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Olbia, Burger King: dal TAR una fumata nera per i residenti

Ecco la sentenza che ferma, per ora, la battaglia legale

Olbia, Burger King: dal TAR una fumata nera per i residenti
Olbia, Burger King: dal TAR una fumata nera per i residenti
Angela Galiberti

Pubblicato il 29 May 2026 alle 07:00

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Olbia. Il Tribunale amministrativo della Sardegna ha scritto la parola "fine" sulla vicenda del Burger King. Almeno per adesso. Qualche giorno fa, il TAR ha pubblicato la sentenza per l'ultimo ricorso fatto da alcuni residenti contro il ristorante aperto ormai da più di un anno in viale Aldo Moro alta, non lontano dal secondo McDonald. La sentenza farà scuola, perché di fatto non ha deciso niente e ha rimesso tutto nelle mani del Comune. Andiamo con ordine.

I residenti, sin dal primo ricorso, avevano chiesto l'annullamento di tutta una serie di atti del Comune di Olbia che hanno portato all'apertura del ristorante in questione. Non solo è stato criticato l'iter, ma anche opere realizzate, il rispetto delle distanze e le emissioni moleste. La battaglia legale contro l'apertura di Burger King è iniziata oltre un anno fa e ha visto anche l'intervento del Consiglio di Stato: quest'ultimo ha effettuato un bilanciamento dei diritti fornendo prescrizioni al ristorante e rimettendo tutto nelle mani dei giudici amministrativi.

Dopo mesi di attesa e tanta documentazione che nel frattempo è stata protocollata,  è arrivata la sentenza definitiva, almeno su qust'ultimo ricorso. Il TAR ha rigettato le tesi dei ricorrenti, ma ha anche bacchettato il Comune. Scrive il giudice amministrativo: "Ciò che è mancato, al limite, è il doveroso controllo da parte dell’Amministrazione comunale, che pure aveva chiesto la produzione della relazione, sui contenuti di quest’ultima e sulle caratteristiche dell’attività da svolgere, dal quale poteva emergere il problema della sua localizzazione in rapporto al Viale Aldo Moro, al consequenziale superamento dei limiti di emissione acustica e alla necessità di svolgere i doverosi adempimenti procedimentali sull’impatto acustico".

Il Tar bacchetta, per così dire, anche i ricorrenti sulle opere edilizie che sarebbero state realizzate in difformità: "Non essendo tale profilo qualificabile come falsa dichiarazione si osserva che, anche sotto tale profilo, il ricorso è tardivo, essendo come visto decorsi il termine di 30 gg. (...) Si osserva, inoltre, che la tardività emerge anche in quanto il ricorso è stato presentato in termini ampiamente successivi al completamento delle opere edilizie e alla possibilità di percepirne l’attitudine lesiva. Nel caso di specie, il completamento dei lavori contestati risale al 17 dicembre 2024, mentre la notifica del ricorso è del 28 marzo 2025, per quanto si tratti di opere la cui asserita lesività (derivante dal loro posizionamento) era percepibile ben prima del loro completamento".

Anche i motivi aggiunti del ricorso, riguardanti la DUA a zero giorni con piano di bonifica acustica, sono stati rigettati perché privi di un interesse attuale alla loro definizione. 

Si legge nella sentenza: "l’Amministrazione comunale, in parte con gli stessi atti già impugnati, ha già segnalato l’esigenza di compiere verifiche post operam per valutare in concreto l’attuale impatto sonoro dell’attività in contestazione, successivamente alle opere di bonifica svolte. Ne discende che, allo stato, appare quantomeno prematuro disquisire dell’idoneità dell’intervento di bonifica acustica a superare le criticità in materia di immissioni, nonché degli effetti propri del “parere positivo con prescrizioni” nelle more adottato, dato che l’Amministrazione comunale ha reiteratamente affermato il carattere non lesivo e interlocutorio degli atti finora adottati: nulla è stato quindi accertato sulla conformità attuale dell’attività di ristorazione, se non sotto il profilo dei documenti allo stato presentati".

Infine: "Vanno disattese, infine, tutte le istanze istruttorie formulate dalle parti, non essendo necessarie, ai fini della decisione, né la verificazione, né la consulenza tecnica d’ufficio. Le stesse, infatti, sono state dedotte in funzione di accertamenti istruttori (in ordine alle immissioni acustiche e al rispetto delle norme in materia di distanze) che presuppongono, ai fini della loro rilevanza, il rinnovato esercizio del potere da parte dell’Amministrazione, in funzione del quale potranno assumere rilievo i dati derivanti da tali accertamenti, che verranno svolti nel rispetto del necessario contraddittorio procedimentale tra le parti".

In sostanza, i ricorsi sono stati dichiarati dal giudice amministrativo in parte irricevibili, in parte inammissibile. Il Burger King può continuare a lavorare.