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Olbia, ritorna Mirtò: musica, cibo e divertimento tra le piazze cittadine

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Olbia, 3 agosto 2020 – Mirtò, il Festival internazionale del mirto, torna a colorare anche quest’estate le vie del centro di Olbia. La parola Mirtò si trasforma, invertendo le lettere, in Ritmò che racchiude le parole musica e divertimento. L’appuntamento è per le serate dal 17 al 21 agosto.

La manifestazione presenta un ricco calendario di concerti e spettacoli per riportare la musica dal vivo nelle piazze principali della città. Come sempre l’intento dell’evento è quello di puntare sulle eccellenze sarde, dall’enogastronomia all’artigianato. Quest’anno va ad aggiungersi anche la musica, settore messo in ginocchio dalla pandemia, con band sarde di grande storia e tradizione e gruppi emergenti del panorama isolano e nazionale.

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Ecco allora il calendario completo delle serate:

Si parte con Piero Marras che suonerà il 17 agosto nella piazza di San Simplicio. Poi sarà la volta dei Cordas et Cannas che suoneranno il 18 agosto in piazza Elena di Gallura tra il Molo Brin e il Comune di Olbia. Il 19 agosto toccherà a Maria Giovanna Cherchi che canterà nel quartiere di Poltu Quadu davanti alla chiesa di San Ponziano. Il 20 agosto il palcoscenico sarà tutto per i Bertas, che suoneranno in piazza Nassiriya.

Un ruolo importante a livello logistico avranno anche lo spazio davanti allo Scolastico, in corso Umberto e il nuovo cortile/patio interno proprio all’edificio che ospita gli uffici del Comune di Olbia, via Olbia e piazza Regina Margherita, dove si esibiranno artisti molto conosciuti e dalla grande esperienza insieme a giovani e band emergenti del panorama musicale isolano: da Paolo Masala alla Hollywood Band, Daniela Pes insieme ad Alain Pattitoni, Senes, Fronte del porto & friends, gli Acoustic Chords e i Blaxplosion.

In questo periodo di emergenza tutto è programmato nei minimi dettagli per permettere di vivere delle serate spensierate rispettando allo stesso tempo quelle che sono le regole di distanziamento e igiene. Sono infatti programmati, per evitare gli assembramenti, 200 posti a sedere. Il coordinamento è stato gestito dal presidente di mirtò, Salvatore Azzena, geometra di professione, che sarà affiancato dall’architetto Mario Battino.

“Questa sesta edizione di Mirtò rappresenta un’opportunità importante per tutto il settore dello spettacolo – sottolinea Tommy Rossi, coordinatore musicale di Ritmò, e notissimo speaker radiofonico del network regionale Radio Supersound -. Il lockdown prima e poi i severi protocolli hanno messo in difficoltà non solo gli eventi in sé, ma tutte le manifestazioni tradizionali, dalle feste di piazza alle sagre”.

“Durante il periodo di chiusura gli stessi artisti non sono riusciti a far sentire la propria voce, dai service agli impresari, fino ai tecnici e infine i cantanti. Mirtò, che per la sua parte musicale si trasforma in Ritmò, ha scelto di coinvolgere artisti di spessore per riempire di nuovo le piazze con importanti eventi musicali”.

Spiega Mario Chessa dei Bertas: “Per noi sarà il primo vero concerto dopo l’arrivo della pandemia, si tratta di una sorta di rinascita dopo un periodo difficile. Il concerto si baserà sui grandi classici del nostro repertorio, insieme a quelli dell’ultimo cd uscito nel 2019, “Cambia il mondo”, che per la prima volta ha canzoni tutte scritte in italiano rispetto alle nostre consuete canzoni in lingua sarda”.

Dichiara Francesco Pilu dei Cordas et Cannas: “La scaletta del nostro concerto pescherà dal repertorio di oltre 40 anni di attività. Siamo felici dopo 42 anni, di poter essere ancora sulle piazze e Mirtò è un’occasione importante per tornare ad esibirci. Proporremo i temi cari alle nostre canzoni, quelli sociali e soprattutto legati all’ambiente. Quest’anno il nostro spettacolo riprenderà i temi di “Terra muda”, con al centro i rischi che la nostra terra e noi stessi corriamo non rispettando l’ambiente naturale”.

“Considero una conquista poter riprendere a suonare in pubblico, per noi era una necessità e ci dà entusiasmo tornare sul palco dopo quella che abbiamo vissuto come una sospensione della libertà. La musica può dare la sensazione di riconquistare un po’ di normalità ed è giusto che l’arte riprenda i suoi spazi”.

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