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Sardegna, la tutela dell'avifauna passa dall'educazione ambientale: "attenzione anche a rete elettrica e barriere antirumore"

Sono decine i volatili che muoiono impattando contro le infrastrutture cittadine

Sardegna, la tutela dell'avifauna passa dall'educazione ambientale:
Sardegna, la tutela dell'avifauna passa dall'educazione ambientale:
Camilla Pisani

Pubblicato il 27 maggio 2021 alle 06:00

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C’è un triste aggiornamento riguardo il falco lodolaio rinvenuto qualche settimana fa, ai piedi di una barriera antirumore: l’animale, a seguito del fortissimo trauma cranico subito, ha perso la vita dopo giorni di agonia; un amaro epilogo che punta l’obiettivo sulla sensibilizzazione rispetto alla tutela dell’avifauna locale.

Ente storico per questa salvaguardia è la Lipu (Lega italiana protezione uccelli), associazione per la conservazione della natura, la tutela della biodiversità, la promozione della cultura ecologica in Italia. Con 30mila sostenitori, quasi cento Sezioni locali, oltre seicento volontari attivi, decine di operatori, tecnici, educatori, la Lipu è un punto di riferimento per la difesa della natura in Italia.

Ma perché è così importante tutelare i volatili e la loro biodiversità?

Gli uccelli sono innanzitutto un ottimo indicatore ecologico: ci segnalano la salute dei nostri ambienti, delle campagne e persino delle città. Purtroppo molti uccelli, ad oggi, sono in pericolo: infatti su 250 specie nidificanti in Italia, secondo gli studi della Lipu, almeno il 30% si trova in un cattivo stato di conservazione, il che significa che circa 80 specie rischiano di sparire dai nostri cieli.

Per questo è necessario agire, e in fretta, con programmi mirati di conservazione: proteggendo i siti riproduttivi, tutelando i luoghi dove si nutrono, difendendo le aree dove transitano o sostano nel corso delle lunghe transvolate tra l'Europa e l'Africa e, in generale, rendendo più sano l’ambiente in cui vivono: le aree agricole, le zone umide, il mare, gli habitat naturali più diversi. Ma è giusto anche prestare soccorso ai singoli animali in difficoltà: i falchi feriti dai bracconieri, gli uccelli marini vittime delle trappole, i gufi avvelenati e persino i piccoli caduti dal nido, ancora incapaci di badare a sé stessi. Per questo la Lipu è impegnata, laddove possibile, anche nella cura degli animali in difficoltà, nei Centri Recupero o nelle sezioni che effettuano il primo soccorso. É un modo giusto, etico, di rispondere all’esigenza immediata di un animale in difficoltà, ma anche una forma di sensibilizzazione della gente al rispetto e alla conoscenza della natura.

Come successo a Daniela Conti (protagonista del salvataggio del falco lodolaio ad Olbia), capita spesso di rinvenire un uccello, o un altro animale selvatico in difficoltà: la prima tentazione è quella di aiutarlo con rimedi casalinghi. Ma questi tentativi "veterinari" estemporanei possono essere inefficaci o addirittura dannosi, perché in quei momenti c’è bisogno di informazioni corrette su come nutrirli, sul tipo di trauma riscontrato, su come reintrodurli in natura.

I Centri Recupero Fauna Selvatica della Lipu sono nati per questo: ricoverare e curare gli animali selvatici in difficoltà o fornire informazioni ai cittadini che desiderano aiutarli. Se infatti capita di rinvenire un piccolo uccello caduto da un nido, un falco ferito, un riccio intossicato o qualunque altro animale selvatico, è possibile chiamare la Lipu, per ricevere le informazioni del caso. Oppure, se è possibile, portare l'animale a un Centro Recupero Lipu, dove operatori, volontari e personale veterinario lo prenderanno in consegna, curandolo dal pronto soccorso alla diagnosi, dall’eventuale operazione alla terapia, all’alimentazione fino alla riabilitazione e alla successiva liberazione.

In Sardegna esiste un’Oasi Lipu, a Carloforte: l'isola di San Pietro, di origine vulcanica, è "protetta" dal vigile occhio del Falco della regina che ogni estate sceglie queste scogliere per nidificare. Proprio per salvare questo splendido rapace, minacciato dal bracconaggio e dalla raccolta di uova e piccoli da parte di collezionisti e falconieri, la Lipu per mezzo dei volontari della Sezione di Oristano ha promosso fin dal 1980 un campo di studio e sorveglianza. Da questa esperienza è successivamente nata l'Oasi di protezione faunistica, istituita dalla Regione Sardegna nel 2011 e gestita dalla Provincia di Carbonia-Iglesias, dal Comune Carloforte e dalla Lipu. Ma l'ispiratrice delle attività di tutela della Lipu è la "giudichessa" sarda Eleonora d'Arborea che fin dal 1400 dichiarò protetti tutti i falchi della Sardegna (da lei la specie prende il nome, Falco eleonorae).

