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Licei Olbia, appello agli studenti affinché rientrino a scuola in presenza

Il Comitato per la Didattica in presenza scrive agli studenti

 Licei Olbia, appello agli studenti affinché rientrino a scuola in presenza
 Licei Olbia, appello agli studenti affinché rientrino a scuola in presenza
Patrizia Anziani

Pubblicato il 25 aprile 2021 alle 17:00

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Olbia.  In queste ore a Olbia continua a girare la petizione organizzata da diversi studenti del Liceo Gramsci che, alla luce dei numerosi casi Covid-19 in città, chiedono di procastrinare il rientro in presenza nelle scuole, rientro previsto per domani, lunedì 26 aprile, per effetto del nuovo Decreto Legge n.52 del 22/04.

La petizione, sostenuta anche da un certo numero di genitori e docenti, sta suscitando un certo clamore e ha già superato oltre 1500 adesioni.  A tal proposito un gruppo di genitori e professori del Comitato per la Didattica in presenza ha deciso di precisare quanto segue facendo un appello affinché i ragazzi considerino la preziosa opportunità della didattica in presenza, necessaria non solo a creare quei legami vitali tra compagni di classe, di scuola, contatto diretto con i professori, ma anche a mantenere vivo il desiderio di studiare anche appropriandosi di piccolo frammenti di vita normale. Ecco la lunga lettera che qui pubblichiamo integralmente:

"In nome di una folta schiera di altrettanti genitori e studenti, ci teniamo a sottolineare che tale iniziativa, per quanto clamorosa nel suo [voler] apparire plebiscitaria, in realtà non lo sia affatto". Comincia così il Comitato a favore della Didattica in presenza che spiega le motivazioni del caloroso appello: 

"Assieme anche a diversi insegnanti, avvocati e psicologi, riteniamo sia giunto il momento di farsi e darsi coraggio, per chi abbia ancora sentore di cosa esso sia, almeno tra gli adulti, e rompere gli indugi nel recepire e riconoscere la direzione chiara ed univoca, per quanto tardiva, impressa alla didattica dall’ultimo DL, volta ad una graduale riappropriazione di piccoli ma essenziali frammenti di normalità scolastica per i nostri ragazzi, tanti dei quali, pur con mille paure, in modo schietto, fremono per un rientro in presenza, ma anche per gli altri che, seppur riluttanti, sanno in cuor loro che riprendere le frequentazioni concrete  con compagni e insegnanti, in carne ed ossa,  può rappresentare l'unico ed ultimo legame vitale, capace di scongiurare un sofferto quanto ineluttabile abbandono scolastico".  Continua così il Comitato per la Didattica in presenza che coglie l'occasione di fare un ulteriore invito ai tutti coloro che temono ad un rientro in classe per motivi di sicurezza sanitaria:

"Siamo consapevoli delle carenze strutturali e logistiche che accompagnano queste riaperture, di tutto ciò che si sarebbe dovuto e potuto concretamente attuare affinché i livelli di sicurezza, anche sul versante dei trasporti, potessero risultare di maggiore efficacia nel prevenire i contagi. Non ci nascondiamo nemmeno il fatto che tanti tra noi abbiano ormai il terrore di sprofondare nel girone infernale delle quarantene fiduciarie (quasi più di contrarre il covid) e questo a ridosso di una stagione turistica che si prospetta tanto incerta quanto di vitale importanza, dopo mesi di chiusure. Al netto anche delle considerazioni epidemiologiche, citate nella stessa petizione, riteniamo non sia però più possibile restare sordi al grido di allarme che arriva dal mondo dei giovani e della scuola, almeno di quel versante più discreto ed apparentemente in penombra".

