Sunday, 21 June 2026
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Pubblicato il 19 June 2026 alle 06:59
Olbia. "San Simplicio merita molto di più". È questo il messaggio che un gruppo di residenti affida a una lunga lettera inviata alla redazione di Olbia.it, nella quale viene descritto quello che, a loro dire, è il progressivo deterioramento di uno dei quartieri più rappresentativi della città. I cittadini raccontano di vivere ogni giorno una realtà sempre più difficile, caratterizzata da sporcizia, incuria e da un crescente senso di insicurezza. Le immagini allegate alla segnalazione mostrano rifiuti abbandonati, bottiglie, cartacce e marciapiedi sporchi, situazioni che, secondo i residenti, si ripresenterebbero con frequenza. "Quello che dovrebbe essere uno dei quartieri simbolo della città – scrivono – sta progressivamente trasformandosi in un luogo segnato dal degrado. I portoni delle abitazioni e delle attività commerciali vengono utilizzati come bagni pubblici, mentre il rispetto per gli spazi comuni sembra essere ormai scomparso". La denuncia non si limita però al solo decoro urbano. I residenti riferiscono infatti di assistere con regolarità a episodi che attribuiscono ad attività di spaccio di sostanze stupefacenti, raccontando di liti, minacce e risse che si verificherebbero sotto le finestre delle abitazioni. Sempre secondo quanto riportato nella lettera, alcune aiuole e fioriere verrebbero utilizzate come nascondigli per piccole quantità di droga, successivamente recuperate da altre persone.
Una situazione che, sostengono gli abitanti del quartiere, avrebbe alimentato un diffuso clima di paura. Molti eviterebbero perfino di richiamare chi sporca o danneggia gli spazi pubblici, temendo reazioni aggressive o intimidatorie. "Di fronte a tutto questo si sceglie spesso il silenzio – spiegano – non per indifferenza, ma per paura di subire ritorsioni. È un silenzio che alimenta rabbia e frustrazione in una comunità che si sente sempre più sola e abbandonata". Secondo i firmatari della segnalazione, a pesare sarebbe anche la sensazione di impunità. "Chi sporca, danneggia o contribuisce al degrado sembra agire con la certezza che non accadrà nulla. Nel frattempo i cittadini rispettosi delle regole continuano a pagare tasse e tributi senza vedere garantiti servizi essenziali come la pulizia e il controllo del territorio". I residenti raccontano di essere ormai stanchi di dover raccogliere personalmente i rifiuti lasciati da altri e di assistere quotidianamente al progressivo deterioramento del quartiere. L'appello finale è rivolto alle istituzioni affinché vengano rafforzati gli interventi sul fronte del decoro urbano e della sicurezza. "Non chiediamo privilegi – concludono –. Chiediamo semplicemente ciò che dovrebbe essere normale: strade pulite, controlli efficaci, rispetto delle regole e la possibilità di vivere serenamente il nostro quartiere. San Simplicio merita molto di più, così come lo meritano tutti quei cittadini che ogni giorno continuano a credere nel valore della convivenza civile e nel rispetto della cosa pubblica."
Emblematica, in questo senso, è l'area verde che circonda la basilica di San Simplicio. Ogni mattina gli operatori di De Vizia intervengono per raccogliere bottiglie, lattine, cartacce e rifiuti di ogni genere, restituendo decoro a uno dei luoghi più belli e rappresentativi di Olbia. È un lavoro puntuale e costante che, però, si ripete ogni giorno, quasi a testimoniare una battaglia silenziosa tra chi sporca e chi, con professionalità, restituisce dignità agli spazi pubblici. La vera sconfitta, tuttavia, è quella di chi attraversa il quartiere prima dell'arrivo degli addetti alla pulizia e porta con sé l'immagine di un luogo ferito dall'inciviltà. Perché il problema non è soltanto il rifiuto abbandonato, ma il venir meno del rispetto verso un bene comune che appartiene a tutti. Se l'intera collettività sostiene i costi per mantenere pulita la città, ciascuno dovrebbe sentirsi responsabile nel preservarla. E quando nemmeno la bellezza di San Simplicio riesce a suscitare rispetto, il degrado smette di essere soltanto urbano e diventa il riflesso di una più profonda povertà di senso civico.
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