Thursday, 28 May 2026

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Olbia: Nuria Montoya ci svela il suo nuovo murales

Una nuova monumentale opera di 18 metri quadri accende il corridoio del Refettorio.

Olbia: Nuria Montoya ci svela il suo nuovo murales
Olbia: Nuria Montoya ci svela il suo nuovo murales
Laura Scarpellini

Pubblicato il 28 May 2026 alle 07:00

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Olbia. Una monumentale esplosione di biodiversità ridefinisce gli spazi urbani del centro storico. Le pareti del corridoio del Refettorio, nel cuore della città, ospitano da questi giorni una nuova e imponente installazione artistica: un murales di 6 metri di larghezza per 3 di altezza firmato da Nuria Metzli Montoya. L'artista di origine messicana, ma olbiese d’adozione dal 1998, ha trasformato una superficie di ben 18 metri quadri in un corridoio d'arte, unendo idealmente la memoria visiva della sua terra natale con il tessuto sociale e culturale della Gallura. L’iniziativa, sostenuta dal Comune di Olbia che ha concesso spazi, permessi e materiali, si inserisce in un percorso di valorizzazione artistica volto a connettere la creatività internazionale con l'identità locale.

foto: particolare del murales di Nuria Montoya

Abbiamo incontrato Nuria Montoya nel corso delle ultime sessioni di pittura nel cuore di Olbia, per farci raccontare la genesi e la visione profonda di questo straordinario intervento cromatico.

Nuria, come nasce l’idea di questo imponente murales nel cuore di Olbia? "Questo progetto nasce da un desiderio personale e profondo: restituire alla comunità olbiese una parte della bellezza e dell'accoglienza che mi sono state offerte nei miei venticinque anni di vita in questa città. Volevo che quest'opera, realizzata nel corridoio del Refettorio, fosse un simbolo tangibile di un totale sentimento di appartenenza. Ho concepito lo spazio proprio come una galleria d'arte in cui i diversi murales dialogano tra loro".

Il soggetto rappresentato è una fitta e rigogliosa vegetazione. Che cosa simboleggia?

"Ho voluto trasferire sulla parete un frammento del patrimonio naturale e simbolico della giungla messicana. Non si tratta però di una semplice rappresentazione esotica. Il soggetto – un angolo di biodiversità orgogliosa fatto di palme, felci, rododendri e piante rampicanti – è un’allegoria vivente della coesistenza. Proprio come la società olbiese, ricca di etnie e tradizioni diverse che intrecciano le proprie radici in un unico ecosistema urbano, così la giungla vive della perfetta e vitale sinergia tra organismi differenti".

L'opera arricchisce in modo significativo il patrimonio iconografico della città. Qual è il messaggio finale che spera di trasmettere?

"L'obiettivo principale è arricchire il patrimonio visivo di Olbia con un'opera che parli di integrazione culturale. Desidero che questo corridoio non sia solo un luogo di passaggio, ma uno spazio che evochi mistero e scoperta in ogni angolo nascosto, spingendo chi lo attraversa a riflettere sull'intreccio vivace di storie, culture e tradizioni che oggi animano il nostro territorio".

I lavori, iniziati mercoledì scorso, si avviano verso la conclusione prevista per il  prossimo mercoledì. Con questa installazione, il corridoio del Refettorio si conferma un laboratorio a cielo aperto di dialogo interculturale, dove l'arte pubblica diventa lo strumento ideale per dare forma grafica ai valori dell'accoglienza e della contaminazione creativa.