che, adesso, sale di livello. Ieri sera, in zona Bandinu, il candidato sindaco Navone si è confrontato con i residenti nello stesso luogo dove, un anno fa, il sindaco Nizzi aveva ripetutamente apostrofato a male parole i cittadini che protestavano contro il taglio degli alberi di via Imperia.

"Zona Bandinu non è solo via Imperia - ha detto in apertura la candidata Maddalena Corda -. Vorrei ripartire da questa piazza. Il nostro quartiere confina con il disastro di sa Corroncedda, è stato anche alluvionato: a sette anni dall'alluvione non abbiamo un'idea di quartiere".

E poi, ecco il turno di Navone che ha illustrato per la prima volta pubblicamente tre punti cardine del programma. "Il nostro motto è porte aperte - ha detto il candidato sindaco per la Grande coalizione civica -. Vogliamo la convinta partecipazione della cittadinanza. Siamo per la città del rispetto reciproco, dell'ascolto e della condivisione. Desideriamo pacificare alcune tensioni sociali che si sentono in città. Crediamo che tutti possano parlare e dialogare in modo libero: noi siamo qua per ascoltare proposte e critiche".

Il taglio dei punti programmatici illustrati da Navone è prettamente pratico e riguardano i problemi reali dei quartieri. In primis, il quartiere viene definito da Navone come il cuore pulsante dell'azione amministrativa: il primo step è il contratto di quartiere con il quale la coalizione si impegna a risolvere le criticità in base a un ordine di priorità nel breve, medio e lungo periodo. Essendo amministratore pubblico, Navone conosce molto bene le pastoie della pubblica amministrazione e sa che alcune cose si possono fare "subito" con fondi comunali (se presenti), altre solo "dopo" con altre linee di finanziamento. Il contratto con i quartieri serve a questo: a darsi delle priorità condivise con la popolazione. Non un libro dei "sogni" o dei "voli pindarici", ma qualcosa di fattibile e operativo. Secondo step il salvagente sociale: nei quartieri, che nell'idea di Navone e della coalizione hanno tutti la stessa dignità e importanza, devono essere equamente distribuiti strutture di interesse sociale come centri di aggregazione, impianti sportivi, strutture di prossimità. Questo insieme di servizi servirà a intercettare il disagio sociale (anche giovanile), dando delle "soluzioni" alternative. Infine, una stretta collaborazione con tutte le realtà associative che, facendo raccordo tra loro e con l'amministrazione, possano intervenire concretamente nelle situazioni di disagio sociale.

Dopo questa introduzione, spazio ai cittadini: uno alla volta, i presenti hanno dato spunti, descritto problemi o avanzato proposte. La lamentela più gettonata è stata quella relativa al degrado e a tutte le sue forme: un degrado che prende vita nei marciapiedi divelti, nelle barriere architettoniche presenti, ma soprattutto nell'abbandono costante e capillare dei rifiuti. Si è poi chiesto un miglioramento della viabilità per le scuole, ma anche la possibilità di avere piste ciclabili sicure per permettere agli studenti e alle studentesse di poter raggiungere i plessi scolastici in sicurezza. Piste ciclabili che oggi non ci sono più, in favore della "pista" di via Imperia.