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Olbia e pericolo discariche, ecco il secondo esposto: “chiameremo l’Antimafia”

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Olbia, 20 ottobre 2019 – Nuova tranche della lotta contro l’emergenza ambientale nel Comune di Olbia: a dare una nuova spinta contro l’inquinamento diffuso (e ciò che potrebbe esserci dietro) sono i comitati Olbia-Sassari e Complanari che daranno vita – a breve e con l’aiuto di tanti altri cittadini – al Comitato “Ambiente, Salute e Legalità”.

Dopo il primo esposto annunciato lo scorso 28 settembre e inoltrato alle autorità competenti lo scorso 01 ottobre, ecco il secondo esposto datato 18 ottobre nel quale si segnalano due aspetti: l’insufficiente ordinanza sindacale emanata dal sindaco di Olbia Settimo Nizzi (riguardante solo ed esclusivamente Sa Corroncedda) e la presenza di un degrado ambientale diffuso in molti quartieri e in molte zone esterne del Comune di Olbia.

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I due comitati, nel primo esposto, chiedevano una serie di azioni concrete alle istituzioni sulle complanari, su Colcò e su Sa Corroncedda: opportuni accertamenti, l’individuazione delle responsabilità e dell’eventuale sussistenza di reati penali, l’adozione di monitoraggio costante.

“Consideriamo insoddisfacente ed incompleta l’ordinanza sindacale n. 52 del 3/10/2019 del Sindaco di Olbia, nella quale niente si prospetta riguardo la rimozione di rifiuti dalle strade complanari, la bonifica dell’ex campo rom di Colcò, l’apposizione di idonei cartelli nelle zone interessate da discariche abusive, la verifica dell’attuale condizione ambientale delle famiglie rom che nell’ultimo anno hanno lasciato il campo di Sa Corroncedda, il monitoraggio necessario dopo gli auspicabili interventi di rimozione dei rifiuti da tutte le zone interessate”, spiega Rita Padre.

I Comitati informano le autorità sui seguenti aspetti:

“Con spirito propositivo provvediamo senza indugio ad informare i soggetti in indirizzo che

– da recenti segnalazioni dei comitati di quartiere e diversi cittadini di Olbia ai comitati scriventi – nelle stesse periferie e in diversi quartieri del comune olbiese è in atto un vero e proprio degrado ambientale.

In tale urgenza di risanamento l’ordinanza sindacale n. 52 non presenta alcun riferimento a quest’ultimo proposito e i cittadini non dovrebbero sostituirsi alle istituzioni nel controllo del territorio, ma il degrado e l’assenza di controllo hanno raggiunto limiti ormai non più accettabili”.

Riguardo le risposte delle istituzioni, il Comitato informa che il Comune di Monti è stato celere nell’attivarsi: “Il responsabile all’ambiente del Comune di Monti ci ha informati che dopo la nostra prima segnalazione hanno tempestivamente effettuato i controlli sulle complanari del territorio montino, rilevando un paio di “microscopiche” discariche – la cui bonifica non compete al Comune di Monti – e dandone la relativa comunicazione a chi di dovere”.

Dal Comune di Olbia, per contro, l’unica risposta è arrivata dalla segretaria comunale Stefania Cinzia Giua.

È chiaro che stante l’emergenza ambientale, i Comitati si aspettavano da parte dell’amministrazione Nizzi (e non solo) un’azione più incisiva.

“I comitati civici hanno finora evidenziato solo uno spaccato del gravissimo fenomeno con grande speranza che i preposti all’amministrazione del territorio si sarebbero immediatamente prodigati a prendere atto del problema nella sua interezza – continua Rita Padre -. A tutt’oggi, resta chiaro che il problema non lo si vuole nemmeno conoscere nella sua totalità e di certo non può essere preso in carico a metà e risolto in maniera grossolana e frettolosa (vedi ordinanza n. 52)”.

Ciò non scoraggia i cittadini facenti parte del nascente Comitato “Ambiente, Salute e Legalità”, i quali hanno tutta l’intenzione di chiamare in causa la DDA (Direzione Distrettuale Antimafia).

“Il nostro grido di allarme, ultimamente acuito dopo aver letto di denunce e infiltrazioni mafiose, dopo aver ‘sentito’ di premialità percepite negli ultimi anni dal comune di Olbia in fatto di smaltimento corretto e territorio in ordine diventerà una vera e propria marcia verso il servizio antimafia regionale in mancanza di risposte esaustive entro breve tempo”, dice con forza Rita Padre.

E infine la chiosa: “Lungi dall’essere paragonati a “Lo Stato Sociale” e alla loro “vita in vacanza”, continueremo nel nostro impegno per un ambiente pulito, sano e legale”.

Insomma, i cittadini non si fermeranno di fronte al muro di gomma.

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