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Porti sardi, approvato il Piano Operativo 2026-2028: Olbia punta su crociere, dragaggi e nautica

L’approvazione è arrivata ieri pomeriggio a Olbia

Porti sardi, approvato il Piano Operativo 2026-2028: Olbia punta su crociere, dragaggi e nautica
Porti sardi, approvato il Piano Operativo 2026-2028: Olbia punta su crociere, dragaggi e nautica
Olbia.it

Pubblicato il 27 May 2026 alle 12:16

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Olbia. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna ha approvato il nuovo Piano Operativo Triennale 2026-2028, il documento strategico che definirà la crescita e lo sviluppo dei porti sardi nei prossimi anni. L’approvazione è arrivata ieri pomeriggio a Olbia durante il Comitato di Gestione, dopo il passaggio nell’Organismo di Partenariato della Risorsa Mare. Un piano che arriva in una fase definita di “crisi permanente”, segnata da instabilità geopolitica, aumento dei costi logistici, crisi energetica e ridefinizione delle rotte commerciali internazionali. Nonostante questo scenario, i numeri del sistema portuale sardo restano in crescita. Nel 2025 i porti dell’Isola hanno sfiorato i 43 milioni di tonnellate di merci movimentate, con un incremento del 3% rispetto al 2024. Cresce in maniera significativa anche il settore container, con 286 mila TEU e un aumento del 36%, mentre il traffico passeggeri supera i 7 milioni di utenti complessivi, confermando la leadership nazionale della Sardegna per i collegamenti traghetti oltre le 20 miglia marittime. Il nuovo POT punta a trasformare la Sardegna non soltanto in una piattaforma turistica e commerciale, ma in un vero hub integrato di logistica, produzione, energia e servizi nel Mediterraneo. Tra gli obiettivi dichiarati c’è quello di intercettare i nuovi flussi economici tra Europa e Nord Africa, in particolare verso Tunisia, Marocco e Algeria. Per quanto riguarda Olbia, il piano prevede interventi mirati sui dragaggi e sul potenziamento della banchina crocieristica, con l’obiettivo di aumentare la capacità di accoglienza delle grandi navi oltre i 300 metri di lunghezza. Prevista inoltre una pianificazione orientata all’estensione delle aree dedicate alla nautica da diporto e alla cantieristica.

Interventi di riqualificazione e potenziamento dei servizi interesseranno anche Golfo Aranci e Santa Teresa Gallura, mentre Porto Torres guarda all’ampliamento delle aree operative e logistiche. Ampio spazio viene dedicato anche alla sostenibilità ambientale e alla transizione energetica. Tra i progetti inseriti nel Piano figurano il cold ironing diffuso — il sistema che permette alle navi di spegnere i motori in porto collegandosi alla rete elettrica — la sperimentazione del biometanolo per la nautica da diporto, la produzione di energia da moto ondoso e nuove installazioni fotovoltaiche verticali lungo le aree portuali. Il documento guarda inoltre alla digitalizzazione dei porti attraverso il potenziamento del Port Community System e lo sviluppo della piattaforma “Porto Valore”, dedicata alla valorizzazione del patrimonio demaniale e agli investitori. Grande attenzione anche alla blue economy e alla formazione specialistica legata alla nautica e alla cantieristica. In questo contesto viene citato anche il protocollo d’intesa con l’Accademia della Pesca Tradizionale di Golfo Aranci e con l’ITS Academy Mo.So.S., nell’ottica di creare nuove opportunità occupazionali per i giovani nei territori d’origine. “Il Piano Operativo Triennale 2026-2028 nasce nel pieno di un cambiamento strutturale degli equilibri globali, che incide direttamente sui traffici, sui costi e sulla competitività dei porti – ha spiegato il presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna, Domenico Bagalà –. L’obiettivo è trasformare la solidità del sistema portuale sardo in capacità di crescita, riposizionando la Sardegna nel Mediterraneo come piattaforma logistica, energetica e produttiva”.