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Cronaca Gallura

Un Primo Maggio per Giovannelli: “Liberiamo Olbia”

Villaggio di Natale Golfo Aranci 2019

Non è stato il solito concertone del Primo Maggio. Non solo musica, lavoro, solidarietà e sensibilizzazione. È stata la festa di chi vuol cambiare la città con Gianni Giovannelli sindaco. La piazza era piena, soprattutto di giovani, forse il pubblico più adeguato alle band susseguitesi sul palco di Piazza Crispi. Nessun comizio di partito o di candidati consiglieri. L’unico quello di Gianni Giovannelli, pochi minuti per ribadire il suo programma per la città: «A Olbia c’è un vento di cambiamento che porterà onestà, correttezza e pulizia. Noi diciamo no a chi si vuole arricchire con la politica – dopo gli applausi aggiunge – Noi vogliamo una città libera, democratica e con la schiena dritta. In città chiedono il voto in cambio di posti di lavoro, buste della spesa e denaro. Noi diciamo no a questi ricatti». Infine il richiamo, ripetuto in diverse occasioni, al santino di un candidato del Pdl che recita “Vae Victis”, guai ai vinti. «Questa è una logica che non ci appartiene. Noi siamo la forza pulita e amministreremo per tutti, anche per i vinti».

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Quello di Giovannelli è stato solo un break. Sono dodici le band che si sono esibite sul palco, presentate tutte da Gabriele Dettori: Carioca Trio, Fra & Cris, Temporada, Tinto Brass Marching Band, Wise Kebab, Chicken Girls, Scascio & dj Slait, S-Band-Ende + Vladimir Nunez, Calma Apparente, Anestetica, Hang Over, Timeless e Dealma.

Non sono mancati riferimenti nemmeno a quelli che sono i temi reali della Festa del Primo Maggio: lavoro, solidarietà, cultura e sensibilizzazione. Una lettera di un mitilicoltore socialista e antifascista viene letta in difesa del Golfo di Olbia: «Il nostro mare non sarà sepolto, la mitilicoltura non dovrà sparire». Un ragazzo senegalese, invece, vuole il suo futuro a Olbia: «Questa è la mia città, qui sto studiando e qui voglio laurearmi nel settore del turismo. Il nostro voto sarà la spada che guarirà Olbia». Poi è la volta di un artigiano: «Olbia è il nostro bene maggiore, non deve essere distrutta e lottizzata». Romina Fiore, insegnante, parla di giovani e d’istruzione: «I messaggi trasmessi dalla classe politica lasciano intendere che la corruzione sia la giusta via, mentre l’onestà solamente l’arma dei deboli». L’ambiente è un tema caro a Graziano Asara: «Tuteliamo il nostro ambiente tramite interventi di politica ambientale. Diciamo no al nucleare e no alla privatizzazione dell’acqua». Infine Enrico Cadoni, studente delle superiori, non può che parlare di giovani: «Mancano spazi adeguati per noi. A Olbia c’è molta dispersione scolastica. Vogliamo una consulta giovanile e la creazione di circoli culturali».

 

PRIMA DEL CONCERTO – Non è stata una convention, ma solo un incontro tra candidati. Alle 15.30, gli esponenti e i candidati consiglieri della Coalizione Civica si sono radunati presso il Cinema Olbia. Non per vedere un flim, ma per ribadire coesione e decisione. Sul palco si sono susseguiti i leader di partito o di lista.

Matteo Sanna (Polo per l’Italia): «Noi siamo qui perché vogliamo una città con le regole». Il fedelissimo Vanni Sanna (Lista Civica) racconta la sua esperienza al fianco di Giovannelli: «La città è stata paralizzata dai 21 consiglieri e dai 9 assessori fedeli a Nizzi. Le strade sono rovinate per colpa del bando dato a Fiamma 2000, anche questa è una colpa di Settimo». Giommaria Uggias (Idv) si discolpa dalle accuse: «Non ho mai fatto quei viaggi a spese della Regione, c’è un giornale che non racconta la verità – poi attacca – La torta dei festeggiamenti andrà di traverso a Nizzi perché saremo noi a vincere. Olbia merita un sindaco onesto e non il dittatorello di turno. Nizzi ha potuto lavorare perché nel ’97 si è ritrovato un comune risanato dal centrosinistra». È breve Claudia Mangina (Pari Opportunità): «Diamo voce al popolo con Gianni Giovannelli». Antonio Satta (Upc): «La nostra attenzione sarà rivolta anche alle frazioni». La sinistra con Natale Tedde (Sel) è fiduciosa: «Siamo in vantaggio ma dobbiamo continuare a lavorare». L’onorevole Giulio Calvisi (Pd) denuncia le promesse fatte dal centrodestra: «I loro sono spot elettorali. Hanno fatto promesse che non rispetteranno. Sanciu e Cappellacci hanno firmato l’ennesimo protocollo d’intesa per il ponte sul Padrongianus. Sanno fare solo protocolli, ma il ponte è così dal 2007». È sanguigno il senatore Gian Piero Scanu (Pd): «Questo non è un confronto politico, è uno scontro. Noi siamo con Giovannelli perché è un uomo onesto e perché è l’unico in grado di cacciare il tiranno». Infine è il candidato sindaco Gianni Giovannelli a chiudere l’incontro: «Dobbiamo reagire all’arroganza. In comune c’è il commissario Mariano Mariani che sforna provvedimenti uno dopo l’altro. Forse vuole coprire situazioni che dovrebbero invece saltar fuori». Poi il suo appello: «Combattiamo per un risultato storico a favore della libertà».

 

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