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Cronaca Olbia

Olbia, olbiese con Covid-19 chiuso in casa da 28 giorni: “non riesco ad avere risultato tampone”

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Olbia, 22 settembre 2020 – Dal 25 agosto in isolamento domiciliare, un tampone positivo, un tampone di controllo senza ancora risultato e una sequenza infinita di telefonate all’Ufficio di Igiene Pubblica che non risponde perché oberato di lavoro: questa è, riassunta e ristretta all’osso, la storia di un giovane olbiese che si è ritrovato positivo al Coronavirus e che ormai si trova da quasi un mese chiuso in casa.

La storia di questo giovane, che preferisce rimanere anonimo e che chiameremo d’ora in avanti Marco, inizia a fine agosto, quando compaiono i primi sintomi sospetti. “Il 25 ho manifestato i primi sintomi, mi sono messo in isolamento da subito per precauzione, ho spinto per fare il tampone al Mater. Sabato 29 ricevo la comunicazione dal Mater che il tampone è positivo, mi metto in contatto con l’Usca e avvio il protocollo. Mi fanno il tampone e inizia la mia quarantena ufficiale”, spiega Marco. Fin qua la storia sembra filare tutta liscia, ma non è proprio così: perché anche la sorella di Marco inizia a manifestare i sintomi del virus Sars-Cov-2.

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“La cosa scioccante che mi lascia senza parole è questa: mia sorella ha manifestato i sintomi 2 giorni dopo di me, solo che nel frattempo il Mater ha chiuso quindi lei poverina chiedeva di fare un tampone ma non ha mai ricevuto risposta da nessuno nonostante i continui solleciti. Ha avuto un grande senso civico a rimanere comunque in isolamento.. infatti dopo 15 giorni, la contattano per fare un tampone che ha dato esito positivo. La sua quarantena ufficiale è iniziata dalla data di quel tampone ovviamente.. obbligandola a stare per altri 14 giorni MINIMO (ma viste le tempistiche non saranno sicuramente 14 gg) in quarantena.. lei ovviamente si lamenta perché magari la malattia ha già fatto il suo decorso e si è negativizzata nel frattempo”, spiega il giovane. In sostanza, la sorella – che inizia ad avere i sintomi intorno al primo settembre – viene messa ufficialmente in quarantena, dopo l’esito del tampone, a metà settembre.

La storia continua con Marco, che dà i nominativi da controllare: secondo quanto riferisce il giovane, nessuno avrebbe mai contattato quei nomi. “L’ats mi ha chiesto una lista dei contatti ma nessuno di questa lista è mai stato contattato.. ci ho pensato io a contattare tutti e metterli in allerta dal primo sintomo di raffreddore! Io non avevo nemmeno fatto il tampone ma erano già stati tutti avvertiti che stavo poco bene dato i tempi che corrono. Ovviamente io ero in isolamento. Ora sono in attesa”, specifica.

Ora c’è attesa per i tamponi di controllo, fondamentali per capire il decorso della malattia. “Martedì scorso ho fatto il primo tampone “di controllo” chiamiamolo così, però ancora nessun canale ufficiale Ats USCA ufficio igiene, mi ha chiamato per comunicarmi l’esito. Rimango in attesa. Non so nemmeno quando farò il prossimo tampone. Ovviamente non è colpa loro se mi sono preso il virus e non possono negativizzarmi, però dato che sono chiuso in casa da 28 giorni ormai che mi facciano sapere qualcosa.. tutto qua. Non è possibile trascorrere 7 giorni in attesa di conoscere l’esito del tampone. Soprattutto quando sei già da 28 giorni in casa”, conclude il giovane.

Chiaramente, questa testimonianza spiega quanto è in affanno il nostro sistema sanitario. A Olbia ci sono 123 positivi al Covid-19, ma è un numero parziale perché mancano i tamponi del Mater Olbia, per cui il numero potrebbe essere più alto. In più ci sono tutti gli altri positivi galluresi: tutte queste persone fanno riferimento alla Assl Olbia che, per quanto abbia potenziato i servizi, è in grande difficoltà per l’elevato numero di contagiati e di persone in isolamento domiciliare per precauzione.

A oggi, la Gallura e Olbia in particolare hanno superato il numero di casi positivi rispetto alla cosiddetta “prima ondata” avvenuta in primavera.

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