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Allo Yacht Club di Porto Rotondo si naviga nella storia

Allo Yacht Club di Porto Rotondo si naviga nella storia
Allo Yacht Club di Porto Rotondo si naviga nella storia
Olbia.it

Pubblicato il 05 settembre 2016 alle 16:24

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Olbia, 6 settembre 2016 - Esperimento perfettamente riuscito. Sulla carta non sembrava facile cambiare destinazione d'usoal raffinatoambiente dello Yacht Club di Porto Rotondo per trasformarlo in un luogo di promozione della cultura. Sì, lo Yacht Club, proprio lui, quell’edificio bianchissimo, in legno, con un maestoso tetto a doppio spiovente e gli abbaini che richiamano i mari del nord, e quei finestroni contornati di celeste che inducono a sognare chi non è mai entrato nel fabbricato che domina e controlla la stretta imboccatura di uno dei porti più belli ed esclusivi del Mediterraneo, restandone nel contempo uno dei simboli indelebili nella memoria dei fortunati che possono permettersi di soggiornaresui lussuosi yacht ormeggiati.

[caption id="attachment_66261" align="aligncenter" width="2048"]14188381_990938294337371_4858704619409843443_o Foto Nanni Ono[/caption]

Non sembrava facile, ma Roberto Azzi è stato il primo che ha credutoin un'inedita serata culturale dentro la prestigiosa sede dello Yacht Club di cui è presidente, e ha vinto la sua sfida. Dopo avere coinvolto a collaborare all’iniziativa un po' tutti, il Consorzio Porto Rotondo, la Fondazione Porto Rotondo, la Marina di Porto Rotondo, Olbia Turismo, ed avere ottenuto il patrocinio del Comune di Olbia, ha fatt14248043_10207329521218661_141513175_oo allestirela sala interna nel migliore dei modie con le più modernetecnologie. La risposta è venuta prima ancora che i due archeologi chiamati a raccontare l’avvincente passato di un territorio potessero iniziare la loro esposizione. La sala, per l'occasione aperta a tutti, era infatti gremitissima di pubblico,per il titolo semplice, ma denso di aspettativadato alla serata culturale: "Portorotondo nell'antichità - testimonianze archeologiche del territorio". Due i relatori, di spicco ed archeologi veri: la dott.ssa Letizia Fraschini, che ha trattato la parte dalla preistoria fino alla fine dell’antichità, e l’archeologo medievista prof. Marco Agostino Amucano, per le fasi medioevale e moderna, fino alle soglie dell’Ottocento.

L'oraconvenuta è stata quella delle19.30 di sabato 3 settembre. Eterogeneo il pubblico: ai portorotondini doc, con in testa il conte Luigi Donà delle Rose, si sono aggiunti molti turisti e residenti locali provenienti da Olbia e non solo, fra cui Ofelia Canu, assessore alla cultura del comune di Golfo Aranci e la dott.ssa Nicoletta Frapiccini, direttrice del Museo Archeologico di Ancona.

[caption id="attachment_66260" align="alignright" width="330"]14138662_990938434337357_4729018028807903212_o L'Assessore alla Cultura Sabrina Serra e Roberto Azzi, presidente dello YCPR (foto Nanni Ono)[/caption]

Dopo i saluti di benvenuto portati dal Presidente e dall’Assessore alla Cultura di Olbia, Sabrina Serra, ha preso la parola la giovane archeologa Letizia Fraschini, che avvalendosi di intriganti immagini ha esposto con sicurezza e chiarezza le vicende archeologiche e dell'antichitàdel territorio circostante a Porto Rotondo. Dalle sepolture in tafone del Neolitico di Monte Maiore e dai ritrovamenti della Cultura Ozieri nelle grotte naturali di Campo Maiore fino alle ancore neolitiche ripescate nel Golfo di Cugnana, i presenti hanno avuto modo di realizzare come il territorio interessato riveli importantissime attestazioni fin dalla preistoria. Ben rappresentate anche l’età cartaginese con l’unicum della torre costiera di Punta Nuraghe, oggetto di recenti scavi, e quella romano-imperiale con le cave di granito di Porto Rotondo.

[caption id="attachment_66262" align="alignleft" width="441"]14231168_990938297670704_6681507167924529557_o Foto Nanni Ono[/caption]

Nella sua relazione Marco Agostino Amucano hacoinvolto i presenti anticipando i risultati inediti delle suericerche in corso da diverso tempo sul territorio circostante, diviso fra i comuni di Olbia e Golfo Aranci. Lo studioso ha cercato di dare le sue risposte alle domande sull’ubicazione del centro medievale di Villa Maior, una vexata quaestio che ancora deve trovare definitiva soluzione. Nel fare ciò si è penetrati nell’affascinante mondo dei toponimi di origine medievale riccamente presenti nel territorio e in quello delle antiche carte sette-ottocentesche, come nelle argomentazioni appassionanti usate per identificare l’area delle saline di proprietà esclusiva del Re d’Aragona nel XIV secolo, la Salina maior, pertinente, appunto, a Villa Maior. Da ultimo una sorpresa: la notizia del ritrovamento, fatto dallo stesso Amucano, del villaggio di Conia, dato per scomparso, ma invece ben documentabile con le sue capanne abbandonate, mostrate in eccezionale anteprima (presto su Olbia.it/Olbiachefu la notizia completa della scoperta).

[caption id="attachment_66263" align="alignnone" width="728"]IO_aZZI_fRASCHINI I relatori M. Agostino Amucano e Letizia Fraschini insieme al presidente dell YCPR, Roberto Azzi (foto Nanni Ono)[/caption]

Applausi scroscianti per le brillanti relazioni e tante, tante domande alla fine e fino a tarda sera da parte di un pubblico entusiasta ed interessatissimo che sembrava non volere più lasciare la sala inferiore della prestigiosa sede. Sì, Roberto Azzi ha vinto la sua scommessa e lo Yachting Club si propone ora anche nel suo nuovo, aggiunto ruolo per la conoscenza e la promozione culturale del territorio. Un luogo d’eliteche quando però fa cultura ad alto livellosi apre a tutti. Il successo è garantito.