Wednesday, 27 May 2026

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Cronaca, Giudiziaria

San Pantaleo: il Comune di Olbia vince la guerra dei tavolini

Respinti i ricorsi presentati contro le ordinanze del 25 agosto 2025

San Pantaleo: il Comune di Olbia vince la guerra dei tavolini
San Pantaleo: il Comune di Olbia vince la guerra dei tavolini
Patrizia Anziani

Pubblicato il 27 May 2026 alle 14:34

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Olbia. Si chiude, almeno per ora, uno dei capitoli più discussi della lunga battaglia sui tavolini nel centro di San Pantaleo. Il Tribunale amministrativo regionale della Sardegna ha respinto i ricorsi presentati da due noti ristoratori del borgo contro le ordinanze del Comune di Olbia che disponevano la chiusura temporanea delle attività per occupazione abusiva di suolo pubblico. Le sentenze, emesse dalla Seconda sezione del Tar Sardegna e firmate dal referendario Andrea Gana, riguardano i locali “Giagoni in Piazza” e “Casa Boheme”, entrambi affacciati sulle piazze simbolo del borgo artistico.  La vicenda nasce dai controlli effettuati dalla Polizia Locale nell’estate 2025 tra Piazza della Chiesa, Piazza Vittorio Emanuele e Piazza Tola. Secondo gli accertamenti, i due ristoranti avrebbero occupato spazi superiori a quelli autorizzati, con tavolini, sedie, ombrelloni, pedane, fioriere e altri arredi collocati oltre le superfici concesse dal Comune. Nel caso di “Giagoni in Piazza” i due verbali del mese di luglio 2025 contestavano un’occupazione complessiva di 167 metri quadri contro i 125 regolarmente autorizzati, più ulteriori 12 metri quadri in Piazza Vittorio Emanuele. Per “Casa Boheme”, invece, le due contestazioni di maggio e giugno 2025 accertavano occupazione di suolo pubblico senza la prescritta autorizzazione. Per entrambi i locali si intimava la rimozione di quanto rinvenuto al di fuori delle autorizzazioni rilasciate, da effettuarsi entro cinque giorni.

La stretta del Comune era partita il 25 agosto 2025, quando erano state emanate tre ordinanze di chiusura per cinque giorni nei confronti delle due attività di San Pantaleo e di un locale di Olbia (qui l'articolo). Nelle ordinanze l’amministrazione parlava di un “crescente fenomeno di occupazione abusiva di suolo pubblico”, definito ormai diffuso e tale da incidere sul decoro urbano, sulla sicurezza e sulla libera fruizione degli spazi pubblici. Il giorno dopo, il 26 agosto 2025, arrivò il primo colpo di scena. Il Tar Sardegna sospese in via cautelare l' ordinanze consentendo a “Giagoni in Piazza”di riaprire immediatamente nel pieno della stagione turistica, stessa decisione 28 agosto 2025 per “Casa Boheme”. Nel decreto monocratico del 26 e del 28 agosto 2025, i giudici amministrativi avevano infatti ritenuto che la sospensione temporanea del provvedimento non producesse “un danno particolarmente rilevante per l’interesse pubblico”, sottolineando come i ristoranti si trovassero “in una piazza pedonale” dove risultava comunque disponibile “ampio spazio riservato all’utilizzo collettivo”. Una decisione che allora sembrò indebolire la linea dura adottata dal Comune (qui l'articolo).  Per mesi, quindi, la “guerra dei tavolini” è rimasta aperta, alimentando il dibattito pubblico sulla gestione del suolo pubblico nel borgo di San Pantaleo, soprattutto durante l’estate. Sempre nel settembre del 2025 il Comune di Olbia si era costituito in giudizio e ora il quadro cambia radicalmente.

Con le sentenze definitive, il Tar ha respinto tutte le contestazioni dei ricorrenti, richiamando una consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato. Secondo i giudici, anche le occupazioni eccedenti rispetto alle concessioni già esistenti costituiscono occupazioni abusive e possono giustificare la chiusura temporanea dell’attività commerciale. Centrale nella decisione è stata anche la qualificazione delle piazze di San Pantaleo come “strade urbane” ai sensi del Codice della strada. Un passaggio decisivo perché consente l’applicazione automatica dell’articolo 3 della legge 94 del 2009, la norma che permette al Comune di ordinare il ripristino dello stato dei luoghi e la chiusura dei locali in caso di occupazione abusiva di suolo pubblico. Secondo il collegio, inoltre, l’interesse pubblico alla piena fruibilità degli spazi urbani è già presunto dalla legge e non richiede ulteriori motivazioni specifiche da parte dell’amministrazione comunale. Nelle sentenze viene anche richiamato il tema delle “persistenti segnalazioni” e di un fenomeno diffuso di occupazioni considerate irregolari nel borgo, ritenuto tale da incidere sul decoro urbano e sulla sicurezza dei pedoni.  I ricorsi sono stati quindi rigettati integralmente, mentre le spese legali sono state compensate tra le parti “in ragione della complessità della fattispecie trattata”. La lunga battaglia giudiziaria dei tavolini si chiude dunque, almeno in primo grado, con una vittoria del Comune di Olbia. Una decisione destinata probabilmente ad avere effetti anche su altre situazioni analoghe nel borgo di San Pantaleo, dove negli ultimi anni il tema dell’occupazione del suolo pubblico è diventato uno dei nodi più delicati del rapporto tra attività commerciali, residenti e amministrazione comunale.