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Cronaca, Nera

Olbia, ancora vandali in azione: un muro privato imbrattato con nuove scritte

Confondere questi atti con la street art significa fare un torto agli artisti

Olbia, ancora vandali in azione: un muro privato imbrattato con nuove scritte
Olbia, ancora vandali in azione: un muro privato imbrattato con nuove scritte
Patrizia Anziani

Pubblicato il 18 June 2026 alle 09:55

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Olbia. Un altro muro bianco trasformato in una lavagna improvvisata. Questa volta è accaduto in via Eleonora d'Arborea, dove durante la notte sono comparse due scritte realizzate con vernice nera su una parete esterna di una villa privata. Una recita "Olbia cura te stessa", l'altra richiama il celebre film Salvate il soldato Ryan, ma scritto con la prima S al contrario. Al di là del significato, più o meno comprensibile, resta il deprecabile gesto. Un immobile privato è stato deturpato senza alcun diritto, costringendo i proprietari a sostenere costi e disagi per ripristinare una facciata che fino a poche ore prima era perfettamente pulita. Il fenomeno non è nuovo. Da anni Olbia deve fare i conti con muri, cabine elettriche, sottopassi e facciate continuamente imbrattati da firme, scritte e scarabocchi che nulla hanno a che vedere con l'arte urbana. Confondere questi atti con la street art significa fare un torto agli artisti che lavorano nel rispetto delle regole e degli spazi concessi. Il Comune di Olbia, infatti, in diverse occasioni ha individuato pareti e superfici destinate proprio alla libera espressione artistica dei giovani. Lì nascono murales che valorizzano i quartieri e raccontano storie. Qui, invece, siamo davanti a qualcosa di completamente diverso: l'appropriazione di un bene altrui e il semplice desiderio di lasciare un segno, anche quando quel segno coincide con il degrado.

Colpisce un aspetto ricorrente. Più una parete è pulita, uniforme e appena tinteggiata, più sembra diventare il bersaglio ideale. Come se il bianco, il pulito e ordinato fosse un vuoto da riempire a ogni costo. Ma quel "vuoto" non appartiene a chi impugna una bomboletta: appartiene a chi quella casa l'ha costruita, curata e mantenuta con sacrificio. Ogni scritta richiede tempo e denaro per essere rimossa. Dietro un gesto che può durare pochi istanti o minuti c'è il lavoro di chi dovrà ridipingere, ripulire e restituire dignità a un bene privato. Un costo che ricade sempre sugli stessi: i cittadini. Il vandalismo non è un atto di coraggio né una forma di ribellione. È l'espressione di una profonda mancanza di rispetto verso la città e verso chi la vive ogni giorno. Una comunità cresce quando impara a valorizzare ciò che è di tutti e a rispettare ciò che appartiene agli altri. Imbrattare un muro, invece, significa soltanto lasciare dietro di sé una brutta firma di se stessi: un segno di inciviltà.