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Cronaca

Tempio, acqua contesa: "la diga di Lu Salpenti è di Calangianus"

Tempio, acqua contesa:
Tempio, acqua contesa:
Camilla Pisani

Pubblicato il 17 maggio 2016 alle 10:53

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Olbia, 17 maggio 2016 - L'accusa mossa dall'ex tecnico comunale Giovanni Ricciu è quella secondo la quale Tempio si sarebbe impossessata di un'opera non sua. Sembra infatti che qualcuno abbia scoperto inagro di Tempio, località Lu Salpenti sul Limbara, un antico manufatto che imbriglia le acque del rio Li Trai, datato anni '30; ma Ricciu, forte del suo passato da tecnico e cacciatore, quelle zone le conosce bene e, penna alla mano, ha voluto redigere un documento dettagliato in cui spiega che l'opera scoperta sarebbe statarealizzata, in realtà, nella prima metà degli anni 50, dal consorzio acquedottistico dei comuni di Calangianus e Luras, su progetto del geometra Giuliano Giagheddu,che comprende, oltre allo sbarramento del rio con una paratia muraria, le opere di presa, con canalette in cemento, pozzette per idonea condotta doveconvogliare, a caduta naturale, l’acqua alla camera di riunione generale costruita a valle.

Dunque, commenta Ricciu: "Mi preoccupo nell’apprendere che gli amministratori tempiesi vogliono impossessarsi dell’opera acquedottistica non tenendo conto della realtà giuridica che vige sul manufatto - e continua -l’originaria camera di riunione del vecchio acquedotto consortile era posta molto più a monte di quella testè descritta nel sito Li dui licci e riceveva le 4 sorgenti dell’impianto originario datato 1926, data storica per il primo acquedotto calangianese. Nella più recente camera di riunione, fine anni Sessanta, furono convogliate ulteriori 12 sorgenti, alcune ricadenti nel bacino Li Trai, inserite nella tubazione in uscita dalla dighetta in oggetto. Il consorzio, per sfruttare le sorgenti e il prelievo delle acque fluviali del rio Li Trai ebbe la prescritta concessione trentennale dal Genio civile per cui paga i dovuti tributi .

Non credoche gli amministratori di Tempio, distintisi per la buona amministrazione per quanto riguarda la risoluzione dei problemi dell’approvvigionamento idrico, vogliano sovvertire uno stato di diritto per instaurare le leggi medievali dei feudi dove il comune più popoloso prevaleva sui comuni più piccoli".

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