Thursday, 09 July 2026
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Pubblicato il 09 July 2026 alle 18:01
Olbia. Si è concluso con il salvataggio dei tre occupanti ma anche con l'affondamento dell'imbarcazione l'incendio che nel pomeriggio di ieri ha interessato uno yacht nelle acque antistanti l'isola di Tavolara. A fare il punto sull'accaduto è la Guardia Costiera di Olbia, che ha coordinato le operazioni di soccorso e di tutela ambientale. L'allarme è scattato intorno alle 14.40, quando la Sala Operativa della Capitaneria ha ricevuto la segnalazione dell'incendio a bordo di un'unità da diporto di circa 16 metri. Secondo i primi accertamenti, le fiamme si sarebbero sviluppate nella sala macchine, propagandosi rapidamente fino a coinvolgere l'intera imbarcazione. A bordo si trovavano tre persone, tra cui un minore di 11 anni. I naufraghi sono stati dapprima recuperati da un'imbarcazione privata in transito e successivamente presi in carico dai mezzi della Guardia Costiera: la motovedetta CP 894, il battello GC B41 e il mezzo GCA Alfa 11. Trasferiti alla banchina della Capitaneria di porto di Olbia, sono stati affidati ai sanitari del 118 che, al termine degli accertamenti, hanno escluso la necessità di ricovero. Tutti risultano in buone condizioni di salute. Alle operazioni di spegnimento ha preso parte anche il rimorchiatore Mascalzone Scatenato, ma non è stato possibile evitare che lo yacht affondasse, adagiandosi su un fondale di circa 20 metri.
L'affondamento è avvenuto all'interno dell'Area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallo, circostanza che ha reso necessario l'immediato avvio delle procedure di tutela dell'ambiente marino. Oltre alla Guardia Costiera, sono intervenuti anche i tecnici dell'Ente gestore dell'Area Marina Protetta per monitorare l'ecosistema, mentre la nave antinquinamento San Giusto della società Castalia, convenzionata con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha posizionato panne galleggianti di contenimento per prevenire la dispersione di eventuali sostanze inquinanti. Nelle prossime ore sarà la ditta incaricata dall'armatore a occuparsi delle operazioni di bonifica e, successivamente, del recupero del relitto. Nel frattempo la Guardia Costiera continuerà a seguire l'evoluzione della situazione, anche attraverso il monitoraggio satellitare, per garantire la sicurezza della navigazione e la salvaguardia dell'ambiente marino.
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