L'Oasi Carloforte presenta una notevole varietà di ambienti naturali che le conferiscono un aspetto insolito e selvaggio. L'Oasi rappresenta un importante luogo di sosta e nidificazione per moltissime specie di uccelli. La specie più rara e importante è il Falco della regina, che si riproduce esclusivamente sulle scogliere a picco sul mare in isole del Mar Mediterraneo. Ogni estate, circa 100 coppie di falchi arrivano dal Madagascar per nidificare nell'Oasi e dal mese di maggio le scogliere sono vivacizzate dal vociare, dai voli di corteggiamento, dalle picchiate sulle prede e dalle delicate fasi della riproduzione di questi splendidi rapaci. Ma si possono osservare anche altre specie, come il Gheppio, la Poiana ed il Pellegrino. Sopra il limpido e azzurro mare volteggia poi il rarissimo Gabbiano corso dal particolare becco rosso corallo, mentre il Marangone dal ciuffo, posato su uno scoglio o intento a pescare, cattura la nostra attenzione con il suo buffo comportamento. Tra i fitti e intricati arbusti della macchia mediterranea trovano rifugio una notevole varietà di piccoli Passeriformi: l'Occhiocotto, la Magnanina comune, la Magnanina sarda e la Sterpazzolina. Sulle rocce assolate è facile sentire il melodioso e gorgheggiato canto del Passero solitario.

Le visite guidate, per scoprire e conoscere l'Oasi in tutti i suoi ambienti, si snodano attraverso diversi sentieri natura corredati da pannelli didattici e che partono dal Centro visite in località Capo Sandalo. In estate, per potenziare le attività di visita e di sensibilizzazione, è attivo anche il Campo base in località Cala Fico. Numerose le attività dell'Oasi Carloforte: campo estivo di sorveglianza e studio del Falco della regina, visite guidate, educazione ambientale, tutte a disposizione dei visitatori e dei volontari mettendosi direttamente in contatto con il responsabile dell'Oasi.

Ad Olbia, da qualche tempo, non esiste più una delegazione Lipu, anche se sarebbe nei piani rimetterla in piedi: pur non essendoci una voce ufficiale, però, esistono tanti appassionati che operano sul territorio, nel tentativo di sensibilizzare popolazione ed istituzioni sulla necessità di stabilire misure di tutela dell’avifauna.

“Un grande problema in Sardegna sono gli impatti contro le linee elettriche, che hanno causato la morte di dodici grifoni, due falchi pescatori, cinque aquile di Bonelli e diversi fenicotteri. Al momento siamo riusciti a far interrare una linea tra Sant’Antioco e l’isola madre, ma c’è ancora molto da fare. Per quanto riguarda le barriere antirumore, non ce ne sono molte in tutta la Sardegna, ma credo spetterebbe al Comune o alla Provincia provvedere all’inserimento degli appositi adesivi con le sagome dei rapaci, che avrebbero evitato la morte del falco lodolaio recuperato ad Olbia, una delle razze più particolari, dal comportamento peculiare e dal volo tipicamente basso, senza picchiate, che è stato proprio la causa dell’impatto. È necessario coinvolgere sia le istituzioni che le persone, le scuole, per creare una coscienza ambientale; l’entroterra di Olbia, ad esempio, presenta caratteristiche molto interessanti ed è habitat di specie come l’aquila, che vanno tutelate. Non solo, c’è da fare grande attenzione anche a cose apparentemente banali; vedo che si stanno organizzando, giustamente, le campagne di raccolta della plastica dai litorali, ma quello che purtroppo si ignora e su cui bisognerebbe far luce è che andando sulla spiaggia e facendo il gesto benemerito di ripulirla, si rischia di danneggiare il nido del frattino (che fa uova mimetiche) o del corriere piccolo, ad esempio. Abbiamo necessità di fare un po’ di educazione ambientale, di confrontarci, nell’obiettivo di salvare e proteggere la biodiversitá della fauna locale” spiega Francesco Guillot, coordinatore regionale di Lipu Sardegna.

Tutelare l’avifauna come segno di grande sensibilità ambientale, di una consapevolezza essenziale per salvaguardare l’intero ecosistema: vanno studiate strategie e comunicazione, perché le creature rimaste uccise dalle infrastrutture umane diventino sempre meno.