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Olbia, tragico epilogo per il cane di Pittulongu: non c'entrava con l'aggressione denunciata via social

La cagnetta era stata abbandonata volontariamente

Olbia, tragico epilogo per il cane di Pittulongu: non c'entrava con l'aggressione denunciata via social
Olbia, tragico epilogo per il cane di Pittulongu: non c'entrava con l'aggressione denunciata via social
Camilla Pisani

Pubblicato il 10 febbraio 2022 alle 06:00

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Olbia. Tragico epilogo per la cagnolina avvistata nel quartiere di Pittulongu nella giornata di ieri: inizialmente identificata come il molosso autore dell’aggressione ad un uomo ed al suo cane, denunciata tramite social, è stata poi “scagionata” dalle accuse proprio dall’uomo aggredito, che ha dichiarato al veterinario della clinica Amadori che il cane di cui è stato vittima è un molossoide color ruggine, quindi di colore completamente diverso.

La cagnetta di Pittulongu, invece, si è dimostrata da subito docile e buona, come testimonia la professoressa Stefania Gusino (docente del liceo artistico De André): “ho passato la giornata a cercare di avvicinarla, per metterla in salvo. Aveva una zampa zoppa, forse per via di qualche piccolo incidente, ma insieme ad un nutrito gruppo di persone siamo riusciti ad avvicinarla varie volte; anche alcuni bambini si sono uniti alla ricerca, dando vita ad una ricerca commovente. Purtroppo sospetto che la cagnetta fosse stata abbandonata, perché tornava sempre nello stesso posto e si rifiutava di essere presa, come se desiderasse rimanere libera di aspettare il suo padrone. Sono riuscita ad accarezzarla e darle un würstel, ma non appena prendevo piano piano il guinzaglio fuggiva. Era buonissima con tutti i cani della spiaggia che abbiamo incontrato, e docile con tutti compresi i bambini. Era disperata e zoppicante, buona con tutti ma allo stesso tempo molto diffidente. Le toccavo il musino ma ogni volta che provavo ad avvicinarle il collare, solo vedendo il gesto, si ritraeva e si allontanava. Ho notato che aveva la zampina di davanti dolorante quando la poggiava”.

A tarda sera, il triste finale: la cagnetta è stata investita sul rettilineo di Pittulongu, da un veicolo che non si è fermato (prefigurando, ricordiamo, un reato per omissione di soccorso): vano ogni tentativo di rianimarla, tentativo comunque operato per quindici, lunghissimi minuti.

“Purtroppo il cane che abbiamo cercato tutti quanti di salvare è stata investita ed è deceduta; è stata abbandonata senza microchip. Ringrazio Gabriella e Barbara Ponsano ed un medico per esser corse ad aiutarmi ad assisterla cercando di animarla in strada in attesa che arrivassero le guardie Ecozoofile…grazie a Cosetta Prontu che si era attivata per riceverla in clinica…grazie a tutte le persone che si sono fermate per fare viabilità e aiutarci… purtroppo chi l’ha investita non si è nemmeno fermato. Grazie ai ragazzi che erano dietro e si sono fermati appena successo l’incidente e hanno chiamato subito i soccorsi…il mio cuore è distrutto. Cucciola corri sul ponte dell’arcobaleno che è un posto migliore di questo mondo” questo lo sfogo affidato ai social da Stefania Gusino.

“Ho ricevuto una segnalazione, ma non ho fatto nemmeno in tempo ad arrivare che mi hanno chiamato per dirmi che era stata investita. Quando sono arrivata respirava ancora, abbiamo tentato di rianimarla, inutilmente; purtroppo anche se ci fosse stata lì una clinica veterinaria non ci sarebbe stato nulla da fare, la cassa toracica era sfondata dall’impatto e le zampe rotte” continua la docente del De André, che con i suoi studenti porta avanti progetti volti alla sensibilizzazione sulla cura ed il rispetto degli animali.

La cagnolina di Pittulongu diventa il triste simbolo dell’efferatezza umana e dello specismo più tremendo: alla crudeltà dell’abbandono, vera e propria piaga del territorio (come testimoniato costantemente da Cosetta Prontu della Lida) si unisce l’insensata indifferenza dell’omissione di soccorso, un reato perseguibile per legge che molto racconta della disumanità che troppo spesso viene riservata agli animali.