Friday, 16 January 2026
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Pubblicato il 16 January 2026 alle 07:00
Olbia. Un po' come per il piano di mitigazione del rischio idrogeologico, la grande "chimera" annunciata più volte e ancora non realizzata, a cadenza regolare gli olbiesi (e non solo) si chiedono: che fine ha fatto l'università in centro? Al momento, infatti, tutto tace. A essere precisi, tutto sembra tacere: gli studenti universitari ci sono, i nuovi corsi di laurea sono stati attivati, ma di università in centro neanche l'ombra - eccezion fatta per l'aula magna e gli uffici amministrativi situati nell'Expò di via Porto Romano. Non è vero che è tutto fermo, ma sicuramente le tempistiche non sono particolarmente veloci e la comunicazione scarseggia, ma ora, in questo articolo, cerchiamo di mettere qualche punto fermo.
Partiamo dal ricapitolare qual è l'idea o, per meglio dire, in cosa consiste fisicamente l'università in centro: se l'idea è quella di portare gli studenti nel cuore della città (per trasformarla in una vera città universitaria, con tutto quello che questo comporta), la prima cosa da avere è la struttura fisica in cui ospitare questa popolazione studentesca e i servizi pensati per essa. A oggi, gli edifici nella disponibilità del Comune (sia come proprietario che come soggetto attuatore) ci sono: uno è l'ex sede della Standa, uno è l'Expò di via Porto Romano, il terzo è un edificio che confina direttamente con l'Expò sempre in via Porto Romano (recentemente acquisito, tra l'altro), il quarto è l'ex caserma della Finanza, il quinto è lo stabile ex sede di Poste e Telegrafi.
In questo momento vi è in itinere l'appalto per la sede di Corso Umberto 156, cioè l'ex Standa. L'edificio è stato acquistato nel 2016 dall'Aspo durante un'asta per un milione e 100 mila euro: all'epoca, il Comune guidato da Nizzi cancellò l'accordo siglato dall'ex sindaco Gianni Giovannelli per l'acquisizione dell'ex Caserma della Guardia di Fiananza (poi rientrata dalla "finestra" con un accordo tra Demanio e Università di Cagliari). Facile fare i conti: sono passati quasi dieci anni tra l'acquisizione del palazzo di Corso Umberto e l'avvio della procedura che porterà concretamente gli studenti in centro.
Diciamo "quasi 10 anni" perché l'appalto per la ristrutturazione e l'ampliamento dell'ex palazzo Giordo, comprensivo di progettazione esecutica per un valore complessivo di 4,3 milioni di euro, è partito nel 2023: le domande di partecipazione dovevano pervenire entro il 12 aprile. L'aggiudicazione è divenuta efficace a novembre 2023, mentre il contratto è stato stipulato il 26 giugno 2024. A vincere la gara è stata una RTI completamente sarda composta dalle seguenti aziende: A&T, Putzu Compagnia Generale Appalti, MB Engineering, GT Ingegneria. L'ultimo step è del 19 dicembre 2025, quindi meno di un mese fa: la pubblicazione della determina di approvazione del progetto esecutivo con contestuale variante.
Dunque: l'appalto c'è, esiste, sicuramente non corre veloce come una Formula 1, ma questa non è una novità. Per vedere completata l'opera bisognerà aspettare un po': per farci un'idea su come sarà vi mostriamo il progetto definitivo firmato dallo studio A1 Engineering.
L'idea progettuale è quella di ristrutturare l'intero edificio per renderlo funzionale alle esigenze della popolazione studentesca: è previsto anche un ampliamento. Al piano terra, il progetto definitivo prevede il mantenimento dell'ingresso principale su Corso Umberto con pedana per disabili. Lato stazione ferroviaria, invece, si prevede una grande apertura vetrata (il portale carrabile sarà diviso in due aperture, una di queste sarà l'uscita di sicurezza). L'ingresso si affaccerà su un grande atrio con bancone front-office che sarà affiancato dal locale "Accoglienza e tutoraggio" e dal Back office. Una parete separerà l'atrio dalla sala comune dove si troveranno sedie, panche con prese di ricarica e usb. Non mancano la caffetteria e lo student hub. Presente anche la bibliotexa con area studio. Gli olbiesi più grandi si ricorderanno le scale mobili: verranno eliminate e verrà eliminato anche il corpo ascensore centrale.
Al primo piano, il progetto prevede "la ridistribuzione della maggior parte degli spazi interni per ospitare i locali di una sede universitaria di piccole dimensioni; verranno demolite tutte le tramezzature riguardanti i locali tecnici e deposito sul lato est, il corpo ascensore e scala mobile in prosecuzione dal piano terra e la porzione di parete sud affacciata su Corso Umberto I, per la realizzazione di una grande bucatura vetrata (locale aula L24). I nuovi locali corrispondono a quattro nuove aule per lezioni frontali, cablate per l’utilizzo di strumentazioni informatiche di cui tre saranno adibite per le classi di Laurea Triennale e una per la classe di Laurea Internazionale".
Al secondo piano, il progetto definitivo prevede la redistribuzione degli spazi interni per ospitare le attività della sede università come per esempio le classe a capienza ridotta per i corsi di Laurea magistrale e gli insegnamenti liberi. Sono previsti anche spazi esterni con aree ricreative e aree studio all'aperto. Da quel che si legge nella relazione illustrativa, sarà un edificio luminoso dotato di ampie vetrature, ma sarà anche dotato di pannelli fonoassorbenti.
La ristrutturazione non riguarda solo l'interno del palazzo, ma anche l'esterno: "Il progetto prevede la rimozione dell'attuale rivestimento in lamiera al piano terra, la sostituzione dell’infisso d’ingresso e la nuova pavimentazione di accesso con rampa disabili e la bucatura della tamponatura della parete in corrispondenza delle aule “L24” “L44” per la realizzazione di due grandi vetrate 3x9 m. La facciata prospiciente Corso Umberto I, verrà rivestita da pannelli in cemento composito forata rifinita esternamente ed internamente sorretti da una sottostruttura in profilati metallici con fissaggio a rivetti di alluminio".
Questo è quanto previsto, in breve, dal progetto definitivo. Non resta che attendere che i lavori prendano corpo e velocità. Questo è solo uno dei cantieri da portare a compimento: anche tutti gli altri edifici necessitano di piccoli e grandi cambiamenti. Difficilmente - ma preferiremmo essere smentiti - vedremo l'università in centro (con tutte le sue sedi disseminate qua e là nel centeo storico) entro il 2026.
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