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Olbia, parla chirurgo Presenti: "Ho 3 pazienti neoplastici da operare che aspettano"

Olbia, parla chirurgo Presenti:
Olbia, parla chirurgo Presenti:
Angela Galiberti

Pubblicato il 14 luglio 2020 alle 19:13

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Olbia, 14 luglio 2020 - La sanità gallurese, nella giornata di ieri, si è messa a nudo: non voci di corridoio, non voci di esperienze singole, ma voce dei primari che tutti i giorni fanno i salti mortali per garantire i servizi ospedalieri. Tra le persone intervenute vi è stato anche il dott. Luigi Presenti, primario di Chirurgia generale di Olbia (e di Tempio, almeno fino a febbraio 2020).

Il dott. Presenti, prima di addentrarsi nelle questioni galluresi, ha parlato di uno dei problemi basilari della sanità italiana: la mancanza di specialisti. C'è una carenza oggettiva di medici specializzati perché la chirurgia pare abbia perso appeal: per 16 posti in specializzazione è difficile, ha spiegato Presenti, trovare 16 aspiranti specializzandi. Poi, c'è un problema di formazione: "Anche le scuole di specializzazione non producono chirurghi formati, producono specialisti con un bel foglio di carta che però purtroppo non hanno quasi mai avuto la possibilità di crescere dal punto di vista professionale e quindi vengono portati negli ospedali e iniziano un percorso formativo sul campo che invece doveva essere fatto prima".

Per quanto riguarda lo stato della chirurgia in Gallura, con la riforma del DM 70, che pone in Sardegna diversi problemi di applicazione, si era trovato un buon equilibrio differenziando le attività. Il Giovanni Paolo II di Olbia era stato indicato come hub principale per la chirurgia d'urgenza, la chirurgia oncologica e il carico maggiore. Il Paolo Dettori di Tempio, invece, era stato indicato come hub per la dayweek surgery, cioè la chirurgia programmata; a La Maddalena era stata inserita una chirurgia ambulatoriale avanzata. "Sostenere chirurgie uguali, ortopedie uguali, strutture doppioni negli stessi territori - ha detto Presenti - è difficilissimo perché la chirurgia è un lavoro d'equipe, il lavoro d'equipe si consolida negli anni, non è una cosa che si improvvisa".

Poi, ecco i problemi: "Ho tre pazienti neoplastici da operare in attesa che si liberi il discorso dell'indifferibilità. Ragionavamo, con i miei collaboratori che sono preoccupatissimi in questo momento per questa cosa, perché qual è il confine tra il differibile e l'indifferibile? Cosa puoi rimandare di una o due ore? State tranquilli che nessuno ci prenderà niente. L'altra mattina ho parlato con il collega chirurgo del Santissima Annunziata di Sassari: i suoi posti sono calati da 40 a 19. Pensate: 19 la Chirurgia d'urgenza di Sassari, è un delirio impensabile. A Nuoro il numero dei chirurghi sta calando progressivamente, son diventati sei quindi ci sono difficoltà oggettive da tutte le parti".

C'è poi la questione estiva: garantire i servizi, con questi problemi nel periodo peggiore dell'anno non è per niente facile. "Io non ho mai preso ferie d'estate", ha detto presenti rimarcando i rischi a cui sono sottoposti gli operatori sanitari che si trovano sotto stress sia per la mole di lavoro, sia per eventuali doppie urgenze senza abbastanza anestesisti.

"I cittadini devono essere informati, devono cogliere l'importanza della loro voce", ha detto Presenti.

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