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Cronaca

Olbia, stretta sul campo rom: il Comune non pagherà più la bonifica dell'area

Olbia, stretta sul campo rom: il Comune non pagherà più la bonifica dell'area
Olbia, stretta sul campo rom: il Comune non pagherà più la bonifica dell'area
Angela Galiberti

Pubblicato il 09 settembre 2016 alle 13:35

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Olbia, 09 Settembre 2016 - "Più volte abbiamo bonificato la zona del campo rom dai rifiuti, più volte la situazione è tornata come prima. Adesso basta, non faremo più bonifiche". A sostenerlo è il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, che così si è espresso durante la conferenza stampa dedicata alla gestione dei rifiuti e delle discariche spontanee.

"Ho fatto una determinazione precisa dopo l'ultimo episodio: niente più pulizie, Pantalone non paga più - ha continuato il sindaco -. Dopo qualche giorno, sono venuti i rappresentati nel campo in Comune perché la spazzatura accumulata in quei giorni iniziava a dar fastidio. Abbiamo parlato e abbiamo fatto un accordo". Il Comune ha bonificato così l'area del campo, per l'ultima volta, con l'aiuto degli stessi residenti. Tocca alle famiglie del campo nomadi, adesso, tenere pulita la zona: pena l'invivibilità.

"Li stiamo mettendo in regola, tutti - ha specificato il sindaco -. Ogni nucleo familiare avrà un contatore e un contratto per l'energia elettrica, un contratto per il servizio idrico integrato e la tari intestata. Stiamo mettendo a posto anche i servizi igienici e le fognature".

Entro il 2020 il campo rom di Olbia verrà chiuso. Già da diversi anni, i nomadi olbiesi seguono - con traguardi importanti e non senza piccole e grandi difficoltà - un processo di inclusione sociale basato sulla responsabilizzazione dei nuclei familiari. Un processo iniziato diversi anni fa, con la passata amministrazione, che ha portato un miglioramento nelle condizioni di vita all'interno del campo, soprattutto per i minori, i quali quasi tutti frequentano regolarmente la scuola.

Sul fronte gestione dei rifiuti, invece, c'è sempre stato qualche problema. Molte famiglie rom sono specializzate nel recupero dei materiali e lavorano in questo settore con le dovute licenze. Purtroppo, però, l'attività in loco non è sempre stata ligia alle normative.Solo col tempo si capirà se questo accordo tra il Comune e i responsabili del campo darà i frutti sperati, sia in termini di salvaguardia ambientale, sia di integrazione sociale e responsabilizzazione.