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Cronaca

Olbia, torna il progetto Learn and Back: a disposizione 47 posti

Olbia, torna il progetto Learn and Back: a disposizione 47 posti
Olbia, torna il progetto Learn and Back: a disposizione 47 posti
Angela Galiberti

Pubblicato il 08 novembre 2013 alle 17:12

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prog-learn-and-back Olbia - Dopo il successo dell'anno scorso, torna il programma "Learn and Back" portato avanti dall'Amministrazione comunale (Assessorato alle Politiche Giovanili) e la Ong "Mine Vaganti". Il progetto è stato presentato questa mattina dal sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli, dall'assessore alle Politiche Giovanili, Ivana Russu, dal presidente di Mine Vaganti, Alberto Solinas. L'Unione Europea e il programma Leonardo. Grazie alla convenzione firmata con Mine Vaganti, il Comune di Olbia ha potuto partecipare al bando "Leonardo" dell'Unione Europea che mette a disposizione diversi fondi per favorire la mobilità dei giovani europei attraverso stage professionalizzanti. Quest'anno Olbia è riuscita ad accaparrarsi 47 borse di studio per un totale di 140mila euro. Questo importante risultato è stato raggiunto anche grazie ai partners locali che hanno deciso di sostenere l'iniziativa. I partners che hanno sostenuto il Comune di Olbia sono 13: tra questi vi sono comuni, associazioni, università, enti di salvaguardia ambientale. Di queste 47 borse di studio ben 6 sono destinati a giovani con disabilità. Il tirocinio. Il programma è destinato ai giovani residenti in Sardegna da almeno 2 anni, laureati e non, di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Le domande dovranno pervenire entro il mese di Novembre. I tirocini dureranno 12 settimane, mentre i paesi coinvolti nel programma sono Irlanda, Francia, Malta, Slovenia, Spagna, Grecia, Portogallo. I tirocini offerti spaziano dei campi lavorativi più disparati: cooperazione, paternariato, programmazione europea, ambiti accademici e così via. In generale, i tirocini possono essere distinti in due macro gruppi: back office e contatto col pubblico. Scopo dell'iniziativa. Gli organizzatori hanno specificato che non è importante lo Stato in cui si va a stare per 12 settimane, ma cosa si va a fare. Lo scopo del viaggio è infatti quello di acquisire delle competenze che potranno poi essere spese in ambito lavorativo sia in patria (back), sia in qualche altro paese straniero. Le esperienze passate. Il comune di Olbia, l'anno scorso, è riuscito a far partire 30 ragazzi. Tre di loro, questa mattina, erano in sala giunta per raccontare la loro esperienza. "Per me è stata un'esperienza molto positiva - ha detto Roberta Dessì, laureata in Criminologia a Bologna e tornata una settimana fa dalla Romania - durante il tirocinio ho scritto dei progetti e ho preso parte ad altri riguardanti l'educazione e la disabilità". Stessa esperienza positiva per Manuela Mulliri, che ha lavorato nella stessa Ong di Roberta Dessì. "E' stata un'esperienza gratificante - ha detto Manuela Mulliri, che desidera approfondire i suoi studi in Musica a Londra - è una realtà molto diversa dalla nostra e ognuno può portare il proprio talento e le proprie capacità. Consiglio ai non laureati di fare questa esperienza". Federica Russu, iscritta all'Università di Cagliari, è invece andata in Estonia. "Durante il tirocinio ho visitato tutto il paese - ha detto Federica Russu - mi son ritrovata a lavorare in un centro per ragazzi dai 5 ai 18 anni. Ho insegnato loro la cultura italiana e loro hanno cercato di darmi qualcosa della cultura estone. Abbiamo fatto anche delle gite e visitato la capitale, Tallin".