Nel lungo comunicato il Comitato dei genitori favorevoli alla Didattica in presenza riporta in corsivo anche una serie di dati-studio riguardo alle difficoltà legate alla didattica a distanza:  "Diversi autorevoli studi portano infatti alla luce tutte le difficoltà legate alla didattica a distanza. ll 65% dei giovani è convinto di pagare in prima persona per l’incapacità degli adulti nel gestire la pandemia. Da un’indagine Ipsos il 28% degli intervistati sostiene che almeno un compagno di classe avrebbe smesso di frequentare le lezioni. Tra questi stessi studenti, un quarto ritiene che siano addirittura più di 3 quelli che non vi partecipano più: 34 mila sono a rischio.

I ragazzi DEVONO dunque poter tornare a scuola, costi quel che costi.

Un anno può rappresentare, per un adulto, una semplice mostrina da applicare all'anagrafe, ma per un ragazzo in piena potatura neurale anche un mese sacrificato tra le mura di una cameretta rischia di provocare danni irreversibili al suo sviluppo. Quanti allarmi ancora devono essere lanciati? L'ultimo della procuratrice minorile, Anna Cau, non può lasciarci ancora incerti sul da farsi. Una dispersione scolastica altissima in Sardegna! La procura minorile riferisce di 300 abbandoni in un solo mese: storie drammatiche di sofferenza e disagio! Non abbiamo dimenticato nemmeno l'appello accorato di Lorenzo Braina: “Ragazzi e ragazze adolescenti che si tagliano e si fanno del male, che si chiudono in casa con fobie sociali, con attacchi di panico e ansie, con disturbi del comportamento alimentare, aggressivi e violenti contro i genitori e gli insegnanti, spaventati e furiosi (nel suo studio negli ultimi sei mesi le situazioni di questo tipo sono aumentate del 200%).

“Occorre che tutti ci fermiamo a chiederci che cura stiamo dando, come comunità e ognuno nel suo pezzo, a questi bambini e ragazzi”.

Ecco, come genitori ed insegnanti dovremmo chiedere scusa ai nostri figli. Dovremmo sacrificare tutto per loro, non sacrificarli sull’altare delle nostre debolezze e paure, della nostra inettitudine o di quella dei nostri amministratori pubblici. Avremmo avuto qualche attenuante un anno fa, ma adesso non più.

Ai nostri giovani vogliamo dire di rientrare con gioia e fiducia a scuola. Siamo qui per sostenervi e non per lasciarvi pietrificati dalle angosce che vi abbiamo riversato addosso. Anziché rifiutare la scuola in presenza, cogliete l'occasione di dimostrare a noi adulti che non siete quei temuti untori, come da tempo vi hanno etichettato. Dateci una dimostrazione del vostro coraggio, a noi, generazione di pavidi, dimostrateci che con la vostra responsabilità e l’aiuto degli insegnanti saprete sostenere una serena didattica in presenza". Il Comitato per la Didattica in presenza riprende incitando i giovani a non fermarsi di fronte alle difficoltà del momento:

"Malgrado gli ostacoli nel gestire i bambini più piccoli, sia le scuole dell’infanzia che le primarie non si sono mai fermate. Ancor più voi, ora che avete la possibilità di ripartire. Potete farcela! Possiamo farcela! La bella stagione permette di areare con più frequenza le aule, ma anche i mezzi di trasporto. Il corpo docente ha già - quasi in maggioranza - ricevuto la prima dose del vaccino, tanti anche la seconda. Siate ottimisti e pretendete che i vostri docenti siano con voi. Agli amministratori invece anticipiamo di esser pronti nel diffidarli da qualsiasi chiusura che non sia giustificata da serie motivazioni epidemiologiche parametrate ai valori di allerta stabiliti dal CTS". 

 Il comunicato del Comitato per la Didattica in Presenza conclude con un augurio che suona anche come un forte incitamento a tutti gli studenti affinché portino a termine l'anno scolastico nel migliore dei modi: "Vigiliamo affinché sia fatto l’impossibile per assicurare la continuità delle lezioni in presenza. Buon rientro a scuola a tutti voi!".