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Cronaca

Sardegna rubata e depredata: la pagina che racconta il saccheggio dei turisti

Sardegna rubata e depredata: la pagina che racconta il saccheggio dei turisti
Sardegna rubata e depredata: la pagina che racconta il saccheggio dei turisti
Angela Galiberti

Pubblicato il 17 luglio 2015 alle 10:53

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Olbia, 17 Luglio 2015 - Valigie a raggi x piene zeppe di conchiglie, bottiglie piene di sabbia, sacchetti per la spesa contenenti sassi di ogni colore. E poi gli occhi di Santa Lucia, i sassolini vitrei e levigati di Is Aruttas, le sabbie bianche e fini delle spiagge.

A mostrare come i turisti depredano la Sardegna è una pagina che ha è un titolo inequivocabile: Sardegna Rubata e Depredata. Un lungo elenco di illeciti rigorosamente documentati fotograficamente con tanto di migliaia di condivisioni e commenti.

Il mantra della pagina è l'articolo 1162 del Codice della Navigazione:

Estrazione abusiva di arena o altri materiali
Chiunque estrae arena, alghe, ghiaia o altri materiali nell' ambito del demanio marittimo o del mare territoriale ovvero delle zone portuali della navigazione interna, senza la concessione prescritta nell' articolo 51, è punito con l' arresto fino a due mesi ovvero con l' ammenda fino a lire duecentomila.

Poche righe dal significato inequivocabile che vengono ripetute ogni qual volta un utente mostra dubbi oppure insulta chi, con pazienza e senso del dovere, recupera la refurtiva e la riporta nei luoghi di origine.

Dietro alla pagina, infatti, vi è un gruppo di dipendenti anonimi che lavorano nello scalo aeroportuale di Cagliari Elmas. Loro non possono multare chi cerca di portare in continente conchiglie, sabbia e sassi, ma possono confiscare ogni oggetto che può rappresentare un pericolo. Come testimoniano i post della pagina, anche all'Aeroporto Costa Smeralda di Olbia succede la medesima cosa: una volta che vengono trovati oggetti rubati al demanio marittimo scatta la confisca.

Il primo obiettivo di questi ragazzi è quello di riportare nei luoghi d'origine tutto il materiale trafugato. La restituzione al mare di conchiglie, sabbia, sassolini e sassi viene rigorosamente documentata. Il secondo obiettivo è di tipo educativo: rendere pubblico il continuo saccheggio dei turisti è utile per rafforzare da una parte l'identità sarda, dall'altra il rispetto delle regole.

Trafugare sassi, conchiglie e sabbia rappresenta, infatti, un danno ambientale rilevante. Tutti conoscono la splendida spiaggia rosa dell'Isola di Budelli, nell'Arcipelago di La Maddalena. Per anni turisti e autoctoni hanno saccheggiato la spiaggia, portandola quasi alla scomparsa. Adesso la spiaggia rosa è praticamente off limit. Togliere sassi e conchiglie significa cancellare la spiaggia del futuro. Le spiagge sarde sono sottoposte, ogni estate, a un fortissimo carico antropico. In alcune spiagge, come Porto Taverna nel Comune di Loiri Porto San Paolo, sono talmente piene di bagnanti che non c'è spazio per camminare. E sono tante le azioni non corrette compiute da chi usufruisce delle spiagge. Ripetete queste azioni per migliaia e migliaia di volte ed ecco che l'ecosistema viene danneggiato. L'erosione delle spiagge sarde è una triste realtà e l'unico modo per contrastarla è rispettare l'ecosistema marino nel suo complesso.

Il messaggio della pagina "Sardegna Rubata e Depredata" è chiaro: rispettare l'ambiente sardo significa preservare la nostra casa e il nostro futuro.

Per quanto riguarda le multe, è il Corpo Forestale - insieme alla Guardia Costiera - a vigiliare sul patrimonio ambientale sardo. L'azione dei ragazzi di Sardegna Rubata e Depredata è lodevole, ma è utile segnalare gli abusi alle forze dell'ordine competenti.

Fotografie di Sardegna Rubata e Depredata

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