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Ordinanza Solinas e il cerino acceso in mano ai Sindaci, Anci: "serve chiarezza"

Ordinanza Solinas e il cerino acceso in mano ai Sindaci, Anci:
Ordinanza Solinas e il cerino acceso in mano ai Sindaci, Anci:
Olbia.it

Pubblicato il 03 maggio 2020 alle 17:45

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Olbia, 03 maggio 2020 - L'ordinanza Solinas sulla Fase 2 mette, per certi versi, il cerino acceso in mano ai sindaci e alle sindache: saranno loro a dover decidere, in base al parametro Rt, l'apertura di determinate attività commerciali.

E qui interviene l'Anci con il suo presidente Emiliano Deiana, sindaco di Bortigiadas, che in un lungo post su Facebook spiega la posizione dell'associazione dei Comuni che rappresenta. Non sono parole di poco conto: ai sindaci viene demandato molto, tutti sono pronti a prendersi delle responsabilità, ma pretendono chiarezza su alcuni aspetti fondamentali.

"Questa esperienza dell’epidemia da Covid19 mi sta insegnando la teoria di San Bernardo: “vedere tutto, sopportare molto, correggere una cosa alla volta”. Una bella “palestra” di vita oltre che politico-amministrativa. Poichè non siamo stati consultati preliminarmente - ognuno può giudicare da sé se si tratta di una pratica normale oppure no - siamo costretti a dire le cose a posteriori ovvero a far notare, secondo precisi riferimenti normativi e non sulle opinioni personali, delle cose che le autorità competenti (Regione Sardegna e Ministero dell’Interno) hanno il dovere di chiarire sia ai sindaci che agli operatori economici", esordisce Deiana.

"Da sindaco e da Presidente di Anci Sardegna sono favorevole al fatto che riaprano parrucchieri, estetisti, tatuatori, commercianti al dettaglio; sono favorevole anche all’apertura di bar, ristoranti e attività legate al turismo purché vengano stabiliti protocolli operativi che rendano quelle attività sicure, cosa di cui, attualmente, nonostante le chiacchiere e le richieste continue di Anci non se ne vede manco l’ombra: tanto a livello nazionale quanto a livello regionale".

"Ho fatto notare - essendo un mio preciso dovere e citando norme precise - che andrebbe chiarito dove inizia e dove si ferma, avendo anche a che fare norme nazionali (leggasi DPCM) radicalmente diverse e contrastanti rispetto all’Ordinanza Regionale, il potere ordinatorio dei sindaci (art. 3 comma 2 del Decreto Legge 19/2020). In modo che sia chiaro ai più: nel momento in cui viene invocato l’aiuto dei sindaci, ancora oggi abbiamo difficoltà a conoscere l’identità dei soggetti positivi al Covid19 e residenti nei nostri comuni, abbiamo intentato battaglie senza quartiere con le diverse articolazioni di ATS per costringerli a fare i tamponi ai “contatti stretti”. Esperienze su cui, i sindaci sardi, potrebbero scrivere un’Enciclopedia", spiega il sindaco di Bortigiadas e presidente Anci.

"Eppure dall’11 maggio dovremmo monitorare il parametro Rt non avendo - ad oggi - nemmeno i dati relativi ai casi di contagio da virus SARS-CoV-2 nei singoli comuni (quelli presentati alla stampa sono pieni zeppi di errori e non aggiornati cronologicamente) ovvero il numero di nostri concittadini sottoposti a tampone né tantomeno se esiste un “piano” intellegibile di screening sulla popolazione. Né io né nessuno dei miei colleghi hanno il minimo problema ad assumersi le proprie responsabilità nel rispetto delle leggi vigenti e nella chiarezza dei rapporti", sottolinea Deiana.

"Ci assumiamo ogni giorno responsabilità inimmaginabili per tutti gli altri livelli istituzionali: eletti o nominati che siano. Personalmente non mi spaventa né inquieta qualche sparuto dileggio o qualche sparuto insulto. Ricordo, col massimo della serenità possibile, che per litigare bisogna sempre essere in due ed essendo io indisponibile al litigio non resta altro che rispondere con argomenti alle questioni poste. Attendiamo chiarimenti in merito, prima dell’11 maggio, dalla Regione Sardegna e dal Ministero dell’Interno", conclude il presidente Anci.

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